Influencer evasione fiscale
(Romain Maurice/Getty Images for Haute Living)
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L'ombra dell'evasione fiscale nell'era degli influencer

Gianluca Vacchi e Luis Sal solo sono due dei creator finiti nel mirino della Gdf. Dopo anni di ombre ora è necessario regolamentare il mondo dei social

Negli ultimi anni, il fenomeno degli influencer e dei creatori di contenuti digitali ha conquistato sempre più spazio nel panorama online, trasformando radicalmente il modo in cui le persone interagiscono e cercano informazioni. Ma, dietro le immagini perfette delle vite digitali c’è l’ombra dell’evasione fiscale come dimostrato da un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Bologna che ha svelato un intricato sistema di incassi non dichiarati per un totale di 11 milioni di euro. Tra i soggetti coinvolti figurano nomi noti come l'imprenditore e dj Gianluca Vacchi e il videomaker e youtuber Luis Sal.

Un evasione a sei zeri che ha messo in evidenza un sistema favorito da lacune esistenti nelle leggi fiscali, ancora inadeguate a regolare completamente questa nuova realtà digitale. Questa mancanza di chiarezza normativa spesso crea confusione e ambiguità su quali siano le imposte dovute e su come debbano essere dichiarate soprattutto sulle piattaforme internazionali, che rendono ancora più difficile il monitoraggio e la regolamentazione fiscale, aprendo la porta a ulteriori possibili evasioni.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Daniela Zanfino dello studio Giordano-Merolle.

«I maggiori ricavi che non sarebbero stati dichiarati dagli influencer sono stati ricostruiti dalla GDF sulla base di un accertamento induttivo analizzando i proventi ottenuti dalle pubblicazioni di post sui social, dalle collaborazioni con aziende (l'influencer marketing) e dall'inserimento di contenuti su siti come OnlyFans o Escort Advisor».

Cosa può dirci degli aspetti fiscali dell’indagine?

«Gli influencer hanno rappresentato di aver correttamente adempiuto ai propri obblighi nei confronti del Fisco dichiarando i compensi percepiti e tenuto conto di tutte le deduzioni fiscali spettanti. Non vi è dubbio che la sponsorizzazione di merci, prodotti o servizi tramite la creazione di post e contenuti sul web se svolta in forma abituale rende qualificabili tali proventi quali redditi di lavoro autonomo o in alcuni casi laddove l’attività sia svolta per il tramite di un’organizzazione di mezzi e persone si configuri come reddito di impresa».

Come vengono inquadrati questi redditi?

«Purtroppo l’assenza di una disciplina fiscale puntuale applicabile ai digital creator rende sempre più complicata l’applicazione delle corrette norme fiscali nonché difficile l’individuazione del luogo ove tali redditi debbano considerarsi prodotti. Ed infatti, nonostante, il mercato degli influencer in Italia sia in crescita costante, il settore degli influencer e dei creatori di contenuti digitali non gode di un inquadramento legislativo chiaro e definito, è auspicabile dunque un intervento normativo che faccia chiarezza nell’ottica di una maggiore trasparenza e contrasto a possibili fenomeni di evasione».

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Linda Di Benedetto