Cinema

Harvey Weinstein, chi è l'orco di Hollywood

Potere, film in odor di Oscar, garanzia di successo: questo era il produttore accusato da decine di attrici di reiterate molestie sessuali. Ripercorriamo la sua carriera, i cult che ha firmato, la ricostruzione dello scandalo

Harvey Weinstein

Simona Santoni

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Harvey Weinstein è sinonimo della Hollywood più dorata e di film in odor di Oscar. È potere, denaro, sogni incantati proiettati su un grande schermo. Almeno fino all'aprirsi di questo autunno caldo. Fino a quando alcune donne coraggiose hanno scoperchiato il vaso di Pandora delle molestie sessuali nascoste dietro a ruoli cinematografici concessi e a promesse di successo.

Ora Harvey Weinstein è l'orco di Hollywood. È il volto di tutte le pressioni e i ricatti tremendi che da decenni muovono l'industria del cinema e del divismo. E che non hanno solo il volto di Harvey. Si veda la cascata di nomi illustri, stranieri e no, caduti sotto la scure delle accuse hard.

Ecco chi è Harvey Weinstein. 

La carriera fantastica di Harvey Weinstein

Classe 1952, nato in una famiglia ebrea, figlio di un tagliatore di diamanti, negli anni '70 Harvey Weinstein produceva concerti rock indipendenti con il fratello Bob, di due anni più piccolo, e Corky Burger, con la loro società Harvey & Corky Productions. 

Il cinema, però, era la sua passione, così come quella di suo fratello. È così che a fine anni '70, con i proventi delle produzioni dei concerti, insieme a Bob fonda la piccola società di distribuzione cinematografica indipendente Miramax (il nome deriva dal connubio dei nomi dei genitori, Miriam e Max). Il primo successo della Miramax è The Secret Policeman's Other Ball del 1982, un film benefico per Amnesty International.

La Miramax inizia a farsi strada nel cinema d'autore. Rilascia Sesso, bugie e videotape di Steven Soderbergh, film vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes del 1989. È dello stesso anno anche il lancio di Légami! di Pedro Almodóvar. Ormai la Miramax è il maggior studio indipendente americano e nel 1993, dopo il successo de La moglie del soldato di Neil Jordan, viene acquistata dalla Disney, pur restando i due fratelli a guida della società. 

È il 30 settembre 2005 quando i fratelli Weinstein lasciano la Miramax per fondare la loro compagnia di produzione, The Weinstein Company, portando con sé registi di fiducia come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez e il produttore della Miramax Colin Vaines.

I film che ha prodotto Harvey Weinstein

Tra i film distribuiti o prodotti dai fratelli Weinstein ci sono autentiche perle e grandi successi commerciali e di critica. Sotto la Miramax, spicca un cult come Pulp Fiction (1994) di Quentin Tarantino. Ma ci sono anche i film premi Oscar Il paziente inglese (1996) e Shakespeare in Love (1998), come il film che lanciò Matt Damon Will Hunting - Genio ribelle

Come Weinstein Company è un susseguirsi di film da applausi, premi e soldi. Solo per citarne alcuni: Bastardi senza gloria e Django Unchained di Tarantino, The Reader - A voce alta (2008) di Stephen Daldry, Il discorso del re (2010) di Tom Hooper (ancora Oscar a gogò), A Single Man (2009) di Tom Ford, Il lato positivo - Silver Linings Playbook (2012) di David O. Russell, The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013) di Lee Daniels, The Imitation Game (2014) di Morten Tyldum. 

Le accuse sul capo di Harvey Weinstein

Lo scandalo Weinstein è scoppiato a inizio ottobre, in seguito a degli articoli del New York Times e del New Yorker.

Il 5 ottobre 2017 un articolo del New York Times ha raccontato tre decenni di molestie sessuali perpetuate dal celebre produttore cinematografico ad almeno otto donne: attrici (tra cui Ashley Judd e Rose McGowan), segretarie e assistenti di produzioni. 

In seguito alle pesanti accuse, il 9 ottobre Harvey Weinstein è stato licenziato dalla stessa azienda che aveva fondato, la Weinstein Company. 

Il 10 ottobre il New Yorker rincara la dose: Weinstein avrebbe assalito o molestato sessualmente almeno tredici donne e ne avrebbe violentate tre, la nostra Asia Argento, Rose McGowan e l'aspirante attrice Lucia Evans. 

