diagnosi tumore
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Salute

Diagnosi più azzeccate con l'intelligenza artificiale

Un sistema sofisticato di A.I. aiuta il medico a individuare le lesioni pre-cancerose nel tumore al colon

Giusto per partire dai numeri: ogni anno, in Italia, ci sono da 60 a 90 nuovi casi ogni 100 mila abitanti di cancro al colon-retto, la seconda causa di mortalità per tumore: i decessi, intorno ai 50 mila l'anno. Tumore, peraltro, facilmente prevenibile, soprattutto se preso in tempi precoci. La differenza, in questo caso, la fa la disponibilità di una tecnica che consente la diagnosi precoce. Cioè l'endoscopia.Un test per il quale l'abilità e l'esperienza del medico endoscopista sono fondamentali. Ma identificare quale formazione o macchia sulla mucosa del colon sia una lesione pretumorale che va rimossa al più presto non è semplicissimo. Ora, a supportare il medico nel suo compito di «cercare e trovare», c'è l'intelligenza artificiale. Nella fattispecie, il sistema GI Genius, messo a punto dall'azienda irlandese Cosmo Pharmaceuticals e distribuito da Medtronic: una tecnologia per il rilevamento assistito da computer che, grazie all'A.I., identifica le lesioni del colon, orientando l'endoscopista verso una diagnosi potenzialmente salvavita. Come funziona e perché, senza sostituire l'occhio del medico, è uno strumento prezioso, ce lo spiega Mauro Ajani, il fondatore di Cosmo.

Che cosa fa GI Genius?

«Intanto bisogna premettere che la colonscopia è, di suo, un test complesso, perché è complesso il colon, l'organo che si va a esplorare. Anzi, si deve dire che i medici endoscopisti sono veri maghi nel trovare le lesioni del colon mentre allo stesso tempo devono anche navigare con la sonda lungo l'intestino e mantenere la durata della procedura più breve possibile. Negli ultimi 30 anni sono stati fatti investimenti enormi per migliorare, dal punto di vista tecnologico, i colonscopi, che oggi sono super avanzati. Difficile ottenere ulteriori progressi in questo campo. Ciò non toglie che quella di un polipo sia una ricerca indaginosa, non semplice. E la tecnologia non basta. A fare la differenza al momento è l'abilità del medico nello scoprire precocemente un eventuale polipo».

Che è sempre l'anticamera del cancro?

«No, non tutti i polipi diventano tumori, ma non c'è tumore al colon retto che non sia nato da un polipo. E dentro questo paradigma si potrebbero ottenere risultati straordinari come diagnosi tempestiva, anche perché questo cancro è uno di quelli più facilmente prevedibili».

E l'intelligenza artificiale in questa indagine che ruolo ha?

«Le rispondo usando una metafora. Immagini che il medico endoscopista sia un direttore d'orchestra. Per eseguire alla perfezione una sinfonia, il direttore avrà cura di scegliere la migliore combinazione di strumenti e musicisti. Allo stesso modo, l'endoscopista ogni giorno in prima linea nella lotta al tumore, sceglierà nell'interesse dei suoi pazienti i migliori strumenti tecnologici che lo affianchino nella sua missione. GI Genius è una nuova tecnologia che lo supporta nel compito di trovare potenziali neoplasie visibili durante la colonoscopia. L'A.I. non si sostituisce all'endoscopista, che rimane il direttore d'orchestra, ma è un nuovo strumento che consente di ottenere un risultato clinico superiore a quanto è stato finora possibile. Ci dia qualche numero per farci capire meglio...In un recente studio su 700 pazienti, GI Genius ha consentito agli endoscopisti di trovare il 13 per cento di adenomi in più rispetto alle colonscopie eseguite in modo tradizionale. Poiché è stato dimostrato che a un miglioramento dell'1 per cento nei rilevamenti di adenomi corrisponde una riduzione del rischio di cancro del 3 per cento, si capisce bene la potenzialità enorme dell'A.I.di salvare vite».

Ma in pratica come funziona?

«La piattaforma di A.I. che abbiamo messo a punto indica al medico, man mano che la sonda endoscopica viene guidata dentro il colon, se in quel punto ci sono anomalie: attorno alla sospetta lesione si accendono segnalatori verdi. Il medico resta sempre il protagonista ma non procede da solo. È come se alle sue spalle ci fosse una sorta di angelo tecnologico che lo aiuta a dirigere l'attenzione verso le zone sospette, senza fermarsi mai. Ecco, la chiave è proprio questa: l'A.I. non sostituisce il medico, ma al contrario degli esseri umani, non si stressa, non si stanca ed è sempre performante al meglio delle possibilità».

Chi ha addestrato questo tecnoassistente?

«Il percorso che ha portato alla realizzazione della piattaforma GI Genius è partito otto anni fa, raccogliendo e studiando una enorme base dati di immagini, video e dati clinici. Quando ancora non si parlava di A.I., abbiamo avuto la forza di credere che un giorno queste tecnologie avrebbero rivoluzionato la medicina. Oggi finalmente abbiamo raggiunto livelli altissimi di accuratezza nel trovare i polipi».

GI Genius dove si trova? So che è stato appena approvato dalla FDA americana, significa che qui non c'è ancora?

«Il contrario. Anche qui in Italia è distribuito da Medtronic e già in uso in molti ospedali perché è stato approvato dagli enti certificatori europei in quanto dispositivo medico. Negli Stati Uniti invece è stato considerato come il primo dispositivo medico con A.I. del suo genere, un «de novo», e ciò ha richiesto una procedura di approvazione più lunga. Ma sulle diagnosi precoci c'è da dire una cosa molto importante...»

Quale?

«Con la pandemia i test preventivi di screening si sono praticamente fermati. Negli Stati Uniti c'è stato un calo drammatico di questi esami, dell'80 per cento. E qui uguale. La gente non è più andata in ospedale ed è un problema enorme. La prossima pandemia si chiamerà tumore. Un disastro verso cui stiamo andando, e non ce ne rendiamo conto. Senza esami precoci i casi di cancro come quello al colon, ma non solo, sono destinati a schizzare verso l'alto».

Cosa l'ha spinta, da imprenditore, verso la diagnosi dei tumori?

Ho iniziato come agente di commercio, tanti anni fa, nel 1975. Agente di commercio significa rappresentante farmaceutico, quelli che entrano negli ambulatori medici con la valigetta in mano passando davanti ai pazienti?Proprio quelli. Dopo aver lavorato in diverse aziende ho deciso di fondarne una mia, si chiamava PharmAjani e distribuivamo i prodotti delle multinazionali. Poi, nel 1996, ho comprato uno stabilimento di produzione dalla Pfizer a Lainate, ed è nata Cosmo, specializzata nel settore delle malattie gastrointestinali, dove diventiamo leader mondiali. Adesso siamo un'azienda pubblica quotata in Svizzera, abbiamo centri ricerca e sviluppo in Italia, Irlanda e a San Diego, in California. In particolare, il team Cosmo che ha ideato, progettato e continua a sviluppare GI Genius è tutto italiano».

E le vostre prossime «diavolerie» tecnologiche?

«La piattaforma A.I. che abbiamo realizzato è la prima al mondo certificata dall'FDA in grado di funzionare in tempo reale su video medicali. Vogliamo sfruttare il nostro know-how unico ed espandere le potenziali applicazioni di questa piattaforma, migliorando diagnosi e trattamento di altre malattie dell'apparato digerente come le patologie infiammatorie intestinali che aumentano il rischio di cancro e non sono facilmente rilevabili. E dove la diagnosi precoce vuol dire salvarsi la vita».

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