I racconti della vergogna di Trenord

Anche oggi scene assurde alle stazioni dei treni per i pendolari da e per Milano, tra ritardi e cancellazioni

L'interno di una carrozza con i viaggiatori ammassati, scattata da una pendolare

Li chiamano SERVIZI , uhau ci vuole coraggio… perché io li definirei DISSERVIZI.

Scusate subito il tono ma dopo una settimana di continui, ritardi, cancellazioni treno.. il tono non può che essere questo.

Ricapitoliamo, siamo nel 2012 quasi 2013, sostituiscono il cervellone, così almeno dicono e succede tutto questo?? Ma mi chiedo, i software nuovi, visto che comandano tutta la rete ferroviaria, non vengono provati prima? Non c’è un modo per provarli dietro le quinte??? Evitando così di far arrivare tardi per circa una settimana dei poveri, aggiungerei anche sfigati, pendolari che ogni mattina si devono recare in ufficio e che ogni sera dovrebbero tornare a casa???

Chi può spiegare al mio capo che per una settimana sono arrivata in ritardo in ufficio, lui che non conosce cosa sia un mezzo pubblico??!!!
Chi può rimborsare noi pendolari che da bravi cittadini sfruttiamo i mezzi pubblici, e invece di essere ripagati con l’orgoglio veniamo puntiti e “pugnalati” sul servizio che dovrebbe essere l’ABC di un paese civile come il nostro?
Anche se dopo ieri sera non sono tanto convinta che lo sia. Vi racconto il mio ritorno di ieri sera… sulla tratta Milano centrale – Seregno.
Corro in centrale per cercare di prendere il TILO per Bellinzona delle 18.10, arrivo sulla banchina, treno cancellato. Cosa c’entra questo con il mega cervellone.. va bè!! Poi parlo con altre persone e mi dicono che anche ieri era stato cancellato. Benissimo!

Allora cerco il primo treno che mi possa portare a Monza, un regionale diretto a Sondrio che partiva alle 18.30 (più o meno). Salgo sul treno mi metto nella solita posizione “sardina” sicura di essere da lì a poco investita da un’onda di persone, e così è stato. Temperatura all’interno +35° ma su questo non possiamo sindacare. Benissimo si parte, per me destinazione Monza per poi cambiare treno e prenderne uno diretto a Seregno. Il viaggio inizia….. non verso casa ma verso l’inferno!!

L’80 % delle persone scende a Monza, banchina sovraccarica e solo una scala, ripeto solo una scala per scendere, avete in mente di quante persone ci sono su un treno??? E sapete dirmi chi ha progettato le vie di fuga della stazione di Monza??? Dimenticavo le scale servono entrambi i flussi in salita e in discesa. In realtà ci sono due scale, ma una non è agibile da mesi, chissà cosa quale strumento tecnologico dovranno mai applicare a 20 gradini ! Mah!! In Cina costruiscono palazzi in 6 mesi …

Cmq aspettiamo di scendere le scale, vi giuro passano 20 minuti in cui ti spingono in ogni direzione, gente che urla, bestemmia perché ci sono anche i cafoni, e il treno intanto è lì immobile perché non può partire, giustamente, con tutta quella massa di “pecore” sulla banchina.

Deciso che non poteva più aspettare lui va per la sua direzione, così vedo centinaia di essere umani stressati e stanchi attraversare i binari dal 5° binario al 1° come cavallette che nella notte cercano la speranza che prima o poi qualche cosa cambierà!! SI MA QUANDO???

Benissimo sono arrivata nel primo binario pronta a prendere il treno per casa, anche qui sulla banchina si fa fatica a trovare una bolla di ossigeno libera! Attenzione arriva il treno!!!!!!
Tutti si agitano iniziano anche qui a spingere, ci risiamo, una ragazza americana stava parlando con qualcuno al telefono continuava a dire MUM IT’S INCREDIBILE!!! (Mamma, è incredibile!!!) Che vergona pensavo!!! Avrei voluto dirle che non è sempre così, che a volte funzionano i servizi ferroviari in Italia. Amo il mio paese ma quando succedono queste cose, scusate ma mi incazzo come una bestia!

Ok è arrivato il momento di salire, spingi qua, spingi là, mi è pure sparito il panettone che avevo tra le mani.. ma non importa sono a bordo del treno, questo è già un successo! Perché vedo che altre persone non riescono a salire!! C’è chi grida stringetevi, andate avanti, più di così!!!

