Eminem: la recensione di "The Marshall Mathers Lp2"
Eminem: la recensione di "The Marshall Mathers Lp2"
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Eminem: la recensione di "The Marshall Mathers Lp2"

Ironia, amore, rabbia (poca) e tanto talento nel nuovo album del più grande rapper americano

Eminem è uno dei personaggi più influenti della musica degli ultimi 15 anni. Perché prima ancora di essere un rapper è un artista di smisurato talento. Non è un caso che i suoi album arrivino a un pubblico molto più ampio di quello della musica che propone. The Marshall mathers Lp2 esce dopo un lungo silenzio e per certi versi è un disco decisivo. Per lui, ma anche per il music business in generale. Se non funzionasse l'album di una delle poche icone mondiali rimaste, non rimarrebbe che arrendersi alla musica parceliizzata, suonata da avventizi delle note o delle rime. Vedremo... Quel che è certo è che Eminem ha fatto un gran disco.

Bad Guy apre l'album. Il messaggio è "Ogni volta che insulti una donna, pensa che potrebbe succedere lo stesso a tua figlia". A seguire l'intensità di Rhyme or reason che campiona il brano dei The Zombies, Time of season. Il testo è rivolto al padre che lo ha abbandonato da bambino, ma non c'è rabbia e nemmeno livore, solo amarezza.

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Attacco di chitarra rock in Survival: Eminem risponde indirettamente a chi lo accusa di non essere un vero rapper. E replica: "Tranquilli, io con le mie abilità starò sempre a galla". Notevole il flow di Asshole con un arrangiamento che sembra la colonna sonora di un kolossal apocalittico. "Le sole donne che amo sono le mie figlie, ma qualche volta quando scrive rime, può sembrare che mi sia dimenticato di essere un padre". Bezerk è un riuscito omaggio alla old school dell'hip hop. Uno dei pezzi più cattivi con un sampler di The Stroke di Billi Squier. In sei minuti autocelebrativi, quelli di Rap God, Eminem fa il punto su chi sia il dominus della scena rap.

Brainless è un tuffo negli anni bui dell'adolescenza quando a scuola era li bersaglio preferito dei bulli. La collaborazione con Rihanna, questa volta, prende forma nella melodia accattivante di The Monster. I due, quando uniscono le forze, si dimostrano perfettamente compatibili. Lui lavora di rime, lei si occupa del ritornello con la perizia di chi conosce bene l'arte del pop. E si supera quando intona "Sono amica del mostro che si nasconde sotto il mio letto". 

Love game è invece un'ironica canzone d'amore con la partecipazione di Kendrick Lamar, uno che di solito non frequenta il lato leggero della musica. Spettacolare il campionamento di Game of Love un successo del 1965 a firma Wayne Fontana & the Mindbenders. In Headlights Eminem mette la parola fine all'eterno conflitto con la madre esplicitato più volte in passato. Eccellente in questa canzone la performance vocale di Nate Ruess. 

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