Nell’ambito della profumeria di lusso uno dei principi più importanti è la capacità di un profumo di mantenersi sulla pelle. Il modo in cui alcune delle fragranze più celebrate ottengono questo risultato sconvolgerà molte persone. La risposta è infatti nell’intestino delle balene, e ha un nome: Ambra Grigia (o ambergris).
Cos’è l’Ambra Grigia
L’Ambra Grigia, a volte impropriamente detta “vomito di balena”, è una sostanza rarissima, prodotta esclusivamente dall’apparato digerente del Capodoglio. Questi cetacei si nutrono quasi interamente di grandi molluschi cefalopodi, in particolare di calamari giganti.
Mentre le parti molli del calamaro vengono digerite facilmente, così non avviene per il becco corneo del mollusco, simile a quello di un pappagallo, composto da una sostanza non digeribile dal capodoglio. Non a caso, normalmente il cetaceo rigurgita queste parti dure ogni pochi giorni prima che passino oltre lo stomaco.
Molto raramente, può accadere che alcuni becchi scivolino accidentalmente nell’intestino. Essendo estremamente taglienti, rischiano di graffiare o perforare gravemente le pareti intestinali dell’animale.
Secondo l’ipotesi prevalente, per proteggersi dall’irritazione i dotti biliari del cetaceo iniziano a secernere una sostanza cerosa, grassa e pastosa ricca di ambreina (un alcol inodore).
Questa “pasta” avvolge i becchi di calamaro strato dopo strato per smussarne gli angoli appuntiti, cementandosi progressivamente insieme alle feci liquide in una concrezione solida, simile a come un’ostrica crea una perla attorno a un granello di sabbia.
La modalità di espulsione
Sulle modalità di espulsione dell’Ambra Grigia non vi è consenso nella comunità scientifica. Molti biologi marini sostengono che, nella maggior parte dei casi, i blocchi di ambra grigia rimangano di dimensioni contenute e vengano espulsi naturalmente tramite la defecazione.
Nessuno scienziato, però, ha mai assistito o registrato tramite strumentazione a questo evento. E qui arriviamo alla seconda ipotesi sull’espulsione dell’Ambra Grigia, molto più drastica per il Capodoglio.
Secondo il biologo Robert Clarke, che ha studiato l’ambra grigia per oltre cinquant’anni, le balene non riescono a espellere facilmente masse solide dal retto. Il blocco intestinale continuerebbe ad accumulare strati di becchi di calamaro e resine biliari all’interno dell’organo, crescendo a dismisura.
Questo accumulo finisce per causare un’ostruzione intestinale letale. La pressione crescente lacera l’intestino provocando la morte del cetaceo per setticemia. Un episodio effettivamente rilevato in un capodoglio morto alle isole Canarie.
Secondo Christopher Kemp, biologo autore di un importante saggio sull’argomento, solamente l’1% circa dei capodogli produce effettivamente questa sostanza, il che spiega in maniera chiara la sua rarità e, come vedremo, il suo prezzo.
La metamorfosi
Il valore dell’ambra grigia è talmente elevato che nel mondo della profumeria viene soprannominata “oro galleggiante”: un’immagine che rende bene l’idea di una materia prima rara, contesa e dal costo proibitivo.
Ma ciò che rende davvero leggendaria questa sostanza è la sua metamorfosi in mare. Appena espulsa dal capodoglio, l’ambra grigia è nera o bruno-scura, morbida, cerosa e dal odore sgradevole, simile al letame.
Solo dopo un lungo vagabondaggio oceanico, esposta per anni o addirittura decenni all’ossigeno, alla luce solare e all’acqua salata, subisce un lento processo di ossidazione e maturazione che ne stravolge le proprietà.
L’ambra grigia muta tonalità in grigio chiaro, giallo o bianco, s’indurisce fino ad acquistare una consistenza cerosa e compatta, e sviluppa soprattutto quel profumo complesso, caldo e avvolgente, con note di tabacco, muschio, legno antico e sentore marino.
La varietà bianca, la più “matura” e pregiata, è quella che ha galleggiato più a lungo e ha raggiunto la massima purezza olfattiva.
Le cifre astronomiche e gli utilizzi
Una volta raccolta e lavorata, la sua funzione principale è quella di fissativo leggendario per profumi: è considerata il più potente agente in grado di legare una fragranza alla pelle, prolungandone la persistenza e amplificandone il sillage.
Per questo motivo la sua presenza è spesso riservata a creazioni di nicchia di profumeria d’autore, come Francesca Bianchi, Creed o Perris Monte Carlo, dove il costo della materia prima può essere giustificato dalla qualità finale del profumo.
Il prezzo fluttua sensibilmente in base alla qualità e al colore. La varietà bianca è considerata la più pregiata, seguita da quelle grigie e giallastre. Sul mercato un singolo grammo può essere quotato dai 20 ai 50 euro, il che significa che un chilogrammo di ambra grigia di buona qualità può raggiungere anche i 50.000 euro, giustificando in fondo il nome di “oro galleggiante”.
