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Carl Court/Getty Images
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Economia

Come lanciare un marchio di successo

Nomi semplici e orecchiabili sono importanti tanto quanto il logo

Alcuni marchi funzionano, altri no. Vi siete mai chiesti perché? Possibile che sia tutta una questione di coincidenze?

Come ha spiegato James Surowiecki sulle pagine del New Yorker, la scelta del brand è molto importante, perché basta un nome sbagliato per non fare presa sul pubblico e, di conseguenza, andare male. Del resto, più di un sondaggio conferma il legame strettissimo tra popolarità e vendite, quindi scegliere un nome che piace può essere fondamentale per fidelizzare i clienti e aumentare i profitti.

Nomi semplici e orecchiabili

Se individuare nomi semplici e orecchiabili è sempre stato fondamentale (l'esempio per antonomasia è Coca-Cola, che funziona in tutte le lingue), nell'era di internet la semplicità paga perché permette a chi lo sente nominare di memorizzarlo per poi ritrovarlo su un motore di ricerca. 

L'importanza del logo

Il marchio perfetto, poi, riesce ad essere sia evocativo sia sufficientemente preciso da permettere a chi ci si avvicina di capire (e ricordare) facilmente di che cosa si occupa l'azienda. Ancora, il logo è fondamentale, e sarebbe meglio crearlo insieme al marchio per fare in modo che i due siano in armonia. Come è successo per Apple.

Gli errori da evitare

Ai consigli per scegliere un buon marchio è utile affiancare un vademecum degli errori da evitare. Anzitutto è sbagliato cercare un nome che ricordi troppo quello di un marchio di successo proprio nel tentativo di sfruttare l'assonanza per ripercorrerne le orme. Così facendo, infatti si rischia di ottenere l'effetto contrario, inducendo i consumatori a pensare che si tratti di una copia del marchio originale, probabilmente peggiore.

Attenzione poi a evitare di ricorrere troppo ai numeri, di scegliere nomi difficili da pronunciare, o di usare categorie che possano apparire restrittive (ad esempio, se si vuole lanciare un nuovo marchio di prodotti per bambini, meglio di evitare etichette come "buone pappe" se l'intenzione è quella di mettere sul mercato anche giocattoli o pannolini).

Meglio non chiedere troppi consigli

Nel tentativo di individuare il marchio giusto, capita spesso che le aziende convochino decine di esperti per raccogliere i loro pareri. Tuttavia, coinvolgendo troppe persone si rischia di rendere il marchio meno intuitivo ed efficace, proprio perché si finisce col ragionare troppo su una scelta che, in fin dei conti, deve essere anche istintiva. Il New Yorker racconta che nel 1995 il responsabile dell'ufficio marketing di Ford scrisse una lettera alla poetessa Marianne Moore per chiederle un aiuto a individuare il nome perfetto per la nuova automobile che l'azienda si preparava a lanciare. La Moore prese sul serio questa richiesta, e propose nomi interessanti Intelligent Bullet, Ford Fabergé, Mongoose Civique, Bullet Cloisoné, Utopian Turtletop. Tutti bocciati, a favore di Edsel, la scelta voluta da Ford in persona. In quel caso il re della catena di montaggio sbagliò, ma nei decenni successivi tante invenzioni di industriali prima e startupper poi hanno funzionato.

Se dovete scegliere un nuovo nome per la vostra azienda o per un prodotto da lanciare, quindi, fate attenzione a come mettete insieme vocali e consonanti per creare un marchio semplice ed evocativo (pare che le "K" e le "B" funzionino meglio di "S" e "Z"), ma non dimenticate di ascoltare anche il vostro cuore.

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