L’allarme Legionella è tornato: in Sicilia, la chiusura di tre plessi scolastici a Palermo, dopo il riscontro del batterio negli impianti idrici, ha riacceso l’allarme su una malattia temibile e mai debellata. Circa 1.200 alunni sono a casa da scuola dai primi di Ottobre, mentre le famiglie attendono risposte sui controlli e sulle condizioni necessarie per rientrare in classe. La vicenda ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza dell’acqua negli edifici pubblici e su un’infezione che, pur essendo conosciuta da decenni, continua a rappresentare un problema di salute pubblica. La Legionella pneumophila può proliferare negli impianti idrici quando trova condizioni favorevoli, come temperature adeguate, ristagni e depositi nelle tubature. Il contagio avviene soprattutto inalando minuscole gocce d’acqua contaminate, prodotte per esempio da docce e rubinetti.
Il batterio invisibile: come si trasmette e quali sono i sintomi
La Legionella non si trasmette normalmente da persona a persona. La presenza del batterio nell’acqua, inoltre, non significa che tutte le persone esposte si ammaleranno. La forma più grave è la malattia del legionario, una polmonite che può richiedere il ricovero. I sintomi comprendono febbre alta, tosse, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza. Possono comparire anche difficoltà respiratoria, dolore toracico, diarrea e confusione. I sintomi si manifestano generalmente da due a dieci giorni dopo l’esposizione. Esiste anche la febbre di Pontiac, una forma più lieve, simile a un’influenza e generalmente priva di polmonite. La diagnosi della malattia del legionario richiede test specifici, come la ricerca dell’antigene urinario e l’analisi di campioni respiratori. La legionellosi è curabile con antibiotici appropriati, prescritti dal medico. Nei casi gravi può essere necessario il ricovero ospedaliero. Non è invece indicato assumere antibiotici preventivamente dopo una semplice esposizione, senza una valutazione clinica.
La prevenzione è decisiva
La Legionella fu identificata nel 1976, dopo un’epidemia di polmonite a Filadelfia che colpì 221 persone e ne uccise 34. Da allora è noto che gli impianti idrici e di climatizzazione possono diventare fonti di esposizione se non vengono gestiti correttamente. Il fenomeno non è marginale. Nel 2024 in Italia sono stati notificati 4.627 casi di legionellosi, con un aumento del 18 per cento rispetto all’anno precedente, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. La prevenzione si basa sulla manutenzione degli impianti, sulla valutazione del rischio, sui controlli microbiologici e sugli interventi di bonifica quando necessari. Nel caso di Palermo, le criticità riguardano i plessi Tomaselli, Trinacria e Marone e ovviamente la priorità è verificare i risultati delle analisi e accertare che gli impianti siano sicuri prima del rientro nelle sedi scolastiche. «I miei figli sono a casa da ormai più di 10 giorni» ci racconta una professionista sanitaria, mamma di due bambini. «Le autorità rimbalzano il problema da una settimana all’altra e continuano a rimandare la riapertura dei plessi scolastici per il perdurare dell’emergenza: sarebbe opportuno cercare di accelerare le operazioni di sanificazione, bonifica e controllo, onde garantire la continuità scolastica a tutti i bambini».
Chi rischia di più e come si può prevenire l’infezione
Non tutte le persone esposte alla Legionella sviluppano la malattia. Il rischio di una forma grave aumenta soprattutto negli anziani, nei fumatori, nelle persone con patologie polmonari croniche e in chi ha un sistema immunitario indebolito. Anche alcune malattie preesistenti possono rendere più complicato il decorso dell’infezione. La prevenzione, quindi, non riguarda soltanto gli ambienti in cui è già stata individuata una contaminazione. Richiede controlli regolari degli impianti idrici, manutenzione programmata e interventi tempestivi quando emergono condizioni favorevoli alla proliferazione del batterio. Negli edifici collettivi, come scuole, ospedali e alberghi, la valutazione del rischio deve tenere conto delle caratteristiche della rete idrica e delle modalità di utilizzo dell’acqua.
Quando viene rilevata una contaminazione, la bonifica deve essere affidata a personale competente e accompagnata da verifiche successive. Non basta eseguire una disinfezione e presumere che il problema sia risolto: occorre accertare che gli interventi abbiano prodotto i risultati attesi. È questo uno degli aspetti centrali dell’emergenza di Palermo. La chiusura delle scuole può essere necessaria per tutelare la salute, ma deve accompagnarsi a informazioni trasparenti sui risultati delle analisi, sugli interventi effettuati e sui criteri che consentiranno la riapertura. Le famiglie hanno bisogno di sapere non soltanto quando i figli potranno tornare in classe, ma anche quali verifiche garantiranno la sicurezza degli ambienti. La Legionella è un rischio conosciuto e studiato da decenni. Per ridurlo non servono allarmismi, ma controlli efficaci, manutenzione continua e responsabilità nella gestione degli impianti. La prevenzione comincia molto prima che un edificio, a maggior ragione una scuola frequentata anche da bambini molto piccoli in età di primaria, debba chiudere: e diventa davvero efficace quando il problema viene individuato prima di trasformarsi in un’emergenza.
