"Non mischiamo Berlinguer con Renzi..."
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"Non mischiamo Berlinguer con Renzi..."

Viaggio in alcuni circole del Pd (ex Pci) tra i militanti per capire a 30 anni dalla morte dell'ex segretario se e come le cose sono cambiate - Le frasi celebri - Fotostoria

Trent'anni senza Berlinguer. I circoli del Pd sono in fermento da giorni per ricordare la figura del leader indiscusso e via dei Giubbonari, sede storica del Partito Comunista, la coordinatrice Giulia Urso è un fiume in piena. Il sindaco Ignazio Marino le ha inviato una lettera per comunicarle che oggi dietro a via delle Botteghe Oscure sarà intitolato un largo a questo leader indimenticato e amato da tutti tanto che Poste Italiane ha emesso un francobollo celebrativo.

Ad aprirci la porta dei ricordi in questo giorno di caldo afoso troviamo lei che quel giorno davanti al feretro di Enrico Berlinguer a Botteghe Oscure si trovò Giorgio Almirante, il nemico politico numero uno. “Cadde il silenzio, si percepiva la preoccupazione della sicurezza per qualche colpo di testa di qualche militante che poteva non gradire quella presenza. Ma prevalse il senso di rispetto per questo incontro. Ho ancora la pelle d'oca quando ci ripenso”. Così anche Simone, quarant'anni, che viene dall'Emilia quella di tradizione rossa e che ricorda “le facce dei miei genitori, ammutolite, incredule. Ricordo la televisione fissa sulla diretta del funerale, pochi giorni dopo, vedevo le lacrime solcare il viso di parenti ed amici, ho visto la mia città, Modena, listata a lutto, ho respirato dolore, e profondo smarrimento. Ricordo la prima pagina dell’Unità con la sua foto ed un titolo semplice ADDIO”. A lui oggi chiedo cosa pensa della leadership del Segretario del Pd “non v’è un novello Berlinguer, Renzi non lo è, son diverse le epoche storiche, ma lo slancio la passione, il decisionismo, il dialogo, questa è eredità che il Segretario del PD deve fare sue, son insegnamenti che travalicano le memorie di appartenenza, devono essere fonte primaria di ispirazione della condotta politica”.

Ezio è stato per dieci anni segretario di questo circolo e degli anni del Pci ricorda le notte passate ad attaccare i manifesti, gli scontri anche fisici con gli antagonisti politici, “i fascisti”. Lui ai comizi romani non mancava mai, qualche volta lo ha incontrato a Fiumicino in uno dei suoi numerosi viaggi. “Era una guida politica e culturale. Aveva una capacità di comunicazione con il suo popolo e non solo. Non è possibile un paragone con i politici odierni perché sono cambiate una montagna di cose. Oggi è tutto sparpagliato rispetto a quello che avviene. Da vent'anni il Paese è andando declinando in senso negativo. E' anche stupido parlare di vecchia guardia e nuova”.

Quando gli chiediamo di fare un confronto con i tempi moderni “ho nostalgia perchè c'era un grande senso di appartenenza che spesso sfociava nella demagogia e nella retorica però nel Pci c'era un rapporto di solidarietà dove la sezione diventava un punto di riferimento per chi aveva bisogno. Renzi non assomiglia per nulla a Berlinguer, anche se ne apprezzo i lati positivi che lo ha portato ad una posizione di forza. Non possiamo fare paragoni”.

“Ho avuto un rapporto privilegiato con il compagno Berlinguer” Bruno è un ex vigile del Fuoco che si occupava della sicurezza durante le manifestazioni. Oggi è iscritto al circolo Pd di Garbatella e ricorda quegli anni di politica “al servizio della gente. Solo con Berlinguer e Lama abbiamo avuto un rapporto umano, non è più successo con nessuno. Del leader del Pci ricordo soprattutto il sorriso”. Tutti quando parlano di Berlinguer non lo menzionano mai come Segretario, ma sempre come “compagno”, “fratello”, una confidenza che ai politici di oggi non si dà. “A Renzi riconosco quella stessa voglia di cambiamento. Da Berlinguer dovrebbe ereditare quello stesso coraggio di condannare le condotte sbagliate nelle quali spesso deragliano i politici. Basta leggere le pagine della cronaca in questi giorni”.

Carlotta è una delle più giovani presidenti di Circolo a Roma. A lei spetta guidare una sezione sulla Tiburtina dove spesso i toni delle discussioni si fanno aspri. Ha ventitrè anni però quando le chiediamo cosa le è arrivato dai discorsi dei suoi iscritti rispetto alla figura del leader ne esce un ritratto di quelli che si tributano alle icone pop. "Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano al fianco di lavoratori ed oppressi, allora non ci sara' piu' scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia". Questa sua frase, che ho qui citato, e' la base di partenza della mia passione ed attivita' politica, ormai da parecchi anni. Ecco, questo e' il mio tributo costante, giornaliero, alla memoria di Enrico Berlinguer”. Il segretario del “compromesso storico” ha superato i confini del suo tempo e sembra arrivare intatto ai giorni nostri. Tanti lo ricordano con affetto e non si scansano davanti al registratore. Vogliono raccontare, tutti hanno un ritratto stampato in testa.

C'è una persona al circolo Pd di Giubbonari, Alberto Marani che Enrico Berlinguer se lo ricorda bene perchè era un uomo della sua scorta. Ma non vuole parlarne perchè il suo è un “ricordo personale che nasce da un rapporto professionale quotidiano” e lo custodisce gelosamente. Però ad un ragazzo che non ha conosciuto Berlinguer affida una cartolina “lui era il frutto della coerenza tra quello che diceva e quello che faceva quotidianamente. Sia nella vita personale, sia nella vita di partito. Rispetto ai politici di oggi siamo lontani mille miglia. Non c'entra niente la politica di oggi con la sua figura. I giovani dovrebbero rileggerlo e imparare la sua coerenza”. Più che un consiglio, dal tono, sembra un ordine, soprattutto oggi. 

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