Nel brano Crash, title track del suo ultimo album da solista, Jay B canta: “Chi diavolo è Jay B?”. È una domanda che riecheggia nella mente di chi lo ascolta, ma che nasce dal desiderio dell’artista di definirsi al di là delle etichette. Non solo leader dei GOT7, ma un uomo in continua evoluzione, con una musica che racconta ciò che le parole da sole non potrebbero mai esprimere.
Prima di diventare un nome riconosciuto nel mondo del K-pop, Jay B era un ragazzo appassionato di danza. E proprio il ballo gli ha insegnato la disciplina e la libertà, due valori che hanno plasmato il suo approccio all’arte. Quando è entrato nel mondo dello spettacolo, prima come attore nel drama Dream High 2 e poi come leader dei GOT7, ha subito dimostrato di essere più di un performer: Jay B è un narratore, un creativo che vive per raccontare storie, che siano visive o musicali.
Archive #1: Road Runner è un diario in musica in cui Jay B accompagna i fan in un viaggio intimo e personale. Le tracce dell’album non sono semplici canzoni: sono pagine vergate dall’inconfondibile tratto di Jaebeom e in cui si intrecciano introspezione, vulnerabilità e desiderio di libertà.
L’album si apre con Baby, una canzone calda e confidenziale, che si muove tra armonie delicate e ritmi R&B, creando un’introduzione intima e accogliente. Subito dopo, If You aggiunge una nota di dolce malinconia, esplorando il rimpianto e la speranza attraverso una melodia che sembra sospesa nel tempo. Con Make Me Right, Jay B si abbandona a una confessione sincera, mostrando un lato vulnerabile ma deciso, mentre Chosen si tinge di sensualità e forza, in un mix di suoni che catturano immediatamente. Arrivando a Take It Easy, si percepisce un cambio di ritmo: questa traccia offre una pausa, un respiro, invitando l’ascoltatore a rallentare e lasciarsi andare. E poi c’è Crash, il cuore pulsante dell’album, una ballata potente che si fa manifesto della sua introspezione, capace di toccare le corde più profonde di chi lo ascolta. Con Preview, Jay B gioca con un’atmosfera eterea e minimale, quasi come un ponte tra ciò che è stato e ciò che verrà, mentre °C (온도) riflette calore e intimità, un brano che avvolge come un abbraccio. Right Back, invece, riporta l’energia con una melodia che combina leggerezza e ritmo, dimostrando la sua versatilità. Inside si tuffa in un’atmosfera profonda e introspettiva, esplorando il bisogno di connessione con se stessi, mentre Cloud Nine, l’altra title track, chiude l’opera principale con una nota luminosa e speranzosa, come un cielo che si schiarisce dopo una tempesta. Infine, le due tracce bonus disponibili solo nella versione fisica del disco, Present e Winter Night, sono regali speciali per i fan: due brani che trasmettono nostalgia e calore, perfetti per completare questo viaggio emotivo.
Ogni traccia è costruita per raccontare una storia e mostrare un lato diverso di Jay B, facendo di Archive #1: Road Runnermolto più di un album: è un ritratto musicale di un artista in evoluzione, che si mette a nudo senza paura.
Mentre porta avanti il suo percorso da solista, Jay B non ha mai dimenticato le sue radici nei GOT7. Il gruppo, tornato lo scorso 20 gennaio con un comeback attesissimo, ha dimostrato di essere più unito che mai, anche dopo anni di attività individuali. Per Jay B, i GOT7 non sono solo una parte della sua carriera, ma un pezzo indelebile della sua anima artistica.
Inarrestabile, Jay B si esibirà il 15 febbraio al Fabrique di Milano, per uno show esclusivo per il pubblico europeo e, come da lui anticipato a Panorama, unico nel suo genere organizzato da Mauve Entertainment e Kpop Italia. Ad accompagnarlo ci sarà anche Junny, artista R&B che condivide la stessa sensibilità musicale. Una serata che si preannuncia unica, un’occasione per immergersi nell’universo di Jay B e vivere un’esperienza musicale irripetibile.
