Arabia saudita: un fratellastro di re Abdullah favorito per la successione

Ex capo del Mukhabarat, i servizi sauditi, il principe Muqrin al-Saud è dato in pole position

Credits: Ansa

CHE COSA È SUCCESSO
Sembrava essere caduto in disgrazia il principe Muqrin al- Saud, 67 anni, quando, nel luglio 2012, fu estromesso dalla guida del Mukhabarat, i servizi sauditi. Sei mesi dopo il più giovane dei 35 figli del fondatore del paese è invece stato promosso numero tre della monarchia sunnita. Di fatto, già oggi Muqrin gestisce la macchina governativa del colosso energetico: re Abdullah, 89 anni, è reduce da vari interventi chirurgici; il principe ereditario Salman, 77 anni, soffre di Alzheimer. Scegliendo il fratellastro e non uno dei tanti nipoti, il re ha optato per la stabilità piuttosto che per il passaggio di mano alla generazione. Muqrin, stimato in Europa e graditissimo negli Stati Uniti, è anche il più adatto a proseguire
le riforme avviate dal re. Liberal dal punto di vista sociale, è sempre stato un inflessibile crociato sia nella guerra ad Al Qaeda sia nella contrapposizione all’Iran sciita.

CHE COSA HANNO SCRITTO

Muqrin-al-Saud-un-fratellastro-di-re-Abdullah-favorito-per-la-successione_emb8.jpg

Il quotidiano saudita «Al-Riyadh» gli ha dedicato un ritratto apologetico: «Una delle storie più carine sul principe Muqrin è che, quand’era governatore della provincia di Hail, è stato visto più volte fermarsi al rosso mentre andava al lavoro tutte le mattine alle 8 in punto». Il quotidiano Al-Ahmad ha raccontato che il principe è «un noto bibliofilo», oltre che «un appassionato fautore dell’uso delle tecnologie». L’opinionista libanese Jihad al-Khazen lo ha descritto su Al-Hayat come un «riformista liberale per gli standard sauditi». Per la rivista Jane’s, «una delle principali sfide sarà quella di bilanciare gli interessi dei nipoti più ambiziosi». L’unica voce fuori dal coro è quella di Hugh Tomlison che, sul Times di Londra, ha fatto emergere «il disappunto di quegli osservatori stranieri che avevano sperato in una transizione più radicale in grado di affrontare i problemi interni e di far avanzare i diritti delle donne saudite».

CHE COSA SUCCEDERÀ?
Per i più critici, questi cambiamenti repentini sono sintomi di un clima di panico. Altri ritengono che la nomina del principe Muqrin sia un tentativo maldestro di mantenere le cose come stanno. Con la sua decisione il monarca afferma la successione come processo di routine, che non può essere sostituito da riunioni familiari organizzate dopo la morte del re. Il principe Muqrin è d’accordo con il sovrano, ma anche con i tentativi di riforma del favorito alla successione. Se uno dei due verrà a mancare, il principe potrà dare stabilità, almeno nel breve periodo.

Il parere di Joseph A. Kéchichian
specialista delle monarchie del Golfo, è editorialista del Gulf News, quotidiano in lingua inglese con sede a Dubai.

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti