Economia

I fatti economici più importanti del 2016

Dalla Brexit alla crisi di Mps, ecco gli eventi che hanno riempito le cronache finanziarie nell'anno che sta per concludersi

Crisi bancarie, borse sull'altalena, scalate e fusioni tra società. Sono tanti i fatti che hanno riempito le cronache economiche e finanziarie del 2016. Ecco, di seguito, una panoramica sui più importanti accadimenti dell'anno che sta per concludersi (clicca su avanti).

L'altalena delle borse

Il 2016 verrà forse ricordato come uno degli anni più volatili per le borse. I primi tre mesi, da gennaio a marzo, sono da dimenticare per la comunità finanziaria, con Piazza Affari che perde oltre il 25% in un trimestre, a causa dei timori sui crediti deteriorati delle banche e in seguito ai ripetuti crolli dei prezzi del petrolio. Poi i listini si riprendono ma restano sull'altalena per quasi tutto l'anno, tra rialzi e brusche cadute.

Confindustria si affida a Boccia

A marzo le elezioni per la presidenza di Confindustria portano alla vittoria di Vincenzo Boccia che prevale al fotofinish sull'emiliano Alberto Vacchi. Salernitano, 52 anni di età, Boccia è considerato un candidato che rappresenta la continuità con la precedente gestione. Il neo presidente di Confindustria è anche amministratore delegato dell'azienda di famiglia, la Arti Grafiche Boccia, fondata da suo padre.

La Brexit fa tremare l'Ue

Il 23 giugno, con un referendum dall'esito inaspettato, i cittadini britannici votano a favore della Brexit, l'uscita del loro paese dall'Unione Europea. Per vedere il Regno Unito abbandonare l'Ue ci vorranno tuttavia quasi due anni di negoziati tra Londra e Bruxelles. Intanto, però, la comunità finanziaria si spaventa. Il giorno successivo al responso delle urne le borse crollano e Piazza Affari perde oltre il 12% in una sola seduta, registrando il ribasso giornaliero più alto della storia del listino milanese. Poi, però, nei mesi successivi i mercati recuperano.

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Editoria in fermento

Il 2016 è un anno di grande fermento per l'editoria, in cui cambiano gli equilibri sul mercato. Ad aprile Mondadori acquista i concorrenti di Rcs Libri e dà vita a un nuovo polo della narrativa e della saggistica. Poi, in estate, la Rizzoli-Corriere della Sera (quotidiani e periodici) finisce sotto il controllo dell'editore e patron de La7, Urbano Cairo. In autunno scoppia invece la crisi del Sole24Ore. Il noto quotidiano economico ha i bilanci in rosso (50 milioni di euro di perdita semestrale) e il consiglio di amministrazione si dimette in blocco.

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Addio a Mister Esselunga

Alla fine di settembre scompare a 90 anni Bernardo Caprotti, patron di Esselunga. Dopo oltre 50 anni di carriera come imprenditore, Caprotti lascia una grande catena della distribuzione alimentare con 152 supermarket, 22mila dipendenti e un giro d'affari di oltre 7 miliardi di euro. Nel 2016, l'imprenditoria italiana vede anche la scomparsa a 93 anni di Renato Bialetti, l'inventore della caratteristica moka ottagonale famosa in tutto il mondo.

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Nasce il terzo polo bancario

Dalla fusione tra il Banco Popolare di Milano e il Banco Popolare nasce Banco Bpm, il nuovo terzo polo bancario italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit. L'aggregazione è decisa a metà ottobre dalle assemblee dei due istituti. Grazie a questa operazione, si crea un gruppo creditizio presente in quasi tutta Italia con 25mila sportelli, 4 milioni di clienti e 170 miliardi di euro di attivi.

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L'annus horribilis delle banche

Aldilà delle fusioni e aggregazioni, il 2016 non è stato senza dubbio un bell'anno per le banche italiane che hanno i bilanci pieni zeppi di crediti sofferenti e rischiano di finire seriamente in dissesto. A gennaio il governo è costretto a gestire la crisi di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti, quattro istituti regionali salvati in extremis nel 2015 con un decreto del governo. Nei mesi successivi, però le 4 banche non riescono a trovare compratori disposti a rilevarle. A metà anno scoppia invece la crisi di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, che finiscono sotto il controllo di Atlante, un fondo salva-banche creato ad hoc. Infine, la crisi più grave è quella del Monte dei Paschi di Siena, che ha bisogno di 8.8 miliardi di euro per ricapitalizzarsi e avrà bisogno di un intervento dello Stato.

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