L'intelligence Usa e la Guerra: una storia di errori
Un carro armato russo in Crimea (Getty Imagines/ Dmitry Serebryakov)
L'intelligence Usa e la Guerra: una storia di errori
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L'intelligence Usa e la Guerra: una storia di errori

L' America lancia l'allarme: truppe russe ai confini con l'Ucraina, pronte per l'invasione. O no? Quando le previsioni sbagliate (non) cambiano il corso della Storia

A questo punto, secondo il Pentagono, non rimane altro che la decisione di Vladimir Putin. Se sarà pollice verso, l'invasione delle regioni orientali dell'Ucraina avverrà in poche ore. Se invece, non lo sarà, le migliaia di soldati russi ammassati lungo il confine, rimarranno al loro posto, minacciosa presenza per il regime di Kiev.

Secondo le fonti americane, sono almeno 50.000, molto più dei 20.000 di cui parlavano i rapporti precedenti. Per gli ucraini, la forza dispiegata è ancora superiore: almeno 100.000. "Il loro numero non è così importante - ha detto un alto ufficiale americano alla stampa - Quel che conta è che, secondo le nostre informazioni, i russi siano adesso pronti a lanciare un eventuale attacco. I mezzi sono pronti, la logistica e le vie di rifornimento sono state predisposte, le truppe sono in allerta. Non sono lì per semplici esercitazioni, come ha detto il Cremlino".

Cosa fa l'intelligence Usa?

Dipende quindi da Vladimir Putin, dalle sue intenzioni, dai suoi calcoli, dai suoi piani. Per gli americani, leggere nelle mente del presidente russo è diventato un esercizio molto difficile. Smantellata la rete di intelligence della Guerra Fredda, ora, gli Usa si trovano a non avere più gli strumenti per capire cosa realmente accade nelle segretissime stanze dei palazzi moscoviti. Non ci sono talpe, non ci sono analisti in grado di comprendere quali saranno le prossime mosse di Putin; alla fine, non ci sono previsioni, ma solo sorprese.

Come è avvenuto con la Crimea, annessa de facto. La mattina del 28 febbraio, l'ufficio del direttore dell'Agenzia Nazionale di Intelligence ha mandato un rapporto al Congresso dicendo che quello di Putin era solo un bluff. Nel pomeriggio, i soldati russi hanno preso possesso dei punti nevralgici della penisola. Un altro fallimento del controspionaggio a stelle e strisce.

Per capire qualche cosa di più, gli americani si sono messi anche a studiare il linguaggio del corpo del presidente russo. Forse è per questo che Putin, in quasi tutte le occasioni pubbliche, tende a rimanere impassibile. Quando non hai un infiltrato, il più capillare apparato di sorveglianza digitale del mondo, serve a poco, se non a nulla. Già, all'inizio della crisi ucraina, i servizi segreti russi avevano depistato quelli occidentali. Perché non dovrebbero farlo anche in questo caso?

Le responsabilità di Obama

La situazione è resa più complicata dall'approccio politico di Barack Obama. Convinto del fatto che la Russia non fosse un problema per la sicurezza nazionale americana, è arrivato in ritardo rispetto allo scoppio della crisi. Ora, il suo atteggiamento è cambiato, ma non ha perduto quella flemma di fondo. E'vero che ha lanciato un indiretto monito a Vladimir Putin dall'Aja, ma è anche vero che non sembra credere in un'altra azione di forza del leader del Cremlino. Gli avversari politici negli Usa gli chiedono: ma sei proprio sicuro che non ci sarà?

In effetti Putin ha dichiarato che non intende muovere i soldati se non per salvare da eventuali aggressioni la popolazione di origine russa che vive nelle regioni orientali dell'Ucraina. In linea di massima, sarebbe un ni all'invasione. Obama ha guardato al bicchiere mezzo pieno, i generali del Pentagono hanno osservato attraverso i satelliti i movimenti delle truppe russe, l'intelligence si è attivata per scrutare nei pensieri di Putin. Tutti, in attesa che qualche cosa succeda.

Quest'insieme di fattori, potrebbe portare a una sottovalutazione del pericolo, come tante altre volte è accaduto in passato nella storia americana. L'ennesimo caso che fa scuola. In altre parole, l'ennesimo disastro dell'intelligence Usa.