Panorama.it l’ha intervistato in esclusiva.
Potresti presentarci il tuo nuovo album “Archive 1: [Road Runner]” con le tue parole e condividere le tue impressioni?
Questo album combina le canzoni energiche che ho mostrato fino ad ora con quelle basate sull’R&B che voglio esplorare in futuro. L’ordine delle tracce è stato pensato per creare un flusso naturale, e l’album rappresenta la mia determinazione a continuare a lavorare duramente sulla musica.
Come sono stati i processi di creazione delle tracce principali dell’album, “Crash” e “Cloud Nine”?
“Crash” è una canzone che avevo scritto tempo fa e che finalmente ho deciso di pubblicare. È stato davvero divertente lavorarci, e per me è sempre stata una traccia speciale. Non avrei mai immaginato di rilasciarla ora. Per quanto riguarda “Cloud Nine”, è una delle canzoni più recenti che ho prodotto. Durante la sua creazione, ho riflettuto molto su come creare un’atmosfera discreta e raffinata, evitando eccessi, e penso che questa idea si rifletta sia nella melodia sia nei testi.
“Baby” è una canzone iniziata nove anni fa e rappresenta una parte importante della tua carriera. Quali esperienze personali racchiude e cosa ti ha spinto a pubblicarla ora?
Penso che racchiuda la freschezza e la spontaneità di allora, elementi che si percepiscono anche nella melodia. Ho deciso di pubblicarla proprio per questo motivo. Credo che trasmetta una sensazione di nuovo inizio.
Hai descritto questo album come un racconto e un riflesso della crescita personale. Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere ai tuoi fan?
Come suggerisce il titolo, “Road Runner”, voglio far capire che il mio percorso musicale continuerà. Rispetto alle canzoni che ho pubblicato in passato, queste riflettono una maggiore maturità e una crescita verso nuove direzioni sonore.
Oltre alle canzoni già menzionate, c’è una traccia dell’album a cui sei particolarmente legato?
In questo momento mi viene in mente “Take It Easy”. È una canzone divertente, sia da ascoltare sia da eseguire, e credo che rappresenti un lato di me più giocoso, che di solito non mostro. Anche se non sono una persona particolarmente spiritosa, mi piace fare cose che lo siano.
Hai scelto il titolo “Archive 1: [Road Runner]” per rappresentare il tuo desiderio di crescita. In che modo pensi di essere cresciuto come artista rispetto ai tuoi esordi?
Innanzitutto, è cambiato molto il contesto in cui lavoro. Ora mi impegno maggiormente a controllare ogni dettaglio e rifletto su come raccontare al meglio le mie storie attraverso la musica. Credo di aver imparato molte tecniche per esprimermi in modo più efficace.
Esplorare diversi stili musicali è una delle tue caratteristiche principali. C’è un suono o un genere che vorresti esplorare in futuro?
Vorrei orientarmi verso tracce più minimaliste, con una strumentazione ridotta, lasciando che sia la mia voce a guidare il tutto. Rimango comunque legato all’uso di strumenti reali e voglio continuare a lavorare per creare un sound unico.
Come riesci a mantenere un equilibrio tra la tua identità musicale come leader di un gruppo e come artista solista?
Quando lavoro per il gruppo, mi concentro prima di tutto sull’immagine collettiva e sulle esigenze del gruppo. Nei miei progetti personali, invece, parto sempre da ciò che voglio esprimere e dal tipo di messaggio che desidero trasmettere. Questo è il punto principale che distingue i due approcci.
Essere un artista solista comporta più responsabilità rispetto alle attività di gruppo. Qual è stata la sfida più grande per te?
All’inizio è stato difficile sostenere da solo l’intera atmosfera di una canzone. Durante i concerti, inoltre, mi manca poter contare sui membri del gruppo per riempire i momenti di silenzio. Da solista, se non parlo, il palco rimane in silenzio, e in quei momenti sento molto la loro mancanza.
