Graham Nash: “Mi sento ancora un hippie”
Musacchio & Ianniello/Ugfficio stampa Parco della Musica
Graham Nash: “Mi sento ancora un hippie”
Musica

Graham Nash: “Mi sento ancora un hippie”

L’artista inglese, che per anni ha fatto parte di Crosby, Stills & Nash, presenterà l'album "This Path Tonight" in 5 concerti in Italia a partire dal 2 giugno

Nash è membro della Rock and Roll Hall of Fame e della Songwriter Hall of Fame,

A pochi giorni dalla notizia dello scioglimento del supergruppo formato insieme a David Crosby e a Stephen Stills, di cui è stato per anni il collante, Graham Nash, 74 primavere portate splendidamente, ha presentato all’Auditorium Parco della Musica di Roma il suo nuovo album solista This Path Tonight, pubblicato il 15 aprile, a 14 anni dal precedente Songs for Survivors.

Inglese di Blackpool, ma americano d’adozione da quasi cinquant’anni, membro della Rock and Roll Hall of Fame e della  Songwriter Hall of Fame, Nash è sempre stato un artista con le idee chiare, che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni politiche e ambientaliste, come è emerso durante l’incontro con la stampa.

Il cantautore presenterà i nuovi brani, oltre ai suoi successi del passato, in un intimo tour acustico in Italia che prenderà il via il 2 giugno da Lucca  insieme a Shane Fontayne, già chitarrista di Bruce Springsteen e di Sting, che ha prodotto le 10 canzoni di This Path Tonight.

Vediamo insieme tutte le date del tour e le dichiarazioni più interessanti di Graham Nash. [Cliccare su Avanti]

Le date del tour

2 giugno Lucca, Teatro del Giglio

3 giugno Como, Teatro Sociale

4 giugno Roma, Auditorium Parco della Musica

6 giugno Trento, Auditorium Santa Chiara

7 giugno Napoli, Teatro Augusteo

Il nuovo album "This Path Tonight"

“Perché ho deciso di tornare a incidere un disco? Perché mi sono innamorato. This Path Tonight è  un album intimo e personale. Io e Shane abbiamo scritto in un mese 20 brani, di cui 10 li abbiamo incisi in otto giorni. Le canzoni sono state pensate come un viaggio di scoperta personale, d’intensa creazione e di assoluta passione. Amo anche quelle rimaste fuori dalla tracklist, purtroppo non si legavano con il discorso dei testi. Magari le ritroverete nel mio prossimo disco. Vi prometto che non farò passare altri 14 anni, anche perché avrei  88 anni”.

La collaborazione con Shane Fontayne

“Shane, che è stato il chitarrista di Springsteen e di Sting, ha un innato senso della performance e dell’arrangiamento. Non perde mai di vista il fatto che la canzone debba diventare qualcosa di vivo e che debba avere una ragione per essere cantata. La musica di This Path Tonightha ha un diverso sapore rispetto ai precedenti dischi, anche se si possono sentire echi di ognuno di essi”.

Bonus tracks

“Acquistando la versione deluxe dell'album  su iTunes troverete  tre inediti, di cui due con un contenuto politico: Watch out for the wind ricorda l’uccisione di tre studenti che negli anni Sessanta inneggiavano al voto alle persone di colore, mentre Mississipi burning l’assassinio del giovane afroamericano Michael Brown da parte della polizia a Ferguson, nel 2014”.

Approccio alla scrittura di un brano

“Come compositore ho il dovere di essere onesto, sentire qualcosa per poter scrivere e scrivere qualcosa che rifletta il mondo nel quale viviamo.  Detto questo, mi piace sempre poter sperimentare e fare qualcosa di nuovo”.

Obama, Sanders e Hillary Clinton

“Obama è un uomo di gran cervello e cuore, ma dal primo giorno del suo insediamente i repubblicani gli hanno messo i bastoni fra le ruote. Non è stato facile governare. Io sostengo Bernie Sanders, è uno di noi, sta riportando i giovani alla politica e ha capito il disastro provocato dai trattati di commercio che hanno delocalizzato il lavoro dove viene pagato di meno. Bill e Hillary Clinton hanno guadagnato in questi anni, con le loro conferenze, 150 milioni di dollari: pensate che la gente abbia dato loro tutti quei soldi per nulla? Voterò Hillary solo se Sanders non riuscirà a passare, perché l’alternativa Trump sarebbe terrificante”.

Donald Trump

“Credo che la scena politica americana non sia mai stata così folle come in questo momento. Ci sono sicuramente persone assennate e coraggiose, ma alcuni sono davvero poco brillanti. Donald Trump è estremamente furbo, ha individuato la paura nelle persone e l’ha amplificata, fornendo un nemico contro il quale combattere. Ha idee estremamente pericolose: costruire un muro lungo tremila miglia, definire tutti i messicani come ’violentatori’, impedire ai musulmani di entrare negli Stati uniti ed espellere undici milioni di lavoratori senza documenti. Spero non diventi presidente, ma la cosa più stupida sarebbe considerarlo semplicemente un folle. Noi abbiamo già l’esempio di due mandati ciascuno a Ronald Reagan e a George Bush”.

La musica può ancora influenzare la politica?

 “Ora non è più possibile, perché i proprietari dei media, che si contano sulle dita di due mani, non passano canzoni di protesta né in radio né in tv. Preferiscono non sconvolgere l’equilibrio e non alterare lo status quo. I romani parlavano di panem et circenses per blandire il popolo, lo stesso sta accadendo adesso negli Usa. Dategli da mangiare e distraeteli con le dimensioni del sedere di Kim Kardashian”.

Curiosità

"Sono una persona curiosa per natura. Qualche tempo fa un uomo, dopo un concerto, mi ha regalato una busta. Dentro c’era la pagella di quando avevo undici anni, che conteneva il giudizio: ‘Questo ragazzo vuole sapere sempre tutto”. Non è cambiato nulla da allora”.

Woodstock

"Ho 74 anni, ma non sono molto diverso da quando ero giovane, credo ancora negli stessi valori. Mi sento ancora l'hippie di Woodstock che ritiene che la pace sia meglio della guerra e che l'amore sia meglio dell'odio. Per me non ci sono alternative”

Artisti di oggi che apprezza

“Mi piacciono Jason Mraz e Johnatan Wilson, sono artisti veri che scrivono col cuore”.

 

David Bowie e il tempo

“Bowie l’ho incontrato  due volte. Era un genio della musica, aveva un’energia incredibile, non ho mai visto nessuno come lui. Due giorni fa se n’è andato anche Keith Emerson, due mesi prima Glenn Frey. Queste morti mi hanno fatto pensare alla nostra fragilità. Ho 74 anni e vorrei viverne altri 74, perché c'è ancora tanta gente per cui suonare e io devo creare ogni giorno, altrimenti non riesco ad andare a dormire. Il tempo deve essere usato, non sprecato”.

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