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La Call to Arms della Wagner, il Meteor e il peso insostenibile della guerra

La Call to Arms della Wagner, il Meteor e il peso insostenibile della guerra

Russia: tra crisi economica e una guerra da miliardi di euro, la Wagner seduce i giovani con patriottismo e risarcimenti milionari

Il governatore della Banca Centrale della Russia ha annunciato il lancio, entro il 2025, della nuova banconota da 1.000 rubli, del valore di circa 9 euro, che raffigurerà il Meteor, un aliscafo passeggeri ad alta velocità. Questa scelta simbolica, pensata per evocare velocità, innovazione e connessione, sembra però in netto contrasto con una realtà economica segnata da sanzioni internazionali, spese militari crescenti e una disuguaglianza sociale sempre più marcata. In un simile contesto, sorge spontanea una domanda: quante di queste banconote finiranno effettivamente nelle tasche dei cittadini?

L’economia russa si trova quindi a fronteggiare sfide sempre più ardue. Secondo quanto riportato dall’Economist, Vladimir Putin è alle prese con una situazione segnata da un’inflazione in crescita e da risorse statali duramente messe alla prova dal conflitto in Ucraina. Nonostante ciò, alcune analisi indicano che Mosca potrebbe disporre ancora delle riserve necessarie per sostenere lo sforzo bellico. L’International Institute for Strategic Studies e il Carnegie Russia Eurasia Center stimano infatti che la Russia sia in grado di finanziare le operazioni militari per almeno altri due o tre anni, un obiettivo raggiungibile però a un prezzo umano ed economico estremamente elevato.

Dal febbraio 2022, l’invasione russa dell’Ucraina ha comportato perdite umane ingenti e spese economiche esorbitanti. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, le vittime russe, tra morti e feriti, supererebbero le 750.000 unità, mentre stime occidentali, riportate da Sky TG24, ridimensionano il dato a circa 600.000. Di fronte a queste cifre, il Cremlino, che da mesi evitata di divulgare statistiche ufficiali, ha intensificato il reclutamento, puntando a incrementare il numero di militari attivi a 1,5 milioni. Includendo il personale di supporto, l’esercito russo potrebbe ora raggiungere un massimo di 2.389.130 unità, come stabilito da un recente decreto. Questa è la terza espansione delle forze armate dall’inizio dell’invasione, ma gli esperti ritengono che non sarà l’ultima, dato il perdurare del conflitto e la necessità di prepararsi a potenziali futuri scontri.

Parallelamente, il governo ha introdotto ingenti risarcimenti per le famiglie dei soldati caduti. Nel giugno 2022, un decreto ha stabilito un’indennità di cinque milioni di rubli (circa 75.900 euro) per le famiglie dei militari morti durante la SVO (Specialnaja Voennaja Operacija) in Ucraina o in altre missioni.

Secondo Vladislav Inozemcev, economista citato dal Wall Street Journal, questi risarcimenti, che possono superare i 150.000 euro includendo sussidi mensili e agevolazioni fiscali, rappresentano una spesa pubblica sempre più difficile da sostenere. Al tempo stesso, contribuiscono a un paradossale fenomeno di “redistribuzione della ricchezza” nelle regioni più svantaggiate del Paese, dove il conflitto ha avuto un impatto particolarmente significativo.

Le aree rurali e periferiche, già segnate da povertà endemica, vedono nella guerra un’occasione per garantire un futuro economico alle famiglie, anche a costo della vita. Questo meccanismo, sebbene fornisca un sollievo temporaneo a molte famiglie in difficoltà, trasforma la vita dei giovani soldati in una merce di scambio monetaria.

Il costo complessivo di questi risarcimenti, considerata la stima di 750.000 soldati caduti, potrebbe superare i 75 miliardi di euro, aggravando ulteriormente un’economia già indebolita. Tuttavia, va sottolineato che le cifre effettive potrebbero differire, poiché le informazioni disponibili non sempre offrono un quadro completo della situazione sul campo, complice la natura complessa e in costante mutamento delle politiche governative e del contesto bellico.

Con un fronte logorato da perdite devastanti e una crescente carenza di soldati, si rafforza il ruolo della compagnia militare privata Wagner, divenuta ormai uno strumento parallelo alle forze armate ufficiali. Nota per le sue operazioni in Siria, Libia e Ucraina, la Wagner sta conducendo una campagna di reclutamento intensiva attraverso la ‘Wagner Legion Istra’. Utilizzando concerti, visite a strutture militari e sessioni di autografi con veterani, la compagnia promuove un’immagine di patriottismo e sacrificio, cercando di attrarre nuovi soldati, spesso giovani provenienti dalle regioni più svantaggiate.

Un esempio significativo di questa strategia è l’intervista sul canale 360, dove cinque comandanti della Wagner hanno rivolto un appello ai giovani russi (una sorta di Call to Arms), raccontando la loro esperienza e promuovendo i valori del gruppo. Questi leader – Radimir, Marks, Rusich, Ratibor e Kep (nomi di battaglia) – hanno sottolineato il rigido codice etico della Wagner, dichiarando: Prigožin è stato il fondatore della Wagner, ma la vera essenza del gruppo risiede negli uomini che ne fanno parte. Sono patrioti che combattono per la madrepatria, uomini il cui sacrificio è al servizio di una causa nazionale. Questo è ciò che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni di combattenti”.

Tuttavia, le contraddizioni non mancano. Da un lato, i comandanti ribadiscono il codice etico e l’onore della Wagner, che proibisce saccheggi, stupri e violenze contro i civili. Dall’altro, le missioni in Africa e Medio Oriente sono state segnate da accuse di abusi e violazioni dei diritti umani, sollevando dubbi sulla reale applicazione di questi principi. A questo si aggiunge il peso economico delle attività della Wagner, sostenute da risorse pubbliche e private, che aggrava ulteriormente una situazione finanziaria già compromessa.

Il costo del conflitto si riflette anche nei numeri impressionanti delle perdite russe riportati ieri da Ukrainskaja Pravda: 369 aerei, 329 elicotteri, 9.532 carri armati, 19.644 veicoli corazzati, 21.073 sistemi di artiglieria, 1.023 sistemi antiaerei, 1.253 lanciarazzi multipli, 31.127 veicoli e autocisterne, 28 navi e 20.111 droni tattici, oltre al sottomarino ‘Rostov-sul-Don’. Tradotte in costi, queste perdite ammontano a oltre 150 miliardi di euro, una cifra che cresce vertiginosamente includendo materiali, logistica e manodopera.

Sul piano sociale ed economico, la nuova banconota da 1.000 rubli, con il suo richiamo a velocità e innovazione, appare sempre più come un simbolo stonato in un’economia stagnante. La Russia sembra sospesa tra l’ostentazione di forza e una realtà di logoramento interno. E mentre il Meteor scivola rapido sull’acqua, la vera domanda rimane: quante vite saranno ancora spezzate prima che questo ciclo di distruzione trovi una fine?

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