Stato della Palestina: sì della Camera dei Comuni inglese
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Stato della Palestina: sì della Camera dei Comuni inglese
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Stato della Palestina: sì della Camera dei Comuni inglese

Il voto favorevole al riconoscimento, simbolico ma significativo, non modifica la posizione di Londra ma scuote i rapporti diplomatici internazionali

Meno della metà dei 650 deputati della Camera dei Comuni a Londra ha approvato una mozione non vincolante che chiede il "riconoscimento della Palestina come Stato sovrano accanto a quello israeliano come contributo ad assicurare la prosecuzione il negoziati di pace sulla base del principio due popoli, due stati".

I voti a favore sono stati 274 (192 laburisti, incluso il leader Ed Miliband, e 39 conservatori) e 12 i contrari. Un'iniziativa altamente simbolica dei Comuni ma che, come ha già chiarito Downing Street, non modificherà la posizione di Londra. Il premier David Cameron e nessuno dei ministri ha partecipato al voto.

A nome del governo ha parlato il viceministro per il Medio Oriente, Tobias Ellwood: "Le aspirazioni del popolo palestinese non potranno realizzarsi pienamente fino quando non sarà posto fine  all'occupazione (israeliana) e crediamo che questo si potrà ottenere solo attraverso i negoziati" e "quindi il Regno Unito riconoscerà bilateralmente lo Stato palestinese quando giudicheremo che questo potrà contribuire alla pace".

il Regno Unito riconoscerà bilateralalmente lo Stato palestinese quando giudicheremo che questo potrà contribuire alla pace

Le reazioni

E malgrado la natura simbolica del voto, Israele lo ha condannato. Secondo il ministero degli esteri israeliano si tratta di "un'iniziativa prematura che mina le chance di raggiungere la pace. La strada per uno Stato palestinese - ha aggiunto - passa attraverso la via della trattativa" tra le parti. Il Regno Unito, sulle stesse posizioni degli Usa su questo come su altri temi in politica estera, è stato tra gli Stati che nel 2012 si astennero dal voto all'Assemblea generale Onu che concesse alla Palestina lo status di Paese osservatore non membro.

"Questo voto manda un chiaro messaggio al governo britannico, darà forza a chi in Europa chiede il riconoscimento della Palestina e creerà le basi per la comunità internazionale per consentire al popolo palestinese parità legale e diritti". Così, Hanan Ashrawi, dell'Olp, ha commentato il voto del Parlamento inglese a favore dello Stato palestinese. "Il riconoscimento della Palestina - ha continuato Ashrawi - non è contingente ai negoziati con Israele, e non è certamente qualcosa su cui siamo disposti a trattare".

In Italia non si sono fatte attendere le reazioni, spesso fuori luogo e fuorvianti, da parte di Sel. Il capogruppo dei deputati, Arturo Scotto, ha infatti dichiarato come dopo la Svezia un altro Paese europeo, finalmente, riconosce "ufficialmente" lo Stato palestinese. E in un tweet invita anche l'Italia a fare lo stesso.

Peccato che il voto della camera dei comuni inglese sia un voto solo simbolico.

Non ha mancato di farsi sentire anche il Movimento 5 Stelle: "L'Italia riconosca pienamente e formalmente lo Stato della Palestina nei confini del 1967, secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite" hanno chiesto i deputati grillini delle Commissioni Esteri e Difesa. "Si tratterebbe - spiegano - di un atto concreto verso la pace in Medio Oriente, a garanzia della sicurezza e della libertà del popolo palestinese ed israeliano. Per questo accogliendo il parere espresso dalla Camera dei Comuni e il riconoscimento formale giunto dall'esecutivo svedese, presenteremo in questi giorni una mozione che impegna il governo a prendere una posizione chiara sulla questione a fronte dell'immobilismo mostrato sino ad ora dal ministro Mogherini".

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