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Champions League, poker Italia: Como da sogno, Inter batticuore

Champions League, poker Italia: Como da sogno, Inter batticuore
Nico Paz (Getty Images)

Quattro vittorie su quattro partite e classifica che ora torna a sorridere alle italiane. La favola di Nico Paz che travolge lo United, i tremori di San Siro in una notte ad alto rischio.

Contrordine compagni, l’Italia resta un paese in grado di competere anche in Champions League. Messa da parte la depressione per lo storico en plein al contrario, le quattro sconfitte su quattro si sono trasformate in quattro vittorie con Inter e Como che hanno chiuso il lavoro iniziato da Roma e Napoli. Dirà lo scettico che alcuni degli avversari erano di livello così basso da non contare, ma alla fine quello che resta è il riscatto della Serie A e una serie di risultati che consentono di guardare al futuro con un pizzico di serenità.

La favola è quella del Como che ha riservato al Manchester United (4-1) lo stesso trattamento con cui era stato omaggiato il Lipsia nello storico debutto in Champions League. Oggi arriverà l’esonero di Carrick perché gli inglesi non si capacitano di come una realtà di provincia possa aver sculacciato i (furono) Red Devils, ma è un problema loro e non di Fabregas che ha fatto tesoro degli errori di Rotterdam presentando il miglior Como possibile.

E’ stata la notte di Nico Paz, non solo per la doppietta che ha steso lo United. Non è da escludere che a Madrid abbiano preso appunti perché sono queste le situazioni che fanno cambiare carriera ai giocatori e, va ricordato, Nico continua a essere controllato dalle merengues che possono riprenderselo versando al Como 80 milioni di euro. Tanti, non c’è dubbio, ma l’argentino è diventato un calciatore totale di qualità superiore e la Serie A sul lago a breve gli starà stretta.

Vedere il Manchester United inseguire ansimante per tutta la partita la furia organizzata dei comaschi non ha prezzo. E’ una delle peggiori versioni della gloriosa squadra che è stata di Ferguson, ma questa constatazione non toglie nulla alla straordinarietà dell’impresa di una realtà che due anni fa di questi tempi si affacciava al calcio dei grandi con ambizioni, sogni ma anche senza una base così solida da far immaginare il percorso in salita fatto con tale rapidità.

L’Inter, invece, ha vissuto una serata sul filo del rasoio, irretita dal palleggio dello Shakhtar Donetsk, tradita da Bastoni che si è ingenuamente fatto cacciare nel cuore della ripresa e salvata prima da due invenzioni di Mkhitaryan e Carlos Augusto (da rinnovare in fretta) e poi dalle parete del redivivo Martinez. Da qui il successo per 1-0. Ha spiegato Chivu che nella testa dei suoi hanno pesato le sconfitte con Real Madrid e Bruges e, forse, quella con i belgi ha lasciato un segno profondo nelle certezze.

Il palleggio sulla Champions League sogno o obiettivo rischia di diventare stucchevole. L’Inter ha rischiato di compromettere definitivamente la corsa alla seconda fase della coppa e farà bene a concentrarsi su questo, anche perché a Rotterdam l’attende un Feyenoord che è stato capace di mettere sotto il Como di Fabregas e che deve essere battuto a tutti i costi. Come? Non replicando la prestazione con gli ucraini al termine della quale le uniche due notizie positive sono state i tre punti e la capacità di resistere nel momento peggiore. Per ogni altro discorso, però, serve molto di più.

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