Sporting Locri: la solidarietà delle parlamentari calciatrici
Sporting Locri: la solidarietà delle parlamentari calciatrici
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Sporting Locri: la solidarietà delle parlamentari calciatrici

La neo-costituita Nazionale delle deputate italiane annuncia di voler giocare in Calabria una partita contro le giocatrici del club sotto minaccia

Parlamentari italiane in campo per lo Sporting Locri, la squadra di calcio a 5 femminile costretta a ritirarsi dal Campionato per le ripetute intimidazioni rivolte ai suoi dirigenti, ora sotto scorta. In campo per davvero, perché - come annunciato da Paola Binetti, deputata del Gruppo Area popolare (Ncd-Udc) e medico della Nazionale delle deputate italiane, costituitasi lo scorso 24 novembre proprio alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne - la squadra di calcio femminile del nostro Parlamento (con "rinforzi" anche dalle elette in quello Europeo) ha deciso di andare a giocare in Calabria per manifestare tutto il suo appoggio al club e alle sue atlete vittime di minacce.

Solidarietà di squadra
"La squadra di calcio femminile delle parlamentari, un vero e proprio gruppo interparlamentare, ha deciso di sfidare in una partita la squadra femminile di Locri, vittima di vili minacce, per manifestare la propria solidarietà", ha dichiarato Paola Binetti nel rendere nota l'iniziativa. "La squadra di calcio femminile di Locri, che ha subìto soprusi, ricatti e angherie, ha dimostrato di essere formata da donne ben poco convenzionali e soprattutto coraggiose e con la piena consapevolezza della dignità femminile. Ci sono tante forme di violenza contro le donne: alcune drammaticamente aggressive, altre più sottili e non per questo meno difficili da accettare. Per le une e per le altre la vera novità di questi ultimi anni è stata la nuova solidarietà femminile che non ha mai rinunciato a far sentire la propria voce in ogni circostanza, piccola e grande... Sono il medico della squadra e sono convinta che tutte le ferite, anche quelle dell'amor proprio, vadano curate il più tempestivamente possibile per non dare adito a rivalse di nessun tipo".

L'appoggio delle istituzioni
Oltre a quella delle parlamentari-calciatrici, è poi arrivata la solidarietà di tante voci della politica italiana, come quella di Dorina Bianchi, vice-presidente dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e componente della Commissione parlamentare antimafia: "Lo sport è portatore di valori positivi come il fair play, il gioco di squadra e il rispetto dell'avversario e non può soccombere alle minacce e alla violenza. Per questo la squadra di calcio a 5 femminile Sporting Locri non deve arrendersi. Alle giovani calciatrici e al presidente della squadra va tutta la mia vicinanza e l'invito a continuare a giocare. Tutti noi saremo al loro fianco per questa sfida. Intanto auspichiamo che, a seguito dell'informativa di reato dei Carabinieri, la magistratura apra un fascicolo e riesca a fare chiarezza su questo inquietante episodio".

I timori delle avversarie
Se le parlamentari auspicano quanto prima di poter calcare il campo di Locri, dubbi e timori vengono invece espressi da quella che secondo il calendario dovrebbe essere la futura avversaria in Campionato dello Sporting Locri, ovvero la Lazio femminile di calcio a 5: "Domenica 10 gennaio noi dobbiamo giocare a Locri, ma non sappiamo cosa fare. Pur esprimendo la nostra solidarietà allo Sporting Locri, noi abbiamo paura ad andare lì", ha infatti ammesso il presidente del club biancoceleste Valerio Piersigilli. Che ha poi specificato: "Ho la responsabilità di tutelare 30 persone fra giocatrici, staff tecnico, dirigenza, per non parlare dei nostri tifosi. Mi metterò in contatto anche con il presidente dello Sporting Locri per avere un quadro più chiaro possibile della situazione. Noi vogliamo essere sicuri come lo debbono essere anche le altre partecipanti del campionato di serie A di Calcio a 5 Femminile. Una possibile soluzione? Fermiamo il Campionato! Forse in questo modo si potrebbe provocare il giusto rumore...". Anche se la vicenda pare ormai davvero uscita dall'anonimato, pur essendo ancora in cerca di una soluzione non solo giudiziaria.

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