Israele è diventato il primo Paese al mondo a riconoscere il Somaliland come uno Stato sovrano e indipendente. “Intendiamo collaborare con voi nei settori economico, agricolo e dello sviluppo sociale”, ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, rivolgendosi al presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi. “Sono molto, molto felice e molto orgoglioso di questa giornata e desidero augurare a voi e al popolo del Somaliland il meglio”, ha proseguito Netanyahu, invitando Abdullahi in Israele e sostenendo che il riconoscimento del Somaliland avviene “nello spirito degli Accordi di Abramo”: accordi a cui lo stesso Abdullahi ha annunciato la volontà di aderire.
Le reazioni di Somalia e Turchia
Il Somaliland ha proclamato la propria indipendenza dalla Somalia nel 1991 ma, fino a venerdì, nessun Paese lo aveva mai riconosciuto come uno Stato sovrano. Non a caso, nella stessa Somalia si sono tenute affollate proteste contro la decisione presa da Israele. Decisione che è stata aspramente contestata anche da Ankara. “Preservare l’unità e l’integrità della Somalia in ogni circostanza riveste particolare importanza a nostro avviso. La decisione di Israele di riconoscere il Somaliland è illegittima e inaccettabile”, ha tuonato, martedì, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’omologo somalo, Hassan Sheikh Mohamud. “Il governo Netanyahu ha le mani sporche del sangue di 71.000 dei nostri fratelli e sorelle palestinesi. Ora sta cercando di destabilizzare anche il Corno d’Africa, dopo i suoi attacchi a Gaza, Libano, Yemen, Iran, Qatar e Siria”, ha continuato il sultano, mentre Mohamud ha accusato lo Stato ebraico di “aggressione illegale”.
Le posizioni di Arabia Saudita, Cina, Unione africana e Stati Uniti
Critiche a Israele sono arrivate anche da Arabia Saudita, Cina e Unione africana. Più sfumata si è invece rivelata la posizione di Washington. Donald Trump ha detto di non voler subito seguire Gerusalemme nel riconoscimento del Somaliland, ma non ha neanche escluso del tutto una simile eventualità. “Tutto è in fase di studio… Lo studieremo. Studio molte cose e prendo sempre ottime decisioni che poi si rivelano corrette”, ha dichiarato il presidente americano, riferendosi alla questione. “Israele ha lo stesso diritto di intrattenere relazioni diplomatiche di qualsiasi altro Stato sovrano”, ha inoltre affermato la vice ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Tammy Bruce. “All’inizio di quest’anno, diversi Paesi, inclusi membri di questo Consiglio, hanno preso la decisione unilaterale di riconoscere uno Stato palestinese inesistente, eppure non è stata convocata alcuna riunione d’emergenza per esprimere l’indignazione di questo Consiglio”, ha proseguito. Ricordiamo che una parte del Partito repubblicano sta da tempo spingendo affinché l’amministrazione Trump riconosca il Somaliland: particolarmente attivo, su questo fronte, è il senatore del Texas, Ted Cruz.
Le motivazioni strategiche di Netanyahu
Ma quali sono le motivazioni strategiche che hanno portato lo Stato ebraico a riconoscere il Somaliland? Innanzitutto, Netanyahu mira ad avere un punto d’appoggio che sia in grado di aumentare la pressione politico-militare israeliana sugli Huthi, che si trovano nello Yemen. Ricordiamo infatti che il Somaliland si affaccia sul Golfo di Aden. In secondo luogo, il premier israeliano spera di arginare l’influenza della Turchia sul Corno d’Africa. Nell’ultimo anno, Erdogan ha infatti scommesso molto sul rafforzamento dei rapporti con l’Etiopia e la Somalia.
