Italiani detenuti all'estero, tra processi-farsa e diritti negati
ANSA/ SILVIO FASANO
Italiani detenuti all'estero, tra processi-farsa e diritti negati
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Italiani detenuti all'estero, tra processi-farsa e diritti negati

La Corte Suprema indiana ha annullato l'ergastolo per due connazionali condannati per omicidio. Ecco gli altri che ancora rischiano la pena di morte

Tommaso e Elisabetta tornano a casa

Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, torneranno a casa. I due italiani per i quali la Corte suprema indiana ha annullato la condanna all'ergastolo potrebbero rientrare in Italia già questo fine settimana.

La telefonata tanto attesa è arrivata in Italia quando in India erano le 10,45 del mattino. E' stato l'ambasciatore Daniele Mancini a chiamare i genitori di Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni per informarli della decisione della corte.

L'odissea di Tomaso, trentenne di Albenga, ed Elisabetta, quarantenne torinese, comincia nel febbraio del 2010.

I due erano in vacanza in India con Francesco Montis, 30 anni, di Terralba, provincia di Oristano, amico di Tomaso e fidanzato di Elisabetta. Il 4 febbraio il giovane sardo si sente male: gli amici chiamano immediatamente i soccorsi e contattano l'ambasciata italiana. Francesco morira' poche ore dopo.

La giustizia indiana comincia a indagare, e porta in cella a Varanasi Tomaso ed Elisabetta. Secondo gli inquirenti, sul corpo di Francesco ci sarebbero dei lividi, segno di una colluttazione.

L'isolamento di Roberto in Guinea

Roberto Berardi imprenditore italiano, 48 anni, è rinchiuso in una galera della Guinea Equatoriale, uno dei Paesi più repressivi del mondo, dove, circondato da assassini, ladri e banditi di ogni genere, vive in isolamento.

Nessuno può andarlo a trovare, neppure i diplomatici italiani.

L'incredibile e fumosa storia di Chico

ANSA Ansa

Negli Stati Uniti Enrico Forti sta scontando l'ergastolo con l'accusa di omicidio. La sua storia, pur essendo egli un produttore televisivo, non ha niente a che fare con gli effetti speciali dei film hollywoodiani.

Il suo calvario inizia la mattina del 16 febbraio del 1998 quando, in una spiaggia della Florida, viene ritrovato il corpo senza vita di Dale Pike.

Di questo omicidio viene accusato Forti, che era in trattativa con il padre di Dale per l'acquisto di un albergo. Nonostante si sia sempre dichiarato innocente e le prove a suo carico siano inconsistenti, la giuria americana lo ha condannato all'ergastolo affermando che "La Corte non ha le prove che Forti abbia premuto materialmente il grilletto, ma ha la sensazione, al di là di ogni dubbio, che sia stato l'istigatore del delitto".

La storia di Pino Lo Porto

C’è un altro Chico Forti prigioniero in America. Come il velista italiano, arrestato con la dubbia accusa di omicidio e detenuto negli Usa da anni, così Pino Lo Porto, che si trova rinchiuso in un carcere dell’Alabama per altrettante fumose accuse di molestie sessuali. Con un’aggravante: Giuseppe Lo Porto ha 80 anni, è portatore di pace maker ed è stato operato di cancro.

Il che non gli ha impedito di finire in carcere in Alabama, per le accuse della sua ex moglie americana, al termine di un frettoloso procedimento di estradizione precedentemente negato in Olanda e di cui anche il Tar del Lazio ha dichiarato la nullità.

I nostri marò e non solo..

ANSA/ MASSIMO PERCOSSI ansa

Non solo i marò. Tra processi farsa, abusi di potere e maltrattamenti sono oltre tremila gli italiani detenuti all’estero, circa 2.300 dei quali in attesa di giudizio.

Quell’attesa che da ormai due anni accompagna i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori del Kerala, in India, nel febbraio del 2012.

Tutti i detenuti italiani all'estero

3.100 I nostri connazionali detenuti all'estero.

In Medio Oriente sono imprigionati 43 italiani, 15 nell'Africa SubSahariana

2.393 Gli italiani in galera in attesa di unprocesso. La maggior parte si trova in Europa.

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