Giuseppe Conte
(Ansa)
Giuseppe Conte
Politica

Conte ci rovina anche il Natale

La vicenda della lettera del piccolo Tommaso supera i limiti della decenza sulla comunicazione

Finché si tratta delle maratone televisive, delle dirette facebook, degli Stati Generali nelle ville romane, passi. Ma la letterina del bambino di 5 anni sventolata dal premier nella sua nuova veste di "Conte salva il Natale", ecco: quella potevano risparmiarcela.

Per chi se lo fosse perso: Giuseppe Conte rende pubblica la letterina di Tommaso, un bambino lombardo che gli domanda se il lockdown valga anche per Babbo Natale. Il capo del governo teneramente risponde che i regali sono garantiti, perché Santa Claus gode dell'immunità diplomatica. Questa è la commovente favola giallorossa per allietarci il lockdown.

Sui social fioccano le teorie complottiste: c'è chi sostiene che Tommaso sia un'invenzione di Casalino, o forse Casalino medesimo. Non osiamo pensare che siano arrivati a tanto. Anche perché quella letterina è scritta fin troppo bene. Sicuramente la sintassi non è quella di un bambino di 5 anni, che peraltro in prima elementare si esprime molto meglio di Di Maio e del comitato tecnico scientifico. Se davvero quel testo è farina del suo sacco, tanto vale convocarlo a Palazzo Chigi e fargli scrivere anche i Dpcm: ci guadagneremmo in chiarezza.

Al di là delle ironie, sarebbe bello se davvero a Natale fossimo tutti più buoni. Governanti compresi. Magari senza trascinare i bambini dentro l'infinita battaglia per il consenso politico. Una battaglia che non conosce soste, né festività. Se proprio volessimo fare un regalo a quelli come il piccolo Tommaso, sarebbe semmai opportuno garantire la didattica a distanza alle famiglie che il computer non se lo possono permettere. O magari fornire un aiuto vero alle madri che lavorano da casa, pur dovendo continuare a curare la famiglia. Ma le fiabe elettorali lasciano il tempo che trovano, e di questi tempi non ne sentiamo il bisogno.

Ma quello che davvero non possiamo accettare, è il subdolo e maldestro tentativo di arruolare Babbo Natale come testimonial politico. Del resto lui, a differenza di Arcuri, le promesse le rispetta sempre. Anzi, viste le prospettive, quest'anno dovremo chiedere gli straordinari al padrone della slitta: oltre ai regali, forse dovrà consegnarci anche il vaccino. E già che c'è, le rate arretrate della cassa integrazione.

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