All’interno ci sino 40 gradi, si muore, ho l’alito del povero passeggero al mio fianco sul collo, che schifo! C’è una donna incinta che chiede cortesemente di potersi sedere, non riesce ad arrivare al posto dalla gente che c’è! Credetemi mi sembrava di essere in un paese sottosviluppato del terzo mondo. Ma voi grandi capi e grandi manager prendete mai il treno, sapete veramente come siamo messi e come siamo costretti a viaggiare in questi momenti di disagi che VOI create??
Scuoto la testa perché non è possibile è contro la dignità di un lavoratore, cittadino che paga le tasse e ahimè anche il mensile!!! Il treno parte, poi vedo dal finestrino la ragazza americana che non è riuscita a salire, e allora ho pensato beata te che prima o poi lascerai questo paese per tornare a casa tua…..

Francesca

"Anche oggi, come ieri, è stata una giornata infernale per noi pendolari. Infatti i ritardi hanno trasformato la stazione di Milano Bovisa nel prato di San Siro poco prima di un concerto. Tanta ressa e tutti con lo sguardo e i cellulari rivolti verso non la rockstar sul palco, ma al tabellone degli orari, che riportavano ritardi anche superiori ai 100 minuti. 100 minuti che quando raggiunti e superati sono stati accolti come in uno stadio da un boato e applausi.

Difficile iniziare e terminare una giornata, di studio o di lavoro, in queste condizioni. E pensare che non erano nemmeno giornate di sciopero.

Manca il rispetto, mancano le informazioni. Nessuno spiega nulla di nulla. Lunedì girava la voce dei soliti scambi ghiacciati. Ieri era il software che gestisce i turni del personale. Speriamo che nei prossimi giorni i problemi citati vengano risolti, perché è una vergogna dover sopportare tanti disagi".

Gabriele

lunedì sera avevo la recita di Natale di mia figlia alle 18.30 a Lissone.. Di solito ci vogliono 25 minuti di treno, ma sono uscita alle 16.38 dallo studio, così per sicurezza...

arrivo alla Stazione Garibaldi: disastro. Tutto cancellato o soppresso. Ho fatto spola tra sesto e monza..arrancando tra un treno e l'altro. Arrivata a monza davano sto m...a di Saronno sul binario 7 insieme al Piacenzaaaa.sn scesa a Lissone dopo due ore, alle 18.30 ed arrivata alla recita di mia figlia alle 18.50.. ovviamente era già iniziata. Volevo piangere... E' uno schifo

Paola -su facebook -

Quanto sta accadendo da giorni ai pendolari lombardi (quasi 2 milioni al giorno) che si spostano per studio o lavoro con il treno è davvero vergognoso. Non c'è altra parola per commentare i 118 minuti di ritardo accumulati, record quotidano, lungo la tratta Milano-Piacenza. Twitter e Facebook aggiornano e raccontano in tempo reale di situazioni tra l'assurdo ed il pericoloso: la rabbia dei viaggiatori a Lissone, le linee bloccate per protesta nel comasco dopo che il primo treno in viaggio si presenta alla stazione con sole 3 carrozze. I 4 capotreni presenti su di un convoglio che però era fermo dato che non c'era il macchinista che potesse farlo partire. L'odissea di una donna che per la tratta Milano-Albairate (24km) è stata in ballo dalle 14.30 alle 21.45, dopo aver visto 11 treni consecutivi cancellati (!!!).

Trenord ha comunicato già ieri che la colpa di tutto questo è del nuovo software che gestisce i turni del personale (Goal System) e che non ha funzionato a dovere.

I dirigenti però, oltre a scusarsi (e ci mancherebbe altro) dovrebbero spiegare:

- perché il sistema non ha funzionato?

- era stato testato?

- visti i disagi di lunedì, perché nei giorni successivi non si è pensato ad una soluzione transitoria, invece di insistere con un sistema che crea falle da tutte le parti?

- chi ripagherà i due milioni di pendolari del tempo perso (ore), dei ritardi sul lavoro, del caos nelle famiglie, della rabbia, dei viaggi modello 'sardine'?

Ieri Trenord per dare una risposta aveva indetto una conferenza stampa, alla presenza del suo Ad, Giuseppe Biesuz. L'incontro con la stampa è stato annullato all'ultimo momento: Biesuz infatti è ai domiciliari accusato dalla Procura di Milano di aver distratto dai conti di una società quasi 700mila euro.

Non ci resta che piangere...

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