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Addio a Christine McVie, pioniera del blues e prima donna dei Fleetwood Mac

L'artista si è spenta a 79 anni, dopo una breve malattia. Dopo l'esperienza con i Chicken Shack, la musicista è stata voce, tastierista e autrice di alcuni dei brani più famosi dei Fleetwood Mac, con i quali è entrata nella Rock and Roll Hall of Fame

Il mondo della musica piange la scomparsa di Christine McVie, cantante, cantautrice e tastierista dei Fleetwood Mac, morta ieri, all'età di 79 anni, dopo una breve malattia. L'annuncio ufficiale è stato dato sulle pagine social della leggendaria band anglo-americana, in cui l'artista era entrata nel 1970 per poi abbandonarlo nel 1998 (con una breve e fortunata reunion nel 2014): «Non ci sono parole per descrivere la nostra tristezza per la morte di Christine McVie. Era davvero una persona unica, speciale e con un talento oltre ogni misura. Era la migliore musicista che uno potesse avere nella propria band, e la migliore amica che uno potesse avere nella propria vita. Siamo stati così fortunati a poter condividere la nostra vita con lei. Individualmente e insieme abbiamo apprezzato profondamente Christine e siamo grati per i fantastici ricordi che abbiamo. Ci mancherà così tanto», aggiungendo alcune ore dopo un messaggio personale del fondatore del gruppo: «A nome di Fleetwood Mac, i nostri cuori, il nostro amore e le nostre condoglianze vanno alla famiglia e agli amici di Christine. Amore, Mick Fleetwood». Sulla pagina personale di Christine McVie è stato postato il comunicato ufficiale della famiglia dell'artista: «A nome della famiglia di Christine McVie, è con il cuore pesante che vi informiamo della morte di Christine. Si è spenta serenamente in ospedale questa mattina, mercoledì 30 novembre 2022, a seguito di una breve malattia. Era in compagnia della sua famiglia. Chiediamo gentilmente di rispettare la privacy della famiglia in questo momento estremamente doloroso e vorremmo che tutti conservassero Christine nei loro cuori e ricordassero la vita di un incredibile essere umano e di un musicista venerato che era amato universalmente. RIP Christine McVie». Christine Perfect (questo il suo nome da nubile), nata il 12 luglio del 1943 a Bouth, un piccolo villaggio nel Nord-Ovest dell'Inghilterra, è stata negli anni Sessanta una pioniera femminile del blues, un mondo tradizionalmente maschile, come originale tastierista dei Chicken Shack, una band formata insieme ai suoi ex compagni di band Andy Silvester e Stan Webb, con i quali suonava nei pub prima di trasferirsi a Londra, dove lavorava come vetrinista in un negozio. L'arte del blues, un mondo di passione e dolore racchiuso in dodici battute, l'aveva imparata da Spencer Davis, fondatore della celebre band rock a suo nome, con il quale cantava spesso. Curioso che un'artista dall'anima blues come lei provenisse da una formazione classica, iniziando a suonare il pianoforte a soli 4 anni. La piccola Christine aveva iniziato a respirare la musica fin dalla tenera età: suo padre, Cyril Percy Absell Perfect, era un violinista e insegnante di musica al St Peter's College of Education, a Birmingham, mentre suo nonno era organista presso l'Abbazia di Westminster. A quindici anni suo fratello le fece ascoltare un album di Fats Domino e da lì nacque il suo amore, folgorante, per il rock and roll, che le fece abbandonare il piano classico in favore delle tastiere. Il singolo di debutto dei Chicken Shack, It's ok with me, composto dalla stessa tastierista, mette subito in luce l'ispirazione con il Chicago Blues, reso più contemporaneo da sonorità rock. Christine Perfect resta con la band per due album, ma, dopo il matrimonio con John McVie, lascia i Chicken Shack per dedicarsi alla carriera