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Economia

Le 9 donne più potenti delle multinazionali americane

Ecco chi siede sulla poltrona di amministratore delegato delle aziende di Fortune 500

La raccolta

Complessivamente, sono 21 le donne che occupano la posizione di amministratore delegato nell’edizione 2016 di Fortune 500, riferisce Business Insider. Il che significa che le donne rappresentano solo il 4,2% del totale delle più grandi aziende americane selezionate in base al giro d’affari. Nella top ten, in particolare, c’è solo Mary Barra, ceo di General Motors. Rispetto al 2015, ci sono 29 nuove aziende nella classifica, ma solo una di queste – Veritiv, specializzata in prodotti di carta – ha un ceo donna. Rispetto al 2014 e al 2015, quando i ceo donna erano 24, ci sono tre presenze di meno dovute a pensionamenti, spin-off e divisioni aziendali che hanno ridotto le dimensioni delle aziende che, dunque, non hanno più i numeri per qualificarsi. Ecco le prime nove.

1 – Mary Barra, ceo General Motors

Con un giro d’affari da 152,4 miliardi di dollari, General Motors occupa l’8° posto in classifica. Barra è entrata in azienda come stagista 36 anni fa. Prima di arrivare alla poltrona di amministratore delegato nel 2014, ha lavorato come vice presidente global manufacturing engineering, vice presidente global human resources, vice presidente esecutivo global product development, global purchasing and supply chain. Barra possiede una laurea in scienze e un Mba di Stanford.

2 – Virginia Rometty, ceo Ibm

Ibm è al 31° posto con un giro d’affari da 82,5 miliardi di dollari. Ginni Rometty ha cominciato la propria carriera in General Motors, prima di passare a Ibm come ingegnere di sistema. Ha lavorato poi come vice presidente senior per Ibm Consulting Group e come group executive for sales, marketing and strategy prima di diventare presidente e ceo nel 2011.

3 – Indra Nooyi, ceo Pepsi

La multinazionale ha un giro d’affari da 63 miliardi di dollari ed è al 44° posto. La carriera di Nooyi è cominciata come consulente in Booz Allen Hamilton e Boston Consulting Group. Nel 1994 è entrata in Pepsi dove è stata nominata presidente e chief financial officer sette anni più tardi, per poi diventare amministratore delegato. Nooyi è considerata responsabile della transizione verso prodotti più sani. Nata in India, ha una laurea del Madras Christian College, un Mba dell’Indian Institute of Management di Calcutta e un Master della Yale School of Management.

4 – Marillyn Hewson, ceo Lockheed Martin

Al 60° posto del ranking con un giro d’affari da 46,1 miliardi di dollari, Lockheed Martin ha nominato Hewson ceo nel 2013, dopo che il manager, con 30 anni di anzianità in azienda, ha ricoperto una serie di incarichi sempre più importanti. Dal 2013, la capitalizzazione dell’azienda è raddoppiata e Hewson si concentra sulla costruzione di elicotteri e forniture militari. Ha frequentato programmi di executive development presso la Columbia Business School e Harvard Business School.

5 – Safra Catz, ceo Oracle

Al 77° posto, Oracle vanta un giro d’affari da 38,2 miliardi di dollari. Nata in Israele, Catz ha assunto l’incarico nel 2014, sostituendo Larry Ellison. La sua strategia è caratterizzata da acquisizioni: sono state otto nel 2014, tre nel 2015 e finora cinque nel 2016. Catz ha una laurea della Wharton University.

6 – Phebe Novakovic, ceo General Dynamics

Con un giro d’affari da 31,5 miliardi di dollari, l’azienda specializzata in forniture militari occupa l’88° posto della classifica di Fortune ed è il quinto più grande conglomerato del settore al mondo. Novakovic ha iniziato la propria carriera lavorando per la Cia e il Dipartimento della Difesa. Entrata in General Dynamics, nel 2001, è stata nominata ceo nel 2013. Lo scorso anno, i risultati finanziari sono stati i migliori della storia dell’azienda. Novakovic ha un master della Wharton.

7 – Irene Rosenfeld, ceo Mondelez International

Rosenfeld ha lavorato nel settore del food & beverage per trent’anni e ha ricoperto il ruolo di presidente e ceo di Frito-Lay e amministratore delegato di Kraft Foods, prima di diventare ceo di Mondelez dopo la divisione da Kraft. Nella classifica di Fortune, Mondelez è 94° posto, con un turn over da 29,6 miliardi.

8 – Lynn Good, ceo Duke Energy

La carriera di Good, che guida un’azienda da 24 miliardi di dollari che si posiziona al 115° posto, è cominciata nel settore finanziario. Il manager è diventata parte di Arthur Andersen prima e di Deloitte poi. La sua strategia punta a investimenti nell’energia solare ed eolica.

9 – Ursula Burns, ceo Xerox

Burns è la prima donna afro-americana a ricoprire il ruolo di amministratore delegato in un’azienda di Fortune 500. La sua carriera è cominciata come stagista in Xerox dove è arrivata alla poltrona più alta nel 2009. Con una laurea e un master in ingegneria meccanica, lascerà il posto quest’anno, quando l’azienda sarà divisa in due parti. Xerox è al 150° posto con un giro d’affari da 18,6 miliardi di dollari.

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