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Musica

Giorgio Moroder: compie 80 anni il padrino della disco music

La vera storia dell'uomo che a metà anni Settanta ha rivoluzionato la musica popolare. Tre Oscar e una lista interminabile di hit. Con Donna Summer, David Bowie, Blondie, Irene Cara...

Giorgio Moroder è stato un rivoluzionario, un artista-produttore che, a partire dagli anni Settanta, ha cambiato il modo di fare ed ascoltare musica. Per questo, in occasione dei suoi 80 anni, abbiamo deciso di celebrarlo con un testo scritto da Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, autori del libro cult La storia della disco music (Hoepli).

"La Disco è stata un fenomeno sociale di costume, oltre che musicale. Anche più del rock, ma non tutti lo sanno." A parlare è Giorgio Moroder, nato a Ortisei, 80 anni il 26 aprile, il padrino della disco music, colui che, a metà anni 70, ha rivoluzionato la musica popolare, fino a quel momento dominata dal rock. La scintilla è l'incontro con Donna Summer con la quale, nel 1975, firma, insieme al musicista inglese Pete Bellotte, il brano che lancerà in tutto il mondo le loro carriere: Love To Love You Baby.

"Il vero inizio della mia carriera è avvenuto con quel brano" afferma Moroder. Attingendo dalla black disco d'oltreoceano, l'artista di Ortisei con la Summer rielabora la tradizione orchestrale di Isaac Hayes e del Philly Sound miscelandola a schegge di Miami Sound e Motown: nasce cosi' un nuovo groove più melodico e fluido, rispetto al R&B e al funk pesante, che però pone al centro il battito incalzante e cadenzato del ritmo. La voce soul e sensuale di Donna fa poi il resto.

Il genere viene definito sex-rock (ancora il termine 'disco', soprattutto in Europa, non era cosi' diffuso) e da quel momento una pletora di epigoni di uno dei filoni più gettonati della disco music si affaccia sul mercato, non sempre con risultati all'altezza dell'originale. Love To Love You Baby, con i suoi quasi 17 minuti di durata, infatti rimane un innovativo esempio di raffinato erotismo in musica che ha modernizzato e stravolto le cifre stilistiche del pop.

Donna Summer - Love To Love You Baby, Live on The Midnight Special 1976 www.youtube.com

Ma prima di allora, chi era Giorgio Moroder?

Già agli esordi della sua stellare carriera aveva a che fare con macchine e sperimentazioni tecnologiche. E' infatti del 1972 "Son Of My Father", il primo brano in cui utilizza il Moog-synthesizer. Registrato dapprima da Giorgio anche in italiano ("Tu Sei Mio Padre"), il pezzo vola in cima alla classifica inglese per tre settimane consecutive nella versione della band Chicory Tip.

"Le mie due passioni sono sempre state la musica e la tecnologia. Quando il Moog è stato immesso sul mercato non mi è parso vero, potevo finalmente creare un'alchimia tecno-sonora tutta mia!". La summa di tale commistione è rappresentata da I Feel Love sempre della Summer: "Ad esclusione della grancassa della batteria, quello è stato il primo brano tutto al synthesizer: eccezionalmente ho composto la base prima della melodia, di solito faccio il contrario", rivela Giorgio. Un vero e proprio Big-Bang futuristico in cui la tecnologia delle macchine e la fisicità sensuale ed estatica della voce di Donna sono in perfetta simbiosi sonora, "I Feel Love non solo è stato un successo mondiale", ma, continua Giorgio, "quel dudu-dudu-dudu-dudu è ripreso in continuazione da altri musicisti e ancora lo senti ovunque". Pubblicato nel giugno 1977, il brano, tratto dal concept-album I Remember Yesterday della Summer, con quel beat incalzante e ipnotico, oltre ad essere il precursore della musica dance che da li' si diramerà in una miriade di correnti (house, techno, garage, Hi-NRG, EDM), è il padre del synth-pop, innovativa declinazione della musica popular che da quel momento non sarà più la stessa. Stracampionato e coverizzato fino all'inverosimile (Blondie con Robert Fripp, Bronski Beat con Marc Almond, Tom Tom Club, Red Hot Chili Peppers, Madonna, Kylie Minogue, tra gli altri), il sovversivo brano era stato fiutato, appena messo in circolazione, dal lungimirante Brian Eno che, concitato, esclamò a David Bowie, entrando di colpo nello studio berlinese dove i due stavano registrando "Heroes" del Duca Bianco, "ho appena ascoltato il suono del futuro! Questo brano influenzerà la musica per almeno i prossimi quindici anni!".

