La task force segreta di Papa Francesco

Mentre Bergoglio prepara i viaggi in Brasile, Argentina e Terra Santa, incontra riservatamente vescovi e cardinali. E ha già una rosa di nomi per la sua squadra.

La task force segreta di Papa Francesco

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Ignazio Ingrao

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Dovranno aspettare otto mesi gli argentini prima di vedere il loro Papa. Francesco infatti sta cominciando a lavorare all’agenda dei suoi viaggi, che già si preannuncia piuttosto fitta. Il primo appuntamento all’estero è dal 23 al 28 luglio in Brasile, per la Giornata mondiale della gioventù.

Un itinerario che si concluderà a Rio de Janeiro, dove saranno ad attenderlo oltre 1 milione di giovani. Esclusa l’ipotesi di agganciare a questo viaggio una tappa in Argentina, tutt’al più sarà prevista una puntata in Colombia.

Il Papa avrebbe invece intenzione di tornare nella sua terra nella prima metà di dicembre, unendo anche una visita in Cile. È possibile già qualche viaggio in Italia nelle prossime settimane, a cominciare da Assisi. Per il 2014 si lavora a un’ipotesi di pellegrinaggio del Pontefice in Terra Santa, dove potrebbe simbolicamente incontrarsi con il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo. In parallelo si studia la possibilità della visita del Pontefice in un santuario mariano europeo (magari Fatima) che potrebbe propiziare lo storico incontro con il Patriarca di Mosca, Kirill.

Bergoglio sta utilizzando questi primi giorni del pontificato per incontrare moltissime persone, non solo della curia. Si tratta, riferiscono i protagonisti, di colloqui molto approfonditi, durante i quali il Papa prende appunti e fa domande precise. Tra i consiglieri più ascoltati c’è Marcello Semeraro: il vescovo di Albano, che è già presidente della Commissione per la dottrina della fede della Cei e conosce bene la curia romana, potrebbe essere chiamato a collaborare più direttamente con il Pontefice, in un posto di rilievo.

Sul fronte diplomatico Bergoglio tiene in grandissima considerazione il cardinale francese Jean-Louis Tauran. Inoltre stima e ascolta molto il nunzio in Venezuela, Pietro Parolin, che potrebbe essere richiamato a Roma come segretario per i Rapporti con gli stati, e il presidente della Pontificia accademia ecclesiastica, Beniamino Stella.

Molto familiari inoltre i rapporti tra Francesco e il procuratore generale dell’Opus Dei presso la Santa sede, Carlos Maria Nannei. Come pure con Guillermo Karcher, che è uno dei più stretti collaboratori dell’attuale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Fra i cardinali che più stima, i brasiliani Cláudio Hummes e João Bráz de Aviz, il cubano Jaime Ortega y Alamino, gli italiani Angelo Comastri e Agostino Vallini. Non è da escludere che Bergoglio per le prossime nomine attingerà da questa rosa di nomi.

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