Durante lo showcase hai sottolineato l’importanza delle performance. Quali aspetti ritieni più importanti nella preparazione di coreografie e live?
Penso che l’espressione sia fondamentale. È importante comprendere una canzone e trovare il miglior modo per interpretarla, sia attraverso la danza che con le tecniche vocali. L’essenziale è essere sicuro di trasmettere al meglio il significato della traccia.
Quali sono i tuoi obiettivi come artista solista? Hai in programma collaborazioni o progetti futuri?
Non ho obiettivi specifici al momento, ma mi piacerebbe intraprendere collaborazioni diverse e continuare a lavorare su attività basate sull’R&B.
I fan avranno occasione di vederti dal vivo nei prossimi mesi? Hai pianificato tour o eventi speciali?
Un tour è in fase di preparazione. Per quanto riguarda gli eventi speciali, dipenderà da ciò che sarà realizzabile e compatibile con la mia situazione.
Sei conosciuto anche come produttore e compositore sotto il nome di Def. Hai qualche progetto in lavorazione?
Al momento non c’è nulla di concreto, ma se dovessi decidere di pubblicare un album più profondo e personale, inizierò a lavorarci.
C’è qualcosa di nuovo che vorresti esplorare nell’industria dell’intrattenimento oltre alla musica?
Ultimamente sto pensando di studiare il design. Mi piacerebbe anche produrre un album per un altro artista.
Se potessi dare un consiglio al Jay B dei tempi da trainee, cosa gli diresti?
Gli direi: “Esercitati di più prima che sia troppo tardi.”
C’è qualche sorpresa per i fan legata a questo album o ai progetti futuri?
Le tracce “Present” e “Winter Night” di questo album sono pensate come regali per i fan. In futuro, se mi verrà un’idea che credo possa essere un dono speciale per loro, farò il possibile per realizzarla.
Il comeback dei GOT7 è previsto per il 20 gennaio. Puoi dirci qualcosa su questo progetto?
Abbiamo lavorato duramente su “WINTER HEPTAGON”, che contiene nove tracce. Abbiamo cercato di esprimere tutto ciò che vogliamo comunicare ai fan. Spero che ascoltino l’album e che il nostro messaggio li raggiunga.
Come ha influenzato la tua vita personale e artistica il ruolo di leader dei GOT7?
Più che sulla mia arte, il ruolo di leader ha avuto un impatto sulla mia vita personale. Mi ha aiutato a sviluppare un maggiore senso di responsabilità in molti aspetti.
Pensi che i fan abbiano scoperto nuovi lati di te attraverso la tua carriera solista?
Sì, credo che abbiano visto e ascoltato aspetti di me che prima non conoscevano.
Qual è stato il momento più memorabile durante il lavoro su “Archive 1: [Road Runner]”?
Iniziare subito dopo il congedo militare è stato molto intenso, ma anche gratificante. Tuttavia, ricordo che le riprese in esterna erano davvero gelide, ed è un dettaglio che mi è rimasto impresso.
“Baby” è una canzone scritta ai tuoi esordi. Se potessi tornare a quel periodo, cosa faresti diversamente?
Esprimerei di più le mie opinioni. Direi chiaramente cosa non funziona e lavorerei per sviluppare meglio le idee valide.
Se dovessi descrivere questo album con una sola parola, quale sarebbe?
Non saprei scegliere una parola precisa, ma mi ricorda quei giorni in cui il sole e la luna sono visibili insieme.
Quale esperienza emotiva speri che i fan vivano ascoltando l’album dall’inizio alla fine?
Vorrei che provassero una sensazione di leggerezza e gioia, con brani che li facciano muovere naturalmente al ritmo della musica.
C’è un messaggio speciale che vuoi trasmettere ai fan con questo album?
Il messaggio principale è che il mio percorso musicale non si fermerà.
Se dovessi descrivere Jay B con una sola parola, quale sceglieresti?
Delicato ma sexy.