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Calcio

Serie A, l'Antitrust contro Tim e Dazn. Cosa può succedere

Gli accordi tra l'OTT e l'operatore telefonico potenzialmente lesivi della concorrenza. A poco più di un mese dal via del campionato i diritti tv rischiano di tornare nel caos

L'Antitrust entra a gamba tesa nella partita dei diritti tv della Serie A e a poco più di un mese dall'avvio del campionato, il primo dell'era Dazn, ha aperto un'istruttoria su alcune delle clausole dell'accordo blindatissimo tra la OTT che si è presa il calcio italiano (10 partite di cui 7 in esclusiva) e il partner scelto per la distribuzione e il supporto tecnologico oltre che finanziario dell'operazione. Un legame che, secondo l'Antitrust, potrebbe restringere il campo d'azione della concorrenza causando un grave danno sia a chi ha perso i diritti tv (Sky) che agli altri operatori telefonici sul territorio italiano.

ANTITRUST CONTRO DAZN E TIM.pdf

Il punto di partenza è che l'accordo esclude gli altri operatori dalla possibilità di accedere a contenuti fondamentali per l'offerta on Italia, dove il campionato di calcio è considerato uno dei driver fondamentali per convincere le persone ad abbonarsi a qualsiasi servizio. Una ricerca del 2019 citata dall'Antitrust nelle 24 pagine del dispositivo con cui argomenta l'apertura dell'istruttoria, ricordano come il 56,9% degli utenti sia pronto a cancellare l'intero abbonamento a una qualsiasi piattaforma nel momento in cui dovesse venire meno la visione delle partite della Serie A e solo uno su quattro a mantenere la propria affiliazione.

In gioco c'è, dunque, molto più dei fine settimana italiani dei prossimi tre anni. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato punta il dito anche sugli aspetti tecnologici e commerciali che riguardano il settore delle telecomunicazioni. Da una parte l'impossibilità per i concorrenti di Tim di poter presentarsi sul mercato a parità di condizioni, dal momento che l'accordo con Dazn è in regime di esclusiva ed è stato poi completato da quelli con Mediaset per la Champions League creando un distributore unico per la quasi totalità dell'offerta calcistica.

Dall'altro il sospetto che l'intesa possa avere un impatto forte anche sullo sviluppo pieno della tecnologia in Italia: "Rende possibile per quest'ultimo (Tim ndr) adottare soluzioni tecniche, a esclusivo beneficio della propria divisione interna, non disponibili agli operatori di telecomunicazione concorrenti e che potrebbero tradursi per gli operatori di telecomunicazione in ostacoli nell'adozione di soluzioni tecnologiche proprie". Rilievi che si aggiungono ai timori più volte espressi sulla tenuta della rete in momenti di sovraccarico, quando milioni di tifosi vorranno seguire i big match senza più il backup di canali lineari satellitari o di digitale terrestre.

I tempi sono stretti perché il campionato è alle porte e tutti i protagonisti delle vicenda stanno proponendo le proprie offerte sul mercato. Anche per questo l'Antitrust si riserva di intervenire a breve con provvedimenti cautelati che potrebbero cancellare alcune delle clausole dell'accordo tra Dazn e Tim, le più discusse ma anche quelle sulla base delle quali l'operatore telefonico si è impegnato per 340 milioni di euro a stagione nei confronti del partner. Poco meno della metà degli 840 promessi da Dazn alla Lega Serie A e che hanno convinto i presidenti a chiudere (quasi) del tutto l'era di Sky per entrare nel futuro.

LA POSIZIONE DI TIM

La risposta di Tim non si è fatta attendere. Sulla presunta indisponibilità di soluzione tecniche, l'operatore ha sottolineato in una note come "queste sono disponibili a tutti gli operatori purché questi sostengano gli investimenti necessari. A tal riguardo l'AGCOM ha recentemente rivolto un atto di indirizzo a DAZN e agli altri operatori affinché collaborino e investano per adottare tutte le soluzioni tecniche volte ad assicurare la trasmissione efficiente sulla rete internet. Per quanto riguarda TIM sono già stati previsti tutti gli investimenti necessari".

Tim si è detta fiduciosa di arrivare a un chiarimento dopo contraddittorio con l'Antitrust e sull'offerta commerciale ha specificato che le sue "non prevedono alcun obbligo di sottoscrizione di servizi di connettività per accedere ai contenuti pay-tv, come riconosciuto anche da AGCOM. I clienti degli altri operatori possono infatti accedere liberamente alle offerte per i contenuti di DAZN, anche attraverso il set top box di TimVision".

LA POSIZIONE DI DAZN

Anche Dazn ha espresso la sua posizione con una nota ufficiale: "DAZN ha appreso questa mattina dell'avvio di un'istruttoria di AGCM in relazione al rinnovo dell'accordo di distribuzione con TIM. Restiamo convinti che tale accordo sia in favore della concorrenza e dello sviluppo tecnologico del paese, favorendo la fruizione di contenuti audivisivi in streaming.

Questo procedimento ovviamente non riguarda l'assegnazione dei diritti di Serie A TIM per il prossimo triennio. DAZN sarà quindi felice di offrire la visione di tutte e 10 le partite di Serie A TIM in streaming, a tutti gli appassionati di calcio, e questo a prescindere dall'operatore internet prescelto dai consumatori. Gli utenti rimarranno liberi di decidere con quale operatore accedere al nostro servizio, mediante un'ampia gamma di device mobili e fissi".

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