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Starbucks svela a Milano The Apron Project

Starbucks svela a Milano The Apron Project

All’iniziativa partecipano Francesca Ragazzi Head of Editorial Content di Vogue Italia e i designer Carolina Castiglioni di Plan C e Galib Gassanoff di Institution.

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Starbucks fa il bis a Milano. Dopo il primo capitolo di The House of Coffee a gennaio con le collaborazioni di K-Way, Nordica e Poldo Dog Couture, con la Milan Women’s Fashion Week è il momento di The Apron Project. Il nuovo drop, curato da Sarah Andelman, mette al centro la reinterpretazione del grembiule Starbucks come ha spiegato Esther van Onselen, Vice President Brand & Customer Experience per Europa, Medio Oriente e Africa, “Il grembiule verde è l’emblema di Starbucks ed è diventato un’icona globale. Abbiamo ritenuto che questo fosse il momento giusto per The Apron Project, unendo due mondi di artigianalità e mettendo in luce la creatività audace di quattro designer milanesi, che hanno espresso la loro visione su misura reinterpretando il grembiule Starbucks come capo fashion per la Primavera/Estate”.  Un’iniziativa che si allinea con le tendenze per la prossima stagione calda a partire dalla creatività di Prada, svelata in occasione della settimana della moda donna di settembre 2025. Nel dettaglio, la proposta di Starbucks coinvolge quattro personalità del mondo fashion. A disegnare il loro grembiule, sono, infatti, Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, Carolina Castiglioni, fondatrice e direttrice creativa di Plan C, la designer Sara Battaglia e Galib Gassanoff, founder di Institution. L’intero ricavato delle vendite sarà devoluto a organizzazioni benefiche scelte direttamente dai designer partecipanti, in linea con i loro principi e il loro impegno sociale come ha sottolineato Gassanoff “Sono felice di far parte del progetto Apron, perché mi offre l’opportunità di sostenere una causa di grande valore, la Hothur Foundation. L’organizzazione supporta il trattamento e la riabilitazione delle vittime di attacchi con acido in India, una causa che mi sta molto a cuore da quando ho scoperto questa realtà grazie alla sua fondatrice, Kulsum Shadab Wahab”.

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