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(Tyler Mitchell / Vogue)
Moda

Uomini con la gonna

Harry Styles, ma anche Vin Diesel, Brad Pitt e Robert Pattinson. Nel mondo dello spettacolo sta diventando sempre più comune adottare un abbigliamento genderfluid.

Se potessimo fare un salto nel passato e girare tra le strade dell’Antica Grecia potremmo osservare gli uomini di allora indossare unicamente gonne, questo li ha mai resi meno virili? Per niente, anzi il contrario. A quei tempi era simbolo di virilità e giovinezza, come il kilt in Scozia che ancora oggi vediamo sfilare nelle celebrazioni più antiche e importanti. Negli anni ’80 abbiamo visto come la moda ha cercato di diffondere e promuovere una moda unisex, finendo poi per dileguarsi a causa degli stereotipi di genere che la società ha imposto.

Se la gonna vanta una relazione così duratura con gli uomini, perché ancora oggi ci scandalizziamo se capita di incontrare qualcuno indossarle, pronti a etichettarlo come femminile o ambiguo?

Ultimamente sui red carpet internazionali abbiamo visto finalmente l’uomo osare, possiamo prendere come esempio Brad Pitt che per la premier del film Bullet Train nel luglio 2022 ha indossato un total look firmato Haans Nicholas Mott composto da camicia, giacca e gonna, presumibilmente in lino, lanciando un chiaro messaggio a tutta la sua generazione.

Anche Sangiovanni sul red carpet del Roma Film Fest 2021 ha indossato un look completo di gonna, sottolineando il suo messaggio «Non siamo liberi di essere le persone che vogliamo essere, non siamo liberi di vestirci come cavolo ci pare, di amare chi cavolo ci pare senza essere giudicati. Però questa cosa si può combattere».

Tra i più turbolenti abbiamo sicuramente i Måneskin che dallo sorso anno ci sorprendono con look sempre più aggressivi e sfrontati, sfidando i pregiudizi culturali che finora hanno sempre dominato.

Mahmood Sanremo 2021


In passerella c’è chi da tempo cerca di esprimere al meglio questa nuova evoluzione estetica, tra i migliori possiamo citare Thom Browne che riesce a inserire abbigliamento tipicamente femminile su outfit genericamente maschili con nonchalance.

Alessandro Michele in Gucci è riuscito a sdoganare il concetto di genere avvolgendo i modelli in pizzo e tulle, dimostrando che l’abbigliamento non deve definire il valore di una persona ma piuttosto esprimere e imporre la propria personalità. Come portavoce di questo messaggio possiamo citarne altri quali COMME des GARÇONS e Yohji Yamamoto.

Yohji Yamamoto Paris Fashion Week Spring/Summer 2020

C’è chi lo fa per manifestare un disagio, chi per tendenza o per necessità, oggi poter esprimere la propria personalità sta diventando più importante che mai. Forse non tutti conoscono il Crossdressing, un termine che rappresenta tutte quelle persone che si vestono con abiti del sesso opposto, da non confondere però con il travestitismo.

Il crossdresser sente il bisogno di vestirsi con abiti che rappresentano l’altro sesso, questo indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità riconosciuta. Tempo fa si è parlato dell’esperienza di Stefano Ferri, il quale ha raccontato di come abbia cercato di soffocare questa sua necessità e a quali conseguenze stava portando.

Nato dalla necessità di soddisfare un’esigenza che affligge molteplici persone, bisognerebbe iniziare a immedesimarsi nell’altro e pensare quanto una scelta possa risultare difficile e terrificante prima di dire la propria.

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Elisabetta Cillo