Risparmi e pensioni, quattro consigli per trovare l'equilibrio perfetto
Harry Engels/Getty Images
Risparmi e pensioni, quattro consigli per trovare l'equilibrio perfetto
Economia

Risparmi e pensioni, quattro consigli per trovare l'equilibrio perfetto

E' opportuno iniziare a mettere da parte una porzione dello stipendio da giovanissimi, per sentirsi più liberi quando le spese aumentano. Attenzione anche a tasse, inflazione e sanità

E' sempre molto difficile capire quale sia la giusta porzione dello stipendio da tenera da parte per far fronte a emergenze, bisogni futuri, o magari anche solo per arrotondare una pensione che sembra ogni giorno più misera, e incerta. Non solo, se si considera che per tante famiglie accantonare una quota delle entrate mensili non è sempre così facile, vale la pena fare un po' di conti per capire meglio per che cosa e quanto dovremmo risparmiare per stare meglio nel corso della nostra vita.

Gli americani di Morningstar Investment Management non sono certo gli unici che si sono chiesti se sia davvero necessario risparmiare così tanto per la pensione, ma di certo sono stati i primi ad affrontare questa questione in maniera sistematica. Scoprendo che la maggio parte delle persone mette da parte il 20 per cento in più di quanto sarebbe effettivamente necessario.

Spesso non ci si rende conto che gli accantonamenti per la pensione rappresentano per molti la spesa più grossa realizzata in un'intera vita. Quindi insomma, scoprire di aver bisogno, ad esempio, di mettere da parte 200 o 300mila euro in meno di quanto era stato precedentemente messo in conto rappresenta un bel vantaggio, e un indiscutibile risparmio, per tutti.

Fortune e il Los Angeles Times hanno recentemente pubblicato diversi articoli su questo argomento, aiutandoci ad elaborare una serie di consigli utilissimi per ricalcolare quale sia la quantità di denaro più giusta da mettere da parte in previsione della pensione, cosa scegliere e cosa scartare e, soprattutto, come trovare il giusto compromesso che prenda in considerazione le esigenze di tutta la famiglia.

Una delle regole base del calcolo della pensione è sempre stata quella di poter disporre di una quota pari al 70/80 per cento dell'ultimo stipendio percepito, tenendo presente la necessità di aggiornare regolarmente questa cifra sulla base dell'andamento dell'inflazione.

Il vero problema è che questa stima non viene quasi mai confermata nella realtà. Dati alla mano, infatti, le famiglie spendono molto di più quando l'età dei genitori oscilla tra i 40 e i 50 anni. Questi sono gli anni in cui le spese per i figli sono più alte, in cui spesso è necessario poter disporre di una seconda (o terza) automobile, e in cui molte coppie acquistano la loro "casa definitiva".

La quota "ideale" di risparmio non può essere assoluta, ma le stime per categorie di salario sono relativamente attendibili. Chi guadagna uno stipendio "medio", quantificabile in circa 50mila euro annui, difficilmente si troverà a spendere negli anni della pensione più del 50 per cento di questa cifra. Chi appartiene alle fasce di reddito superiori, invece, può finire con lo sfiorare la quota del 90 per cento. E, paradossalmente, l'aumento non è progressivo, perché i consumi e le necessità negli anni della pensione sono maggiori per i redditi di fascia alta e medio-altra rispetto a quelli di fasci altissima.

Detto questo, quale può essere il metodo più saggio per evitare di limitarsi troppo oggi garantendosi comunque un buon tenore di vita domani?

1) Per quanto bizzarro e macchinoso possa sembrare, è molto utile iniziare da giovanissimi a crearsi delle aspettative sul modo in cui ognuno desidera vivere la propria vecchiaia. Ricordandosi di aggiornare queste aspettative ogni 3/4 anni. Questo approccio pare sia utilissimo per quantificare la giusta quantità di denaro da accantonare, e chi lo seguirà si renderà conto di quanto i suoi stessi bisogni si ridimensioneranno nel corso degli anni.

2) I programmi di risparmio dovrebbero tenere presente, oltre alle esigenze delle diverse fasi della vita, delle possibili progressioni nello stipendio e, soprattutto, delle oscillazioni nelle spese. Nel tentativo di risparmiare di più quando queste ultime sono poche per tenersi la libertà di accantonare di meno quando sarà più difficile farlo.

3) Altri due aspetti da non sottovalutare sono pressione fiscale e assistenza sanitaria nazionale. Le spese dei pensionati spesso hanno a che fare con problemi di salute. Un buon sistema sanitario può permettere di ridurre il valore degli accantonamenti, e lo stesso vale se l'impatto delle tasse sugli stipendi è molto forte.  

4) In generale, sarebbe bene pensare un po' più spesso a quello che potremmo desiderare fare negli anni della pensione. Lasciando perdere tutto quello che sappiamo rimarrà un sogno, ma senza dimenticare di concedere più spazio a ciò che davvero ci piace. Ad esempio, chi ama viaggiare dovrebbe evitare di pensare di fare due volte il giro del mondo, ma mettere in conto almeno un paio di spostamenti all'anno. Questo non significa pianificare tutto in anticipo, ma piuttosto imparare a farci guidare dal buon senso più che dalla fantasia. Non serve pianificare un budget per nuovi vestiti, perché già smetteremo di comprare quelli "da lavoro". E lo stesso vale per passeggiate e musei: basterà trasferire su queste voci quello che abbiamo sempre speso per andare e tornare dall'ufficio.

Per quanto assurdo tutto questo possa sembrare, funziona. Bastano un paio di tentativi per prendere dimestichezza con questo tipo di stime e previsioni, e se un po' di programmazione piò aiutarci a vivere meglio oggi mantenendo comunque uno stile di vita "future" più che decoroso…forse conviene davvero provare.

 

 

Ti potrebbe piacere anche

I più letti