solista, pur partecipando ogni tanto, come corista e tastierista, alle registrazioni della band del marito, i Fleetwood Mac. Solo dopo la pubblicazione dell'omonimo album di debutto Christine Perfect nel 1970, la tastierista entra in pianta stabile nel gruppo, che nel frattempo aveva perso il geniale e sfortunato chitarrista Peter Green (vittima delle droghe e dei suoi demoni mentali), dando il suo tocco inconfondibile agli album Future Games (1971), Bare Trees (1972) e Mystery to Me (1974). Il trasferimento della band in America e l'ingresso della coppia Stevie Nicks e Lindsey Buckingham alla metà degli anni Settanta ha portato la band al successo con il disco Fleetwood Mac del 1975 ma, soprattutto, con un album epocale come Rumours (in italiano "Pettegolezzi, Voci"), uno dei più venduti nella storia del pop-rock con oltre 40 milioni di copie, che raccontava proprio la crisi del suo matrimonio con John McVie (la tastierista si era innamorata del responsabile delle luci del gruppo) e quello di Stevie Nicks e Lindsey Buckingham. L'album, celebre anche per la copertina con l'iconica foto di Herbert Worthington scattata a Mick Fleetwood e Stevie Nicks (che indossava il suo abito di scena da Rhiannon), contiene una serie impressionante di singoli, nonché molte canzoni composte e cantate da Christine: Don't stop, Songbird, You make loving fun e Oh daddy. È curioso come il maggior successo commerciale della band sia coinciso esattamente con il periodo più burrascoso dal punto di vista personale dei suoi membri, ma, si sa, i veri artisti sono in grado di trasformare il dolore in ispirazione e in canzoni destinate a rimanere negli anni, come quelle, ancora oggi attualissime, di Rumours, che nel 1978 si aggiudica meritatamente il Grammy come migliore album dell'anno. L'artista ha continuato ad attraversare gli alti e bassi della band (pubblicando nel 1984 il suo secondo album solista Christine McVie) fino al 1998, anno in cui è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame come membro dei Fleetwood, oltre a ricevere il Brit Award per il suo fondamentale contributo alla musica inglese. Uno dei motivi principali dell'abbandono del gruppo che le ha dato fama e successo, oltre ai rapporti sempre più tesi con gli altri componenti, era stata la sua fobia dell'aereo: poiché i tour avevano ritmi molto serrati, per lei, che si muoveva quasi esclusivamente via terra tramite treno e navi, era sempre più difficile rispettare i tempi. L'artista ha confessato, in un'intervista a Rolling Stone del 2014, che ha superato la sua fobia del volo grazie all'aiuto della psicoterapia: una buona notizia per chi ha potuto vederla dal vivo nella trionfale reunion del 2013 all'arena O2 Londra, e poi nel successivo tour. Nel 2004 la tastierista e cantante aveva pubblicato il suo terzo e ultimo album solista, In the Meantime, nel quale raccontava la fine del suo sodalizio con i Fleetwood Mac e quella del suo secondo matrimonio con il tastierista Eddy Quintela, sposato nel 1986. Nel 2017 Lindsey Buckingham e Christine McVie hanno pubblicato un nuovo album congiunto, intitolato semplicemente Lindsey Buckingham Christine McVie, a cui hanno partecipato anche Mick Fleetwood e John McVie: in pratica, un album dei Fleetwood Mac a tutti gli effetti, promosso poi attraverso un lungo tour all'insegna del sold out. Nel 2021, sulla scia di altri grandi cantautori come Bob Dylan, Neil Young e Paul Simon, Christine McVie ha venduto il suo catalogo musicale, con 48 tra le canzoni di maggior successo dei Fleetwood Mac, al fondo Hipgnosis. Canzoni indimenticabili, che hanno raccontato, attraverso arrangiamenti raffinati e armonie vocali emozionanti, gli alti e i bassi della vita di ciascuno.

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