Chi tocca la Merkel muore
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Chi tocca la Merkel muore

La cancelliera si ripete nella sua specialità elettorale: annientare i compagni di coalizione

Angela Merkel è il cancelliere più popolare del dopoguerra, ma anche la coinquilina più temuta della politica tedesca. “Il pesce più grosso del fiume diventa tale non facendosi mai catturare”, ci ha insegnato Big Fish di Tim Burton, e gli ex alleati di Merkel lo sanno bene: tutti quelli che hanno condiviso con lei l’esperienza di governo sono stati schiacciati non appena si è arrivati alle urne.

Questa volta è successo ai liberali del FDP, che in quattro anni sono passati dal miglior risultato di sempre (14,6 per cento dei voti, cioè 93 seggi al Bundestag) al peggiore dal 1949: sono fuori dal Parlamento, perché non hanno superato lo sbarramento del 5 per cento dei voti.

Nel 2009 era capitato ai socialdemocratici: dopo quattro anni di Grande coalizione con Merkel, l’SPD veniva rispedito all’opposizione con il peggior risultato del Dopoguerra (un 23 per cento a cui il partito di Peer Steinbrück si è avvicinato anche questa volta).

Ora che l’aritmetica spinge l’SPD a un nuovo matrimonio di convenienza con Merkel, Steinbrück si è chiamato fuori dai giochi. Da ministro delle Finanze del governo di coalizione tra il 2005 e il 2009, ha visto quanto è brava Merkel a schiacciare i partner di coalizione. Come scriveva l’Economist, facendo un bilancio della coabitazione tra CDU/CSU e SPD, “la cancelliera è riuscita a prendersi il merito di ogni risultato apprezzato della Große Koalition e a scaricare sugli alleati tutti gli insuccessi”. Eroso anche da sinistra dal partito Die Linke, l’SPD si era sfaldato in modo impietoso.

Questa volta è toccato ai liberali: l’austerità merkeliana ha avuto la meglio sul loro credo liberista, le generose donazioni dell’industria non hanno aiutato l’immagine e niente si è potuto contro la non carismatica (ma molto pragmatica) “Mutti” Merkel – il leader rassicurante di un paese che, come scrisse Gavin Hewitt della Bbc, “avrebbe preferito restare una versione più grande della Svizzera”.

La festa per la vittoria e gli occhi lucidi di Angela Merkel:

 
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