Lo spirito dell’Ice Bucket Challenge, e quello di Renzi
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Lo spirito dell’Ice Bucket Challenge, e quello di Renzi
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Lo spirito dell’Ice Bucket Challenge, e quello di Renzi

Prima della secchiata il premier tiene una sorta di mini-comizio con nomina di un condominio. Dimenticando che questa non è una campagna elettorale, ma di raccolta fondi contro la Sla

Ma perché in Italia deve diventare comizio anche la simpatica campagna di sensibilizzazione della pubblica opinione su una malattia rara e terribile come la Sla? Perché, quindi, deve diventare una buffonata?

Il punto qual è: non si fa abbastanza ricerca perché i malati sono troppo pochi e investire sarebbe poco remunerativo. Allora ci s’inventa un gioco contagioso che attraversa Europa e America e coinvolge le star: dai politici agli sportivi, dagli attori agli imprenditori. Ognuno sfida massimo tre persone a farsi una doccia di cubetti o sennò deve staccare un assegno per la ricerca. Inutile dire che i testimonial (volontari) fanno entrambe le cose: danno spettacolo e pagano. E così gli americani, che hanno dato il via alla catena, si versano l’acqua addosso dopo un breve discorsetto in cui dicono chi li ha nominati, nominano a loro volta, e siccome l’iniziativa vuol essere leggera (anche se il tema è serissimo) aggiungono un motivo per sorridere. L’ex presidente americano George W. Bush dice che non sarebbe “presidenziale” bagnarsi e, mentre compila l’assegno, la moglie Laura gli svuota il secchio in testa (“Quell’assegno è per me, non voglio rovinarmi la piega”). Michael Bublé, il cantante, attacca il fervorino ma il nipote impaziente lo interrompe col gavettone. Bill Gates, il fondatore di Microsoft, documenta in video le fasi della progettazione e costruzione di un’impalcatura apposita. È forse più elaborato di altri, ma sempre ci mette “solo” un minuto e mezzo.

Allora com’è che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, impiega quasi due minuti e nomina un intero condominio? Parla di Stefano Borgonovo, storico centravanti della Fiorentina, e della sua Fondazione contro la Sla. Nomina Roberto Baggio impegnato nella stessa battaglia, poi un amico medico che cura i malati di Sla e con lui tutte le infermiere, e poi i direttori di giornali e riviste. Noioso e fuori spirito. A nominare Matteo sono stati, rapidamente, Jovanotti e Fiorello (il primo ha inscenato una serenata sotto la finestra di casa prima di essere “docciato”). Lo spirito giusto è quello di Barbara D’Urso con i suoi 10 secondi e l’imprecazione “oscurata” finale. Oppure, se volete, hanno senso i quasi 7 minuti sul web  del malato di Sla non ancora inabile che dopo la secchiata e le risate spiega il dramma che incombe su di lui e sulla sua famiglia sotto quelle tre lettere che in inglese si dicono Als.

Adesso però basta. In California si polemizza perché c’è siccità e lo spreco d’acqua non è ammissibile. Si moltiplicano online sketch comici: cadute e infortuni, padroni coi loro cani. Padri e figli. Fidanzati. La scena si fa set, la nomina spot. Candid camera gustosa e ripetitiva che ha per protagonisti Vip e meno Vip. L’Ice Bucket Challenge, la “sfida del secchio di ghiaccio”, è diventata una moda, un modo per esibirsi o farsi pubblicità.
E poi c’è Matteo, che non ha capito come funziona.

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