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Kimi Antonelli è tra i piloti meno pagati, dove può arrivare se vince il Mondiale

Kimi Antonelli è tra i piloti meno pagati, dove può arrivare se vince il Mondiale

Con la Mercedes ha un contratto di due milioni (come Bortoleto) ma con i bonus e le vittorie chiuderà a quota 14. Palazzi, presidente di StageUp: “E’ il nuovo Valentino Rossi”

Il futuro campione del mondo di Formula 1 è uno dei piloti meno pagati: Kimi Antonelli è ormai a un passo da un titolo mondiale storico per lo sport italiano: il bolognese conquisterebbe un traguardo che un pilota italiano non vince da 73 anni. Era il 1953 e Alberto Ascari con la Ferrari divenne per la seconda volta consecutiva campione del mondo. Adesso sta per riuscirci Kimi, il cui ingaggio con la Mercedes, due milioni di euro l’anno, è pari a quello di Gabriel Bortoleto e superiore soltanto a Oliver Bearman, Liam Lawson, Franco Colapinto e Arvid Lindblad. La distanza da Max Verstappen, il più pagato con 70 milioni percepiti dalla Red Bull, è abissale. Ma anche quella dal compagno di squadra in Mercedes, George Russell, che ne intasca 34. Eppure, Antonelli guida il Mondiale piloti con un margine di 102 lunghezze sullo stesso Russell, e ha già messo in archivio 8 vittorie nelle prime 17 gare stagionali, a cui si aggiungono anche due secondi e tre terzi posti, per una presenza quasi fissa sul podio.

Con i bonus a 14 milioni

Con i bonus previsti dalla Mercedes per i risultati ottenuti, Kimi Antonelli arriverebbe a toccare i 12 milioni di dollari, e se dovesse proseguire su questi ritmi potrebbe intascare 14 milioni a fine stagione, cifra che lo renderebbe il settimo driver più pagato del circus. Allo stipendio si aggiungono altri 1.5 milioni derivanti dalle sponsorizzazioni personali (IWC Schaffhausen, Monster Energy, Alpinestars e AKM Motorsport), così da arrotondare il totale a 15.5 milioni. Il brand è in continua crescita e l’ipotesi di un titolo mondiale apre scenari inimmaginabili per il pilota emiliano che ha appena compiuto vent’anni. Se pensiamo che Fernando Alonso sta ancora correndo in Formula 1 a 45 anni, ecco che per Antonelli si apre uno scenario lungo 25 anni.

La crescita del brand

Per capire quali sono i parametri di crescita economico finanziaria di un personaggio del genere abbiamo interpellato il dottor Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, una società italiana di consulenza, ricerche di mercato e innovazione tecnologica, specializzata nei settori dello sport, della cultura, dello spettacolo e dell’intrattenimento che opera dal 2000 in partnership con istituti come Ipsos e l’Osservatorio di Pavia. “Antonelli è un caso particolare – spiega Palazzi – direi unico visto che può vincere un Mondiale di Formula 1 più di settant’anni dopo Ascari. Entra in un olimpo di pochi, anche perchè sta vincendo il Mondiale da dominatore e dimostrando grande maturità. La progressione che può avere è simile a quella di Valentino Rossi, ma si parte da una base molto diversa perchè la Formula 1 è un sistema di business molto più evoluto rispetto a quanto fosse a suo tempo quelle delle moto”. Quali sono gli aspetti che lo rendono appetibile agli sponsor? “C’è da fare un ragionamento perchè Kimi dovrà adottare una strategia manageriale che affianchi i risultati. Dovrà gestire il rapporto con la Mercedes e con Toto Wolf che lo ha lanciato, ma adesso i diritti vengono gestiti dalla Mercedes e in futuro credo che questo cambierà. Poi c’è la variabile della simpatia: Kimi è l’immagine del bravo ragazzo emiliano, un punto di vista rassicurante che gli apre grandi orizzonti. Ma pensate che ha soltanto vent’anni, ha davanti a sè tantissimo tempo in un mondo ricchissimo come quello della Formula !.

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