Dato il la, si è levato un coro di voci di attrici che hanno confessato di essere state molestate da Harvey Weinstein, se non addirittura stuprate. Un elenco che sembra non finire più. Che toglie il silenzio ad anni di pressione e violenze messe sotto il tappeto. 
Il suo modus operandi? Weinstein senior invitava giovani attrici o modelle nella sua suite d'albergo o in ufficio con il pretesto di discutere della loro carriera, quindi richiedeva massaggi o sesso. Le possibili denunce erano bloccate con offerte di denaro, ricatti o minacce. 

Il 14 ottobre Harvey Weinstein è stato cacciato dal "club degli Oscar", l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Lo ha scaricato anche il sindacato dei produttori e sua moglie, l'attrice e stilista quarantunenne Georgina Chapman.

Come se non bastasse, è notizia del 28 novembre che l'ex Messia di Hollywood sia accusato anche di sfruttamento della prostituzione. In una causa presentata a New York, l'attrice inglese Kadian Noble sostiene che la società di Weinstein ha violato le leggi federali sul traffico sessuale "facilitando consapevolmente" i viaggi all'estero del produttore, durante i quali lui avrebbe "reclutato attrici per incontri sessuali forzati dietro promessa di lavoro". 
Secondo l'attrice, l'ex numero uno di Miramax l'avrebbe costretta ad atti sessuali in una camera d'albergo in occasione del Festival di Cannes 2014: Weinstein avrebbe chiamato un producer della società, che disse all'attrice che doveva essere "una brava ragazza e fare qualunque cosa lui desiderasse". Se lo avesse fatto, "avrebbero lavorato" ancora con lei.

 

Chi sono le attrici che accusano Weinstein

Un numero crescente di attrici e donne dello spettacolo accusa il produttore di Hollywood di molestie sessuali. Ecco l'elenco, corposo ma incompleto.

Le attrici: Asia Argento, Rosanna Arquette, Gwyneth Paltrow, Kate Beckinsale, Angelina Jolie, Léa Seydoux, Ashley Judd, Eva Green, Lena Headey, Lysette Anthony, Jessica Barth, Emma de Caunes, Florence Darel, Sophie Dix, Dawn Dunning, Lina Esco, Alice Evans, Lucia Evans, Angie Everhart, Claire Forlani, Romola Garai, Trish Goff, Heather Graham, Lauren Holly, Jessica Hynes, Minka Kelly, Katherine Kendall, Mia Kirshner, Rose McGowan, Natalie Mendoza, Jennifer Siebel Newsom, Sarah Polley, Erika Rosenbaum, Melissa Sagemiller, Chelsea Skidmore, Mira Sorvino, Tara Subkoff, Paula WachowiakLupita Nyong'o, Brit Marling, Paz de la Huerta.

Ecco le modelle: Cara Delevingne, Zoë Brock, Ambra Gutierrez, Myleene Klass.

Le impiegate Weinstein o Miramax che denunciano di essere state molestate: Emily Nestor, Zelda Perkins, Lisa Rose.

Artiste o giornaliste: Tomi-Ann Roberts, Liza Campbell, Judith Godrèche

Ecco alcune delle loro dichiarazioni. 

L'attrice britannica Kate Beckinsale aveva 17 anni quando Weinstein la accolse in accappatoio per un meeting nella sua stanza al Savoy Hotel di Londra: "Aprì la porta che era in accappatoio. Ero incredibilmente ingenua e giovane e non avevo capito che quest'uomo più anziano di me e poco attraente si aspettasse che avessi interesse sessuale per lui".

Gwyneth Paltrow ha detto di essere stata pesantemente oggetto di avances, all'età di 22 anni, quando è stata ingaggiata per il film Emma: "Ero una ragazza, ero pietrificata. Pensavo che mi avrebbe sparato". L'attrice l'avrebbe raccontato al suo fidanzato di allora, Brad Pitt, che avrebbe affrontato il produttore a brutto muso. 

L'attrice francese Léa Seydoux ha subito le pressioni di Weinstein durante la produzione del film Spectre: "Stavamo parlando e all'improvviso mi è saltato addosso sul divano". E sbugiarda i colleghi del jet set che oggi sembrano cadere dalle nuvole e non aver mai saputo delle cattive abitudini del produttore: "Tutti sapevano chi era Harvey e nessuno ha fatto nulla... per decenni". 


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