Le mosse di Macron in Medio Oriente
Emmanuel Macron (Ansa)
Le mosse di Macron in Medio Oriente
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Le mosse di Macron in Medio Oriente

Il presidente francese sta rafforzando i legami con Egitto, Emirati arabi e Iran. E si sta muovendo su una linea non poi così in contrasto con Russia e Cina.

La Francia sta rafforzando i suoi legami con l’Egitto. Venerdì scorso, Emmanuel Macron ha ricevuto a Parigi Abdel Fattah al-Sisi. “I due presidenti hanno discusso della guerra condotta dalla Russia in Ucraina e dei mezzi per far fronte alle conseguenze economiche ed energetiche, nonché ai rischi che gravano sulla sicurezza alimentare mondiale”, recita un comunicato dell’Eliseo. “Nell'ambito del loro stretto dialogo sulle crisi regionali”, prosegue la nota, “hanno discusso della situazione in Medio Oriente, della questione nucleare iraniana e della lotta al terrorismo. Hanno anche evocato la situazione in Libia esprimendo la loro comune volontà di continuare la loro azione a favore del ripristino dell'unità e della piena sovranità di questo Paese”. Il comunicato si conclude, riportando che i due leader avrebbero discusso anche di diritti umani: non dimentichiamo d’altronde che Macron è stato fortemente criticato dagli attivisti per le sue strette relazioni con al-Sisi: un al-Sisi che, nel dicembre del 2020, ricevette dal presidente francese la Legion d’Onore.

L’incontro con il capo di Stato egiziano è avvenuto poco dopo quello con il leader degli Emirati arabi Mohamed bin Zayed Al-Nahyan: Paese con cui l’Eliseo ha appena siglato una partnership nel settore energetico, oltre a un mega accordo – lo scorso dicembre – per la fornitura di aerei ed elicotteri francesi. Non solo: sabato scorso, Macron ha anche avuto una telefonata con il presidente iraniano, Ebrahim Raisi. Nell’occasione, l’inquilino dell’Eliseo ha auspicato un celere ripristino dell’accordo sul nucleare del 2015.

Insomma, Macron conferma il proprio attivismo in Medio Oriente e in Nord Africa. Un primo elemento da considerare è l’attenzione che Parigi sta riservando alla Libia: dossier emerso, come abbiamo visto, nel colloquio con al-Sisi. Dossier, tra l’altro, che nel recente passato aveva visto proprio Egitto ed Emirati arabi uniti alleati in sostegno di Khalifa Haftar: generale, spalleggiato principalmente da Mosca, che ha tuttavia potuto godere anche della benevolenza dello stesso presidente francese. Tra l’altro, non bisogna trascurare che Haftar sta continuando a svolgere un ruolo di peso nel complicato scacchiere politico libico. Non si può quindi escludere che, attraverso al-Sisi, Macron stia cercando di mantenere aperto quel canale. In tutto questo, la centralità dell’Egitto riguarda anche il fronte energetico. Non dimentichiamo infatti che il mese scorso la Commissione europea ha siglato un accordo con Israele per l’incremento della fornitura di gas all’Ue: un accordo che coinvolge anche Il Cairo. Quel Cairo che coopera tuttavia anche con Mosca nel settore dell'energia nucleare.

Dall’altra parte, non va trascurato l’attivismo sul fronte iraniano. La Francia non ha mai digerito l’abbandono dell’accordo sul nucleare da parte di Donald Trump nel 2018. In tal senso, al netto delle turbolenze con l’amministrazione Biden, l’inquilino dell’Eliseo ha apprezzato il tentativo condotto dall’attuale Casa Bianca di rilanciare la controversa intesa con Teheran: intesa, ricordiamolo, fortemente auspicata dalla Russia e che è stata al centro del recente tour mediorientale di Joe Biden. Un tour che, proprio a causa di questo dossier, ha registrato (fondati) malumori da parte di Gerusalemme e Riad nei confronti dell’attuale presidente americano. Malumori raccolti da Biden anche in patria sia nel Partito repubblicano sia in alcuni settori del Partito democratico. Non dimentichiamo del resto che, oltre agli stretti legami con Mosca, Teheran si è avvicinata, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, anche alla Cina. Insomma, Macron punta a consolidare la sua influenza su ampie parti del Medio Oriente. E non lo sta facendo nell’ambito di una prospettiva atlantista.

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