Cassazione: niente carcere ai giornalisti per diffamazione
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Cassazione: niente carcere ai giornalisti per diffamazione
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Cassazione: niente carcere ai giornalisti per diffamazione

La suprema corte, nelle motivazioni di una sentenza, invita anche il Parlamento ad agire in tal senso, seguendo anche la battaglia di Panorama

Niente carcere per i giornalisti in caso di diffamazione. A dirlo oggi è addirittura la Corte di Cassazione nelle motivazioni di una sentenza riguardante un giornalista ed il direttore della sua testata. Vicenda identica a quella che ha coinvolto un due giornalisti di Panorama condannati dal Tribunale di Milano per diffamazione per due diversi articoli ed il direttore, Giorgio Mulé condannato in entrambi i casi in primo grado ad 8 mesi per omesso controllo.

Condanne dopo le quali Panorama ha cominciato una propria battaglia che ha portato il Parlamento all'approvazione alla Camera di una nuova norma che elimina appunto il carcere. Oggi poi arriva forte anche la voce della Corte Suprema.

"I giornalisti - hanno detto i giudici - in quanto categoria sono attualmente oggetto di gravi ed ingiustificati attacchi da parte anche di movimenti politici proprio al fine di limitare la loro insostituibile funzione informativa". Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza che esorta a non infliggere il carcere nel caso di condanne per diffamazione ma solo multe.

La Suprema Corte, inoltre, ricorda che "'de iure condendo' anche il legislatore ordinario italiano e' orientato al ridimensionamento del profilo punitivo del reato di diffamazione a mezzo stampa". Con questo verdetto - sentenza 12203 della V Sezione penale - la Suprema Corte ha detto no alla condanna al carcere, seppure con pena sospesa, nei confronti di un giornalista e del direttore del quotidiano 'La Voce Di Romagna' per un articolo che riportava informazioni imprecise di cronaca giudiziaria su un furto in una caserma.

La sentenza della Cassazione che annulla la sanzione carceraria comminata ai danni di un giornalista per reato di diffamazione - evidenziando come, in questi casi, la reclusione debba essere prevista solo in 'circostanze eccezionali' - rafforza la battaglia per l'affermazione di un principio di civilta'. Dopo una serie di richiami europei, la Camera ha approvato, in materia, un importante ddl in cui si contemperano la liberta' di informazione, principio essenziale per una matura democrazia, e il diritto alla difesa. La sentenza di oggi e' uno sprone affinche' anche il Senato acceleri l'iter di questa legge volta a sanare un vulnus che nel nostro Paese dura da troppo tempo". Lo dichiara la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, prima firmataria della proposta di legge per l'abolizione del carcere per i giornalisti in caso di reato di diffamazione

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