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Corno d’Africa, tensioni alle stelle: il rischio di una guerra fra Etiopia ed Eritrea

Corno d’Africa, tensioni alle stelle: il rischio di una guerra fra Etiopia ed Eritrea
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L’Etiopia ha strappato ai ribelli una città al confine con l’Eritrea. I due Paesi continuano ad accusarsi vicendevolmente. E il rischio di un conflitto armato aumenta ogni giorno di più

È ormai alle stelle la tensione tra Asmara e Addis Abeba. Le truppe etiopi hanno preso il controllo di Zalambessa: una città che, precedentemente in mano ai ribelli tigrini, è situata al confine con l’Eritrea.

Nei giorni scorsi, il Guardian aveva riferito che il governo di Addis Abeba aveva attaccato con dei droni alcuni soldati di Asmara penetrati in territorio etiope.

L’Eritrea, dal canto suo, ha negato proprie incursioni ai danni dell’Etiopia e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di adottare delle misure deterrenti nei confronti del governo guidato da Abiy Ahmed Ali. È in questo clima teso che i due Paesi confinanti hanno recentemente rotto le relazioni diplomatiche. L’Etiopia accusa l’Eritrea di spalleggiare i ribelli tigrini, mentre l’Eritrea, dal canto suo, accusa l’Etiopia di volerla invadere per ottenere uno sbocco diretto al Mar Rosso: sbocco che Abiy è tornato a invocare a inizio ottobre, irritando notevolmente Asmara.

Il crescente rischio di una guerra nel Corno d’Africa

Tutto questo sta portando il Corno d’Africa sempre più sull’orlo di un conflitto aperto. Una situazione che, a ben vedere, trascende le complicatissime relazioni bilaterali tra Eritrea ed Etiopia. Addis Abeba ha infatti tacciato anche Egitto e Sudan di sostenere i ribelli tigrini: un’accusa che entrambi i Paesi hanno seccamente respinto.

Non solo. Ad agosto, il governo del Cairo ha intimato all’Etiopia di non realizzare nuove dighe sul Nilo, mentre l’esercito del Sudan sostiene da tempo che Addis Abeba spalleggerebbe i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido.

Non è un caso che, a inizio ottobre, l’Egitto abbia ospitato un summit con i leader di Eritrea, Sudan e Somalia in funzione anti-etiope. Tutti questi Paesi temono infatti le ambizioni di Abiy nei confronti del Nilo e del Mar Rosso. Senza poi trascurare che Addis Abeba non ha visto granché di buon occhio il fatto che, a fine settembre, l’amministrazione Trump abbia revocato le sanzioni statunitensi ad Asmara.

Nel frattempo, la crisi rischia di allargarsi al Medio Oriente. Addis Abeba può infatti contare sul sostegno di Israele e degli Emirati Arabi Uniti, mentre l’Eritrea ha stretti rapporti con l’Egitto e intrattiene relazioni abbastanza buone con l’Arabia Saudita.

Va inoltre da sé che, se dovesse scoppiare un conflitto armato tra Asmara e l’Etiopia, queste turbolenze andrebbero probabilmente a saldarsi con le crescenti tensioni che si stanno registrando, sulla sponda orientale del Mar Rosso, tra Riad e gli Huthi, che sono a loro volta spalleggiati dall’Iran. Insomma, cresce l’attenzione sull’Africa nordorientale. L’instabilità regionale potrebbe infatti finire con il determinare delle ripercussioni globali.

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