Fronte del rancore
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Fronte del rancore

"Rottamare il Rottamato". È questa la parola d’ordine della fronda che all’interno del Pd vuole fare la guerra al premier

Hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Un attimo dopo che il Parlamento ha votato la fiducia al governo, un’opposizione nascosta, che preferisce agire nell’ombra e non allo scoperto, si è materializzata contro Matteo Renzi: si chiama "il fronte del rancore". "Appunto" conferma Rosa Maria Di Giorgi, fiorentina e riferimento dei renziani al Senato. "Hanno cominciato subito a congiurare. Tutti quelli che Matteo ha rottamato o è in procinto di rottamare, hanno fatto fronte comune con l’obiettivo di logorarlo e farlo fuori. Insomma, vogliono togliersi la soddisfazione di rottamare il rottamatore". E anche se come diceva il Puzzone, tanti nemici tanto onore, l’elenco di quelli che vogliono farla pagare all’ex sindaco di Firenze è davvero lungo. Forse troppo. Renzi ha inoltre due grandi avversari: uno che lo affronta a viso aperto, Beppe Grillo; un altro che, invece, lo ostacola nell’ombra, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato infatti non nasconde in privato la sua antipatia verso il rottamatore e quando può non gli risparmia battutine acide in pubblico: "Se credo alla svolta di Renzi? È un’ipotesi di scuola" è arrivato a dichiarare con sufficienza davanti alle telecamere.

Non potrebbe essere altrimenti: il fronte del rancore raccoglie tutti i sostenitori di Napolitano. Anche perché il sindaco di Firenze ha fatto capire che se il capo dello Stato si dimettesse anche domani, lui non si strapperebbe le vesti. Stessa ostilità la nutre nei suoi confronti Massimo D’Alema. Per ora l’eminenza grigia dell’ala postcomunista del Pd si trattiene, sperando in un posto o nella commissione europea o in un seggio al Parlamento di Strasburgo. Ma agli intimi il leader Maximo non nasconde il suo disappunto verso il Pd targato Renzi: "Io ora ho un solo partito ma è in Europa: il Pse". Comunque, più o meno unito, magari con disegni diversi, il fronte del rancore ha cominciato a logorare l’immagine del premier e del suo governo. Il nuovo obiettivo di Angelino Alfano & C. adesso è far rimangiare a Renzi l’accordo (addirittura scritto e protocollato) con il Cavaliere sulla legge elettorale e togliergli, rinviando di un anno e mezzo l’entrata in vigore della legge, l’arma delle elezioni anticipate. Primo, perché a tutto quel mondo l’Italicum non piace. E secondo, per rompere i rapporti di buon vicinato tra il rottamatore e il leader dell’opposizione. "Renzi" osserva un Cav deluso "sta già perdendo colpi: i suoi nemici nel Partito democratico e fuori hanno cominciato a fargliela pagare". "E se Renzi perde Silvio Berlusconi" è l’analisi che fanno insieme D’Alema, Pier Luigi Bersani e Alfano "è nudo".

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