Berlusconi, ecco la sua campagna elettorale
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Berlusconi, ecco la sua campagna elettorale
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Berlusconi, ecco la sua campagna elettorale

Tanta tv, per frenare la massiccia presenza di Renzi, web, radio e comizi, con il permesso dei giudici - Le parole di Berlusconi  - Tutti i candidati  - Foto  - Analisi

Che sia in forma e molto motivato glielo dice anche il cronista di “La 7”, non esattamente una testata amica di Silvio Berlusconi. E che il Cav si stia per rituffare perfino con quel pizzico di allegria di sempre nella campagna elettorale per le europee lo testimonia anche la risposta ironica che dà al cronista e che fa ridere la sala: “Ma lei lo sa che ora per avermi detto che faccio sempre ottime performance, per lei saranno cavoli, visto il luogo dove lavora?”.

Berlusconi è sempre Berlusconi anche di fronte all’affidamento ai servizi sociali che lo attende da qui a pochi giorni, con l’assistenza per quattro ore a settimana nell’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone.  La descrive come un’occasione per continuare ad esprimere “quella solidarietà che ho sempre manifestato a chi soffre, anche andando a trovare da imprenditore i miei collaboratori malati, di sabato e di domenica”.

Il divieto impostogli di parlar male dei giudici lo trasforma a suo modo in spettacolo facendo finta di cucirsi la bocca quando gli arriva una domanda insidiosa da “Agorà” di Rai 3. Si limita a rispondere l’ex premier: “Ricordatevi quanto successe nel ’92 e ‘93”. Applaude seduta in sala Stefania Craxi, invitata anche lei nella sede di Forza Italia alla conferenza stampa di presentazione dei candidati capolista delle europee.

Alcuni addii come quello di Paolo Bonaiuti vengono compensati da ritorni e testimonianze di solidarietà come quella della figlia di Bettino Craxi che uscì dal Pdl quando Berlusconi però era un leader certamente con meno di difficoltà di ora.  I candidati capolista Berlusconi li presenta nell’ordine così: Raffaele Fitto per il Sud, Gianfranco Micciché per le isole (“due uomini molto radicati nel territorio e che furono al governo con me”); Antonio Tajani per il Centro, vicepresidente Ue (“molto stimato per il suo lavoro a Bruxelles”); Elisabetta Gardini per il Nord Est (“record woman di presenze al parlamento europeo); Giovanni Toti (“Direttore di due  Tg nazionali”) per il Nord Ovest.  

Scherza: “Avrei voluto più donne, ma ci sono molti maschioni che...”. Risate.  

Se l’ex premier dimostra di avere un morale alto e un piglio combattivo, a dispetto della campagna mediatica che lo voleva in preda alla depressione, resta il problema di come potrà districarsi per la campagna elettorale nelle maglie delle limitazioni impostegli dall’esecuzione della pena relativa alla condanna Mediaset. “Molta televisione”, questa è l’arma, dicono nella sua ristretta cerchia, che Berlusconi ha in serbo per poter raggiungere più luoghi nella stessa giornata, tenendo presente che per poter uscire da Milano e dalla Lombardia o da Roma dovrà ogni volta chiedere il permesso.

Quindi il Cav starebbe pensando di usare molto la Tv, lo potremmo rivedere da Bruno Vespa a “Porta a porta” o perfino a Servizio pubblico da Santoro. Ma Berlusconi da gran comunicatore sa bene che non vanno trascurate neppure radio e tv locali, che hanno ascolti altissimi sul territorio. E massiccio si annuncia l’uso di Internet. Obiettivo: “Fare in modo che la maggioranza di questo paese che è moderata si trasformi in maggioranza politica perché solo così ci sarà una vera democrazia, in un paese dove l’ultimo governo eletto dagli italiani è stato il mio”.

Berlusconi ribadisce che “una parte della magistratura fa politica”. Queste sono considerazioni politiche e non insulti.

Ribadisce il suo impegno a mantenere il patto per le riforme con Matteo Renzi. Ma ricorda che la legge elettorale non va lasciata nel dimenticatoio e riferisce di aver chiesto a Renzi più poteri per il premier e l’elezione diretta del capo dello Stato, oltre che modifiche sulla trasformazione di Palazzo Madama in Senato delle autonomie. Quanto all’Europa, quella di Forza Italia, annuncia, sarà una campagna elettorale per abolire il fiscal compact e rinegoziare il patto di stabilità, con lo sforamento del 3 per cento nel rapporto tra deficit e Pil. Il tutto sarà riassunto nello slogan tathcheriano “I want my money back”. “Solo – scherza il Cav – che dovremmo declinarlo in tedesco”.

Questo e altro sarà il Berlusconi che tornerà a riempire gli schermi televisivi. “Essere ancora sopra il 20 per cento è un miracolo”, sottolinea. Nessuno infatti ricorda che solo un anno fa il Pdl alle elezioni politiche prese un po’ più del 21 per cento. E non c’era stata ancora la scissione con Angelino Alfano.      

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