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BARAA AL-HALABI/AFP/Getty Images
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Il leader del Free Syrian Army: "Continueremo a combattere"

Intervista esclusiva di Panorama, in edicola domani, a Riyad Al As’ad, la guida dell'esercito ribelle in guerra sia con l'Isis sia con Assad

"Continueremo a portare avanti l’impegno sul campo finché la Siria non sarà stata liberata da tutte le forze che stanno cercando di distruggerla. Libera dal regime, libera dal terrorismo e libera anche da tutte le ingerenze straniere".

Così parla Riyad Al As’ad, 54 anni, carismatico leader del Free Syrian Army, l’esercito libero della Siria, in un’intervista esclusiva che Panorama pubblica nel numero in edicola da domani, giovedì 11 febbraio. Riyad Al As’ad, fa il punto della guerra dopo cinque anni di combattimenti che sono costati oltre 260 mila morti.

Al As’ad denuncia che l’Isis viene usata come paravento per nascondere il dramma del suo popolo: "L’Isis è al centro dell’attenzione di tutta la comunità internazionale" dice. "E incarna il nemico perfetto: l’Islam indemoniato che terrorizza il mondo e contro il quale tutti concordano di muoversi. I grandi della Terra s’interrogano su chi sia meglio tra Assad e l’Isis. Così si dimenticano di noi, delle opposizioni moderate, dei civili siriani, del popolo che continua a lottare contro l’uno e contro gli altri".

Nell’intervista a Panorama, Al As’ad sostiene che, oltre al fuoco dei cannoni, adesso serve un’offensiva mediatica "per denunciare i crimini che si consumano sotto gli occhi indifferenti del mondo". E chiede ai siriani, dispersi in tutto il mondo, di "lanciare ovunque si trovino una protesta per la salvezza della nostra nazione".

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