Persino il regista Alan Parker, nel 1978, rimane affascinato dal pezzo tanto da commissionare al nostro mago dei synth qualcosa di simile per la colonna sonora del suo nuovo lungometraggio. "Non mi ero mai occupato di musica da cinema, quindi all'inizio ero perplesso" dichiara Moroder, "ma non appena Parker mi fece vedere l'anteprima del film, mi convinsi subito". Nasce cosi' il soundtrack per Midnight Express (Fuga di Mezzanotte), una miscela di elettro-pathos sonoro che ben si accompagna al plot ad alta tensione emotiva del film. Gran successo ai botteghini: Oscar e Golden Globe vanno alla soundtrack, il cui tema portante, Chase", avvincente e palpitante electro-disco arrangiato da Giorgio insieme a Harold Faltermeyer, spopola in classifica. Comincia cosi' una nuova fase della poliedrica carriera dell'artista altoatesino che, tra i piu' acclamati autori di tema da film, si aggiudica altri due Oscar: nel 1983 per Flashdance, con What A Feeling cantata da Irene Cara e tre anni dopo per Top Gun, con Take My Breath Away interpretata dai Berlin.

Se il fortunato e longevo sodalizio con Donna Summer continua fino agli inizi degli anni '80 (con mega hits come "Last Dance", "Mac Arthur Park, "Hot Stuff", Bad Girls", "On The Radio" e il duetto con Barbra Streisand No More Tears (Enough Is Enough), tra i tanti), più brevi, ma altrettanto fortunate, saranno le collaborazioni con altri artisti per i quali il nostro Moroder, spesso in coppia con Bellotte, compare in veste di produttore e/o compositore. Tra questi, Roberta Kelly, con cui sbanca le classifiche italiane con la scatenata Zodiacs nell'estate 1977 e, nello stesso anno, lui stesso in veste di cantante con l'iconico album From Here To Eternity, il suo album più famoso (tra il precedente Knights In White Satin e il successivo E=mc2), la cui copertina lo ritrae in primo piano con occhiali da sole e baffoni in evidenza.


La storia della disco music, di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano , Hoepli


Negli anni '80 arriva una miriade di colonne sonore per l'architetto della disco-elettronica: si sprecano le collaborazioni con artisti tra i più disparati, a cominciare dall'infuocata hit Call Me dei Blondie per il film American Gigolo e Cat People (Putting Out Fire), tema principale di Il Bacio della Pantera, interpretato da David Bowie. E ancora: Roger Daltrey, Philip Oakey, Chaka Khan, Kenny Loggins e anche Freddie Mercury per il restauro del cult-movie di Fritz Lang, Metropolis, oltre alla fugace partnership con altre due regine della Disco, Amii Stewart e Gloria Gaynor. Nominato nel 2005 Commendatore della Repubblica Italiana, l'irrefrenabile Giovanni Giorgio Moroder, a settanta anni e passa comincia anche, acclamatissimo in giro per il pianeta, a esibirsi come disc-jockey facendo concorrenza alle nuove leve che a ragione lo considerano una vera e propria leggenda vivente tanto che, nel 2013, i Daft Punk lo celebrano in "Giorgio By Moroder", brano di apertura del loro pluripremiato album "Random Access Memories", dandogli carta bianca per raccontarsi in un breve monologo su un tappeto sonoro di sintetizzatori, il cui incipit è l'ormai popolare "My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio".

Tra dj set live (l'attuale si intitola proprio "I Feel Love") e nuove produzioni (tra cui l'imminente con i Duran Duran), la sua carriera non finisce certo qui: in occasione dei suoi primi 80 anni che compirà il 26 aprile, chissà cos'altro si inventerà. Per lui il futuro è ancora lontano.

N.B.: parte del presente testo è tratto dal libro "La Storia della Disco Music", Hoepli Editore

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