I fallimenti dell'intelligence degli Stati Uniti

Sono stati tanti negli ultimi 70 anni, a partire dall'attacco a Pearl Harbour. Ecco una lista dei più clamorosi, molti dei quali sono da attribuire alla Cia

1) Guerra di Corea - 1950

I soldati dell'Esercito Popolare della Corea del Nord irrompono oltre il 38°parallelo e invadono la zona sud della penisola. Gli americani vengono colti completamente di sorpresa. Qualche giorno dopo, l'intelligence Usa manda al presidente Truman un rapporto in cui si dice sicura che Pechino non interverrà nel conflitto. Qualche settimana dopo, un milione di soldati cinesi combattono contro gli americani.

2) La rivolta dell'Ungheria - 1956

Nel gennaio di quell'anno, un rapporto della Cia afferma che l'Unione Sovietica controlla senza alcun problema il suo impero in Europa Orientale e che questa situazione si protrarrà negli anni a venire. Cinque mesi dopo, scoppia la rivolta in Polonia, seguita dalla Rivoluzione Ungherese in ottobre e novembre che viene stroncata dai sovietici con i carri armati. Washington viene colta di sorpresa.

3) Guerra del Vietnam - dal 1956 al 1975

Negli anni del conflitto che l'America ha perduto, sono stati numerosi e ripetuti gli errori dell'intelligence. E'stata sottovalutata la forza numerica del nemico, la sua capacità di combattere e la solidità della sua organizzazione, sono state sbagliate le analisi politiche rispetto alla tenuta del regime e dell'esercito sudvietnamita. A volte erano i generali a voler dire a Washington che le cose andavano bene, spesso era proprio l'incapacità ad analizzare la situazione a indurre all'errore. Il tutto sfociò nell'offensiva del Tet, nel 1968, quando gli americani vennero attaccati di sorpresa da una forza di 85.000 uomini sull'intero territorio vietnamita, compresa Saigon

4) La crisi dei missili di Cuba - 1962

"L'installazione di missili a Cuba è incompatibile con l'attuale politica dell'Unione Sovietica." Sembra incredibile, ma è vero: la Cia non aveva capito nulla. E in un report del 19 settembre, rassicurava il Presidente Kennedy rispetto alle possibili mosse di Mosca. Un mese dopo, proprio un aereo della Central Intelligence Agency fotograferà le batterie missilistiche sovietiche sul territorio cubano. Fu l'inizio di una crisi che portò Stati Uniti e Unione Sovietica a un passo da una guerra nucleare.

5) La rivoluzione iraniana - 1979

Nell'agosto del 1978 un rapporto dell'agenzia afferma che "Teheran non è in una situazione rivoluzionaria o pre - rivoluzionaria". Sei mesi dopo, Reza Pahlevi viene costretto a lasciare il paese. Il suo regime crolla, aprendo la strada all'avvento al potere dell'Ayatollah Khomeini

6) Invasione dell'Afghanistan - 1979

La Cia invia un memorandum per avvertire che l'Unione Sovietica potrebbe decidere di invadere l'Afghanistan. Ma è troppo tardi, l'operazione militare è già iniziata.

7) Invasione del Kuwait - 1990

Il 2 agosto, i carri armati di Saddam Hussein invadono il piccolo stato confinante che, in poche ore, viene conquistato. I generali del Pentagono che seguivano nei giorni precedenti il concentramento di truppe irachene alla frontiera, ritenevano che quello del Rais di Bagdad fosse solo un bluff

8) Attacco alle Torri Gemelle

Il più clamoroso e doloroso fallimento dell'intelligence Usa. Nell'estate del 2001, la Cia era a conoscenza del fatto che due membridel commando di Al Qaeda che attaccarono le Torri Gemelle si trovano da mesi negli Stati Uniti, ma non lo disse all'Fbi che avrebbe potuto intervenire per ricercarli. Il rapporto del 2007 che conferma questa circostanza punta il dito contro l'allora numero uno di Langley, George Tenet.

A questa lista dobbiamo aggiungere anche la Crimea. E qualche cosa d'altro?

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