Piemonte: l'accusatrice di Cota indagata per firme false
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Piemonte: l'accusatrice di Cota indagata per firme false
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Piemonte: l'accusatrice di Cota indagata per firme false

Luigina Staunovo Polacco, la "paladina della legalità" sotto accusa per firme false per la sua lista a favore della Bresso

Da anni si presenta come il simbolo della legalità, la paladina della giustizia. Per questo non ha esitato ad attaccare ed accusare il Governatore del Piemonte Roberto Cota per le presunte irregolarità nella presentazione delle liste.

Peccato che anche lei avrebbe barato. Luigina Staunovo Polacco, presidente della lista Invalidi e Pensionati per Bresso, andrà a processo il 19 giugno con l'accusa di aver presentato “scientemente e consapevolmente, le candidature per le elezioni regionali del 2010 avvalendosi di firme false”. 

Si tratta della stessa persona che all'epoca dell'elezione del governatore del Piemonte Roberto Cota, aveva fatto ricorso al Tar contro la lista di Michele Giovine, “Pensionati per Cota”, accusandola del medesimo reato.

Qualche giorno fa, quattro anni dopo le votazioni, Il Tar ha accolto il ricorso e annullato le elezioni regionali del 2010. Una decisione contro la quale il leghista Cota, indagato per le spese pazze in Regione, ha già presentato appello al Consiglio di Stato.

"Ci mancava poco che si impiccasse il Presidente in carica in Piazza Castello - commenta con Panorama.it l'avvocato di Roberto Cota, Domenico Aiello - e invece, a sorpresa, colei che sino a ieri si é stracciata le vesti rappresentandosi come vittima di ingiustizie e nefandezze si scopre esser sempre stata ideatrice e beneficiaria di condotte illecite al pari se non peggiori di quelle attribuite alla controparte politica. Eppure gli Zar non sono mai stati farisei! 

Mi chiedo se sia chiaro con quanta disinvoltura, capacità criminale e mancanza di pudore sia stata violentata l'opinione pubblica. Il noto sistema delle due velocità di giudizio, pregiudica certamente e irrimediabilmente la parte politica che lo subisce, ma alla fine rafforza il senso di sconforto e di sfiducia del cittadino nei confronti della Giustizia Italiana. Ma sono certo che di questo fallimento oramai conclamato, silente dagli effetti disastrosi per la democrazia, non vi sarà traccia in alcuna delle prossime relazioni di inaugurazione dell'anno giudiziario". 

Quando si dice, insomma, che “chi di ricorso ferisce di ricorso perisce”.

La signora, che sul sito del suo partito, aggiornato l'ultima volta nel 2008 per mettere in guardia dagli “inganni” del concorrente Carlo Fatuzzo del Partito Pensionati e che non risulta raggiungibile al numero di telefono in quanto inesistente, si mostra in una foto in bianco e nero di almeno 50 anni fa, attacca: “E' chiaramente una vendetta. Non ho mai fatto uso di firme false – e allontana da sé ogni responsabilità - Soprattutto, non sono stata io a presentarle ma Andrea Buquicchio, dell’Italia dei valori, tramite i suoi delegati. Non era mai successo che finisse in giudizio il presidente di un partito per autenticazioni fatte da altri”.

Eppure già in passato un altro esponente del suo partito, Marco Di Silvestro, era stato imputato per violazione delle leggi vigenti in materia elettorale e nel novembre del 2012 aveva patteggiato l'accusa riconoscendo, di fatto, di aver falsamente autenticato l'accettazione della candidatura di 13 esponenti delle liste Pensionati e invalidi per Bresso alle regionali del Piemonte e alle comunali di Moncalieri nel 2010.

"La cosa drammatica - aggiunge l'avvocato Aiello - è che fino all'ultimo l' accusa "amica" ha perseverato nel tentare di rinunciare all'esercizio dell'azione penale ed è solo grazie ad un Giudice terzo che la Procura di Torino dovrà sostenere l'accusa nei confronti della vera grande truffa perpetrata contro il voto dei cittadini piemontesi espropriati di ogni certezza".

Prima che il gup decidesse per il suo rinvio a giudizio, per Luigina Staunovo Polacco la pm Patrizia Caputo aveva infatti chiesto aveva chiesto il proscioglimento. Adesso Contro di lei si è costituito parte civile Michele Giovine, dei Pensionati per Cota, e tutti i gruppi della maggioranza di centrodestra.

Tra questi Fratelli d'Italia il cui capogruppo in Regione, Franco Maria Botta, attacca: "La sua lista patacca a sostegno di Bresso e' l'unico vero scandalo delle elezioni 2010 perche' chi ha puntato il dito contro il centrodestra era l'artefice di un inganno senza precedenti"; il collega Agostino Ghiglia invita Mercedes Bresso a non fare "la moralista a targhe alterne" e a dimettersi da consigliera mentre il responsabile Enti Locali del Piemonte di Forza Italia, Osvaldo Napoli, esorta ad accendere  "i riflettori sulla figura straordinaria di quella Giovanna d'Arco del moralismo piemontese che e' l'ex presidente Bresso".

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