A proposito di razzismo e polemiche
ANSA / MATTEO BAZZI
A proposito di razzismo e polemiche
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A proposito di razzismo e polemiche

Frasi, battute, attacchi, offese. Serve un po' di chiarezza perché il razzismo è un'altra cosa

Se c’è un esempio di totale assenza di pregiudizio razzista, quello è Silvio Berlusconi. Clarence Seedorf è diventato allenatore del Milan non perché nero, o esibito come nero, ma perché considerato il più bravo. Si può dire lo stesso di Enrico Letta che si vanta d’aver scelto la “nera” Cécile Kyenge per la squadra di governo?  

Una mia cara amica ridendo mi diceva l’altro giorno che in quanto nera è piuttosto contenta del fatto che le nere invecchiano meglio delle bianche, e questa confortante considerazione è materia di chiacchiera e ironie a cena con le amiche. Ma non per questo si sente superiore. La diversità, nei non eterofobi, è motivo di gioia, tristezza, riflessione, non di amore o odio sulla base del colore della pelle.

Allora non capisco perché dobbiamo tacciare di razzismo Jole Santelli, già sottosegretario nel governo Letta poi dimissionaria perché di Forza Italia, per aver detto che le nere hanno la fortuna, “rispetto a noi”, di non doversi truccare. Allo stesso modo non trovo razzista che Berlusconi ironizzi su Obama “abbronzato”. L’errore semmai è politico, non etico.

Trovo invece vagamente, inconsapevolmente razzista, che il premier Letta abbia citato in conferenza stampa tra le “cose fatte” l’aver inserito nella squadra Cécile Kyenge, “il primo ministro di colore della storia italiana”. Perché esibire la pelle nera della Kyenge e alimentare il sospetto che la ragione principale di quella scelta per il ministero dell’Integrazione fosse il suo essere congolese e nera, questo sì significa muoversi ancora nell’universo della diversità vissuta come a-normale. Non naturale. Mi provocano orticaria anche le piccate correzioni ai leghisti che dicono “di colore” invece di “nera”.

Tutte queste sensibilità dei bianchi per come i neri andrebbero nominati suonano false, soprattutto se “woman of color” è espressione del tutto corretta e, anzi, diffusa per indicare un’intera categorie di persone “di colore”, non solo nere.

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