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Muri, conflitti e migrazioni nell'Atlante delle frontiere

Un atlante composto da 41 grandi infografiche che raccontano le frontiere del mondo, la loro evoluzione e la loro storia

Quello di frontiera è un concetto squisitamente umano: il nostro pianeta, anche nei suoi luoghi più impervi, non prevede confini. Oggi il discorso sulle frontiere si è fatto quotidiano e sempre più drammatico, in particolar modo a fronte dei massicci flussi migratori causati da condizioni di vita precarie, conflitti, e povertà. Parliamo o sentiamo parlare di frontiere tutti i giorni, consapevolmente o meno: quando riflettiamo sugli sbarchi di migranti che dalle coste libiche fuggono verso il sud Italia, quando nominiamo Schengen, quando leggiamo delle tensioni tra Corea del Nord e Corea del Sud o tra i Paesi dell’Unione Europea e la Russia di Putin. Ma conosciamo davvero l’argomento dei nostri discorsi? Sapremmo definire la differenza tra un confine politico, uno naturale e uno culturale?

L’Atlante delle frontiere di Bruno Tertrais e Delphine Papin (Add, 2018) è uno strumento utile per ampliare la prospettiva su questo argomento, sia in un’ottica storica, sia per quanto riguarda l’attualità. Il libro è strutturato in macrocapitoli tematici (si va, per esempio, da quello sulle frontiere storiche, a quello sulle frontiere invisibili, a quello sulle rotte migratorie), accompagnati da focus sulle questioni più interessanti e da 41 grandi tavole di infografiche dettagliate.

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L’obbiettivo primario di Tertrais e Papin è sicuramente quello di offrire una panoramica il più possibile approfondita della situazione attuale delle frontiere, mostrandone la genesi, le peculiarità, e i punti di criticità. Ma gli autori, affiancando mappe che raccontano storie e punti di vista politici differenti, problematizzano il concetto di confine, muovendo oltre le 323 frontiere che ci sono ad oggi sul nostro pianeta, per indagare la questione con uno sguardo diverso. Ciascuna infografica, infatti, rappresenta un differente aspetto delle problematiche relative ai confini, dal numero di migranti che rischiano la vita attraversando le frontiere più calde del mondo, ai limiti dello spazio di Schengen e dell’azione del corpo di guardia-frontaliera Frontex, ai muri, barriere e recinzioni esistenti.

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Passando dal macro al micro il lettore più interessato alle casistiche particolari troverà in ogni caso pane per i suoi denti. La prospettiva adottata dall’Atlante delle frontiere cambia di volta in volta, e le infografiche si concentrano all’occorrenza su porzioni di territorio più circoscritte: in questo modo possiamo approfondire, per esempio, le rivendicazioni territoriali sul Circolo Polare Articolo, i punti di passaggi frontalieri tra Messico e Stati Uniti e il numero di omicidi che interessano le aree in prossimità della frontiera, o ancora zoomare sulla città vecchia di Gerusalemme e la sua divisione per quartieri.

Il concetto è chiaro: nessuna frontiera è destinata a durate per sempre e ogni confine evolve in relazione agli altri, in un gioco che non si riduce mai ai singoli stati ma è sempre inevitabilmente globale. La geografia del pianeta è ben lungi dall’essersi stabilizzata e, come scrive Marco Aime nella prefazione, “la storia è destinata a cambiare ancora la geografia e questo Atlante ci fornisce ottime chiavi di lettura per comprenderne i percorsi e i processi”.

Bruno Tertrais e Delphine Papin
Atlante delle frontiere
Add, 2018
144 pp., 25 euro

Per approfondire:

La crepa: viaggio ai confini dell'Europa

Andrea Staid, Le nostre braccia

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