Io, escort, vi racconto la mia «Fase 2»
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Io, escort, vi racconto la mia «Fase 2»

Subissata di richieste e chiamate, che respinge, Chiara spiega come i suoi clienti non abbiano capito la situazione e pensino che oggi ci sia stato il «liberi tutti»

«Ma l'italiano medio cos'ha nella testa per chiamarmi e dirmi 'Ci vediamo il 4 maggio?»

E' quello che si chiede Chiara Martini escort di lusso da 5 stelle sul portale Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa con oltre 2 milioni di utenti mensili solo in Italia. Chiara negli ultimi giorni ha ricevuto oltre 50 telefonate di potenziali clienti che le chiedevano un incontro all'alba della Fase 2.

«A tutti ho dovuto dire di no e molti li ho dovuti persino bloccare a causa della loro insistenza». E prosegue: «Anche le altre mie colleghe ancora non iniziano a ricevere: siamo tutte terrorizzate. E' già un problema uscire di casa normalmente, figuriamoci a ospitare in casa uno sconosciuto».

Eppure l'insistenza è palpabile e nel corso della nostra chiacchierata la Martini ha dovuto bloccare un potenziale cliente dopo oltre 40 chiamate senza risposta.

«Probabilmente esasperati dalla situazione – ci risponde Chiara quando le chiediamo come si spiega queste situazioni - molti uomini mi hanno pressata offrendomi anche cifre maggiorate ma non hanno capito che il 4 maggio semplicemente è la data che ti permette di avere maggiore elasticità nelle tue uscite, non la fine del virus e del pericolo di contagio. Io ho ricevuto tantissime chiamate in questo senso di gente che mi ha detto: "eh…il 4 maggio allora ci vediamo". NO. Non hanno proprio capito il discorso perché se già dobbiamo incontrarci tra parenti con la mascherina e a un metro di distanza l'uno dall'altro noi escort cosa dovremmo fare? E' un discorso che vale soprattutto per persone che ti chiamano per la prima volta e non sai da dove sono arrivate, cosa hanno fatto prima, chi frequentano, qual è il loro paese d'origine… Metti che una persona arrivi da Lodi ed è stato in quarantena fino a 2 giorni fa e tu non lo sai. Io non metto a rischio la mia vita e anche la loro rendendomi responsabile della continuazione del contagio».

Era successo lo stesso anche a inizio lockdown ci spiega ancora Chiara Martini, regina dell'escorting di alto livello in Italia.

«Nel momento in cui si è verificato il lockdown – ricorda - per quello che riguarda me ho avvisato tutti i clienti che ovviamente non sarei stata disponibile per incontri fisici. Purtroppo però si è verificato un fenomeno opposto ovvero che tantissimi aspiranti clienti mi hanno chiamato chiedendomi di incontrarsi nonostante il lockdown e anche proponendomi cifre superiori alla norma. Io mi sono negata e ho dovuto bloccare molte persone visto che ho notato molta insistenza da parte del potenziale cliente che proponeva quello che non si poteva fare insistendo anche quando gli veniva detto di no. Anche altre ragazze che conosco mi hanno riportato la stessa informazione ovvero di persone che chiedevano di andare a casa loro e che offrivano cifre maggiorate rispetto alle singole tariffe di ogni ragazza. Tutte ovviamente sono rimaste nelle loro posizioni e i siti che ospitano le nostre pubblicità intelligentemente e in maniera lungimirante hanno posto la possibilità di sfruttare l'incontro video».

E proprio l'agenda dei video incontri di Chiara da due mesi a questa parte è sempre piena. Lei offre un servizio d'elite che, sul suo sito, ha ribattezzato di Virtual lover . «Quando è iniziata l'emergenza - ci spiega - la prima cosa che ho pensato in assoluto è stata quella di cercare di trasporre quella bellezza e completezza dell'esperienza e dell'incontro che offro io a livello virtuale creando la figura della virtual lover, una sorta di fidanzata virtuale che conforta, coccola e stimola l'immaginazione. Credo che sia un ottimo modo per allentare la tensione in un periodo come questo che è pessimo per i contatti umani e l'incontro virtuale è funzionale alla prospettiva di potersi rincontrare quando tutto finirà».

Chiaro: con gli incontri virtuali si guadagna di meno, ma in un periodo difficile per tutti è comunque meglio di niente. La Martini, poi, è fortunata. Vive sola, ha clienti di un certo livello, un secondo lavoro che le permette di sopravvivere, ma ci racconta della realtà di tante ragazze con famiglia e figli che, quindi, non hanno neppure potuto utilizzare lo strumento della videochat per portare a casa qualche euro e che adesso sono disperate.

«Per chi non ha le spalle coperte – ammette - è un disastro perché noi potremo riprendere a lavorare tranquille alla quarte fase, cioè tra un anno. Le ragazze in situazioni più di difficoltà ho paura che cedano prima di noi escort di lusso alla necessità di dover tornare a lavorare con tutti i rischi che questo ovviamente comporta. Da quello che ho visto ci sono ragazze che al momento sono tanto disperate che rischiano che per 50 euro mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri».

Il ritorno alla normalità, dunque, è quanto mai lontano e pensarci oggi è davvero difficile. «La cosa migliore da fare sarebbe non ricevere questi potenziali clienti che noi non sappiamo neanche chi siano. Io sono dell'opinione che, come per tutte le attività che vengono definite "a distanza zero" ad esempio le saune, le discoteche, i club privee etc non si può pensare di tornare in attività prima del marzo 2021. Anche mettere i guanti o la mascherina non è sufficiente in un incontro a due perché non si può mantenere la distanza di un metro. Ritengo che, per non rendere la cosa pericolosa o ridicola o tutte e due le cose insieme, bisogna rimandare tutto alla prossima primavera a meno che non cambi qualcosa prima o non venga trovato un vaccino».

Nell'attesa c'è il mondo del virtuale che, secondo la Martini, prenderà sempre più piede permettendo anche di avere buoni guadagni se si è in grado di ristabilire quella confidenza e intimità che viene richiesta a un'escort, servizio ben differente da quello che danno le cosiddette "ragazze a pagamento" più low budget.

«Quando si renderanno conto che il 4 maggio non ci saranno ragazze che li aspettano a braccia aperte a rischiare la loro vita allora inizieranno a tornare al virtuale come hanno fatto negli ultimi mesi e si dovranno, giocoforza, accontentare».

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Barbara Massaro