Marijuana, la mappa degli spinelli legali nel mondo
Seth McConnell/The Denver Post via Getty Images
Marijuana, la mappa degli spinelli legali nel mondo
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Marijuana, la mappa degli spinelli legali nel mondo

Dalla flessibilità cambogiana al lassismo del Brasile, passando per l'Europa divisa tra proibizionismo e depenalizzazione, la cannabis per ora è legale solo in Uruguay e Colorado, e in Iran se la mangiano

La legislazione che regola il possesso, l'utilizzo e la coltivazione della cannabis varia a seconda delle diverse aree del mondo. Nella maggior parte del pianeta possedere marijuana è illegale, ma ci sono gradi più o meno alti di "tolleranza" (come in Cambogia, Belize e Brasile), mentre in Europa alla rigidità di Germania, Francia, Grecia, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna, Irlanda e Italia si oppone il caso olandese e anche l'esperienza della Spagna.

Il primo paese al mondo ad aver legalizzato pienamente la cannabis è stato l'Uruguay del presidente José "Pepe" Mujica. La legge, votata il 10 dicembre scorso, permetterà di aprire ufficialmente il mercato della "maria" in Uruguay nel mese di aprile. Negli Stati Uniti esiste una situazione di illegalità a livello federale e di legalità in alcuni Stati, come il Colorado, che da poco ha inaugurato il mercato della cannabis , Washington e la città di Portland nel Maine, dove ancora la marijuana non si vende ma il processo legislativo per la sua legalizzazione è alle battute finali. In più, negli Usa le droghe leggere sono state depenalizzate in 14 Stati, a cui si aggiungono le metropoli di Philadelphia, Ann Arbor e Detroit. 

Il Canada, invece, ha una legislazione molto dettagliata sul consumo, il trasporto, la coltivazione e la vendita di droghe leggere. La cannabis è illegale, ma il suo utilizzo può essere autorizzato dal Governo per usi farmacologici e industriali, previa apposita licenza. Stessa cosa vale per la coltivazione di erba, che può essere fatta solo se si dimostra che viene utilizzata con finalità mediche.

Vediamo ora Paese per Paese qual è l'atteggiamento dei governi nei confronti degli spinelli, a cominciare dall'Europa. Qui la cannabis è totalmente illegale in Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Irlanda, Grecia e Finlandia. L'Olanda è l'unico Paese dell'Ue che ha depenalizzato il possesso, la vendita, il trasporto e la coltivazione della cannabis. Il che, però, non equivale giuridicamente all'aver legalizzato la marijuana, che è considerata comunque illegale, ma può essere venduta da gestori autorizzati e controllati dallo Stato, come i coffee shop, o essere coltivata per uso personale senza incappare nell'arresto.

La Spagna è un caso a parte. Qui la situazione legale della cannabis è un po' più complicata, rispetto ad altri Paesi europei. In Spagna è illegale trasportare droghe leggere o fumarle in luoghi pubblici. Ma è legale coltivare o fumare cannabis all'interno delle mura domestiche. Il vicino Portogallo nel 2001 è stato il primo Paese al mondo a depenalizzare l'utilizzo di ogni genere di droga, anche se è possibile essere arrestati o inviati in centri di riabilitazione se si viene trovati più volte in possesso di sostanze stupefacenti. Per essere portati in carcere bisogna farsi trovare con una dose che supera il "fabbisogno" individuale di droga di dieci giorni, che è di 25 grammi se parliamo di erba e di 5 grammi di hashish.

In Svizzera è illegale la vendita e l'utilizzo di droghe leggere, ma il possesso è stato depenalizzato e la coltivazione è legale in alcuni Cantoni. Agli inizi del 2012 i cantoni di Vaud, Neuchatel, Ginevra e Friburgo hanno autorizzato la coltivazione di 4 piante di cannabis a persona. Rotta simile in Belgio, dove la marijuana è illegale, ma sono stati depenalizzati il possesso e la coltivazione, a patto che la pianta coltivata sia femmina.

Guardando a Est, la Russia ha depenalizzato il possesso, il trasporto e la coltivazione della cannabis, ma è un crimine venderla. Se si viene fermati con addosso fino a 6 grammi di cannabis o 2 di hashish si può essere multati ma non arrestati. Una quantità maggiore fa scattare le manette. Stessa cosa vale per la coltivazione. Si possono far crescere fino a 20 piante di marijuana e se si viene scoperti si rischia una multa. Di più si commette un reato punibile con la galera.

Droghe leggere completamente illegali in Cina, dove non esiste alcuna depenalizzazione, né per l'uso privato né per la coltivazione. Diverso è il caso indiano. In India la cosiddetta erba è illegale, ma il suo consumo, il trasporto e la vendita sono permessi in casi specifici e previa autorizzazione governativa. In molte città sacre, come Varanasi, il governo controlla negozi che vendono cannabis sotto forma di "bhang". Il bhang è una bevanda ottenuta mescolando i boccioli di un fiore con la pianta di cannabis, che viene sorseggiata durante dei rituali hindu, per raggiungere uno stato di estasi o nirvana. La legge indiana proibisce l'utilizzo e il possesso di cannabis al di fuori delle manifestazioni religiose, ma è anche vero che la polizia spesso chiude un occhio, tanto è vero che esistono grosse piantagioni di cannabis in tutto il sub-continente indiano.

Anche in Iran la legge anti-droghe è leggera. Nella Repubblica islamica, dove comunque il consumo di cannabis non supera il 2 per cento, coltivare l'erba è legale se viene fatto perscopi alimentari. I semi di cannabis sono solitamente mangiati dagli iraniani e se ne ricava dell'olio che viene venduto legalmente.

In Giappone non c'è depenalizzazione e la cannabis è illegale sempre e comunque, sia che se ne faccia uso personale sia che la si coltivi dentro le mura domestiche. La Cambogia invece ha un regime doppio. Da una parte le droghe leggere sono formalmente illegali, ma di fatto non si incorre in nessuna sanzione qualora vengano utilizzate, coltivate o distribuite. La cannabis viene chiamata dai cambogiani "erba della felicità", ed è molto comune trovare locali dove i cartelli all'entrata indicano la vendita della marijuana, o di altre sostanze stupefacenti per così dire "naturali".

In America Latina solo l'Uruguay ha legalizzato completamente la cannabis, ed esiste una legislazione più flessibile in Colombia e Messico, dove le droghe leggere sono illegali, ma il loro consumo è stato depenalizzato. Linea dura, invece, in tutti gli altri Stati sudamericani, anche se in Belize e in Brasile, nonostante il divieto e le leggi ferree, le maglie sono molto larghe ed esiste una tolleranza diffusa al consumo di cannabis.

Infine la Corea del Nord. Di quello che succede nel "regno eremita" filtra ben poco all'esterno, ma diversi esperti sostengono che a Pyongyang la cannabis non viene trattata in modo illegale. Non si ha certezza che l'erba sia legale in Corea del Nord, ma - almeno a giudicare dalle immagini dei satelliti - esistono ampie coltivazioni di cannabis, il che fa credere che la vendita e il consumo siano autorizzati. 

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