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Il Canada sale sul caccia del futuro: pronto l’ingresso nel Gcap con Italia, Regno Unito e Giappone

Il Canada sale sul caccia del futuro: pronto l’ingresso nel Gcap con Italia, Regno Unito e Giappone

Inizia oggi a ovest di Londra il salone internazionale di Farnborough, da sempre vetrina delle novità tecnologiche. Attesa per l’accordo sul Gcap, Ottawa diventerebbe Paese osservatore


Aria di grandi accordi al salone internazionale di Farnborough che si apre oggi nel Regno Unito: durante l’evento che rappresenta il maggiore salone del Vecchio Continente dedicato all’industria aerospaziale, il Canada si appresterebbe a unirsi al programma Global Combat Air Program (Gcap), guidato dagli inglesi insieme con italiani e giapponesi per la creazione di un sistema d’arma basato su un caccia di sesta generazione. I rappresentanti canadesi dovrebbero firmare un accordo di partenariato questa settimana, anche se voci interne al Programma parlano di un possibile ritardo causato dalle dinamiche politiche. Che cosa cambierebbe per l’Italia è presto detto: potrebbero ridursi i costi industriali e verrebbero ripartite diversamente alcune attività, anche se è prematuro poter dire quali saranno. Ciò che trapela e che è stato riportato da diverse testate specializzate è che, almeno inizialmente, Ottawa non avrebbe subito la piena partecipazione al programma bensì lo status di Paese osservatore. Ma sarebbe, comunque la prima nazione a mostrare interesse concreto nella possibile acquisizione del futuro velivolo. Finora, infatti, oltre all’Arabia Saudita, che ha espresso l’intenzione di creare un nuovo partenariato, c’è soltanto l’idea della Germania di entrare nel progetto dopo la fine del programma Fcas iniziato con i francesi. Un pasticcio industriale – come è stato definito dagli stessi tedeschi – finito a causa dei mancati accordi tra Dassault e Airbus per l’assegnazione delle proprietà intellettuali. Ma mentre Berlino è già parte di programmi militari internazionali come l’Eurofighter Typhoon, per il Canada l’adesione al Gcap rappresenterebbe anche un cambiamento in quanto, finora, ha sempre acquisito velivoli statunitensi, ma ha anche valutato la fornitura degli svedesi Saab Gripen, soprattutto dopo le tensioni politiche che si sono verificate con gli Usa nei mesi scorsi. Attualmente l’aviazione canadese utilizza gli F-35 di Lockheed Martin e il Gcap rappresenterebbe un’evoluzione ma anche una rivoluzione, essendo nato per sostituire l’Eurofighter dopo il 2035 sia in Italia, sia nel Regno Unito, così come divenire il successore degli F-2 giapponesi. Per entrare nel programma i canadesi dovranno avere accesso a informazioni riservate del progetto ma lo status di osservatore non comporterà gli impegni finanziari o la partecipazione contrattuale a cui sono vincolati i tre partner. Tuttavia, è concepito come un percorso per un potenziale coinvolgimento più profondo in futuro, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie per l’addestramento legate alla simulazione di volo. Del resto il governo del Primo Ministro canadese Mark Carney sta esercitando pressioni sui tre alleati da mesi affinché sia ​​loro consentito di partecipare al progetto per diversificare i propri approvvigionamenti nell’ambito della strategia industriale della Difesa. Le prime avvisaglie di questo accordo erano state espresse il mese scorso dall’Alto commissario canadese nel Regno Unito, Bill Blair, il quale, intervistato dalla testata Politico, aveva affermato che Ottawa era in trattativa con tutti e tre i partner del programma. Nel Piano di Investimenti per la Difesa del governo britannico, pubblicato il 30 giugno, sono stati stanziati 8,6 miliardi di sterline per il Gcap a copertura delle attività dei prossimi quattro anni; mentre anche Giappone e Italia hanno firmato con la Joint Venture Edgewing (formata da Bae, Leonardo e Jaie-Mhi), un contratto del valore di 4,6 miliardi di sterline.

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