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In Libano è boom di prostituzione...maschile

Secondo le ong per i diritti gay a Beirut è esploso il mercato degli uomini escort, per la maggior parte rifugiati da Siria e Iraq

Beirut è esempio di pari opportunità. Secondo un'inchiesta firmata da Al Jazeera in Libano è boom di prostituti, uomini. Le tensioni nell'area mediorientale, tra Iraq e Siria, sembra che come tragico effetto abbiano anche l'aumento esponenziale di ragazzi giovani e giovanissimi che, costretti a lasciare i Paesi di origine, sbarcano nella terra del latte e del miele senza un soldo in tasca e sono facile preda del circuito della prostituzione omosessuale.

La rete televisiva del Qatar ha intervistato una serie di uomini che - ovviamente - hanno scelto di mantenere l'anonimato e che raccontano di essere stati costretti a prostituirsi per poter campare. Il Libano, terra oltre che del latte e del miele anche di Hezbollah, è ufficialmente contraria all'omosessualità, ma è pur vero che a Beirut ci sono hammam e locali che sono frequentati da un pubblico gay, con buona pace del partito di Dio. 

Insomma, nonostante l'omosessualità sia considerata illegale in Libano, il Paese rappresenta una sorta di oasi felice per i gay di tutto il Medio Oriente. Le forze di polizia solo di rado fanno controlli in locali e saune per omosessuali (anche grazie alle copiose mazzette pagate dai proprietari delle attività ai poliziotti per non farsi vedere). In più - sottolinea Al Jazeera, la più famosa band libanese, i Mashrou Leila, ha un cantante dichiaratamente gay.

La storia di Hassan (nome inventato) è emblematica. Il giovane iracheno è costretto ad abbandonare il suo Paese quando la famiglia scopre la sua omosessualità. Disperato arriva a Beirut, a stento trova una casa dove stare e poi - improvvisamente - viene sfrattato dopo essere rimasto coinvolto in una rissa. Senza un soldo e senza un tetto sopra la testa viene "rimorchiato" in un locale gay da un imprenditore turco, che lo convince a passare la notte con lui e la mattina seguente lo paga con 400 dollari. E' il primo cliente di Hassan, a cui ne seguiranno molti altri.

Ed esiste anche un prezzario per le prestazioni dei giovani escort. Secondo la ong LGBT libanese Helem la media dei clienti è disposta a pagare circa 200 dollari a notte per un prostituto, anche se ci sono gigolò di serie A e di serie B. I siriani, ad esempio, sul mercato della prostituzione costano molto poco, circa 50 dollari, e in giro ce ne sono tanti, anche non gay, dal momento che il Libano ha aperto le frontiere a più di un milione di profughi provenienti dalla Siria e la maggior parte sono disperati, senza lavoro e senza pane.

Insomma, per quanto riguarda le logiche che regolano il mondo della prostituzione, sembra proprio che il Libano dimostri che esiste una piena e pari opportunità tra uomini e donne. La disperazione, anche a Beirut, non ha sesso.

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