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Garlasco, il caso si complica: per l’eventuale processo a Sempio ci vorrebbe un anno e mezzo

Garlasco, il caso si complica: per l’eventuale processo a Sempio ci vorrebbe un anno e mezzo
Andrea Sempio (Ansa)

Filoni paralleli, revisione per Stasi e nuove consulenze della difesa dell’indagato: il delitto di Garlasco si fa sempre più intricato

A quanto pare, le peripezie di Garlasco non si chiuderanno così in fretta. Attorno all’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi si stanno sviluppando infatti filoni paralleli che rischiano di allungare notevolmente i tempi processuali. Un eventuale giudizio a carico di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio, potrebbe non iniziare prima di un anno o addirittura un anno e mezzo. Tutto dipenderà dall’intreccio fra l’iter che riguarda Sempio e la revisione della sentenza di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per lo stesso delitto.

Il giudice dell’udienza preliminare, chiamato a decidere se mandare il nuovo indagato a processo, potrebbe sospendere il giudizio in attesa dell’esito della revisione. Due binari paralleli che, sul lungo periodo, sono destinati inevitabilmente a convergere.

Le ultime mosse della difesa di Sempio

Sul fronte delle indagini, la chiusura bis è avvenuta il 28 settembre scorso. Mancano ora solo le contro-consulenze della difesa, attese fra domani e venerdì. Si tratta di cinque perizie che puntano, nello specifico, a smontare le accuse della Procura di Pavia. Una riguarda le impronte sul pavimento, le famose orme a pallini. Per la difesa, sarebbero una prova a discarico del loro assistito: il piede di Sempio sarebbe troppo grande per quelle scarpe.

«C’è un dato tranciante», ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti dopo l’incontro del pool difensivo svoltosi a Roma. «Le impronte per terra sono 25, e se quelle tracce sono più piccole rispetto al piede di Sempio, è esclusa qualsiasi possibilità che sia l’assassino». Sulla cosiddetta impronta 6, la traccia chiave con suola a pallini, la difesa ha lavorato con strumentazione tridimensionale. Sulla traccia 33, l’impronta della mano sul muro della cantina attribuita dai pm al 38enne, i legali sostengono di aver ottenuto «risultati completamente opposti» a quelli dell’accusa. Una conclusione, peraltro, a cui erano già arrivati all’epoca gli stessi investigatori del Ris, sui cui accertamenti la Procura ha nel frattempo aperto una nuova indagine.

I possibili sviluppi del caso Garlasco

Il nodo giuridico più delicato resta tuttavia un altro. La difesa di Sempio sta valutando un’istanza di trasmissione degli atti alla Corte costituzionale. Il ragionamento dei legali è questo: «Non possono coesistere per lo stesso caso un condannato definitivo in attesa di eventuale revisione e un altro imputato. La revisione deve venire prima, altrimenti il sistema salta».

Per capire quanto potrebbe durare, è utile guardare al precedente più recente (e altrettanto controverso): la strage di Erba. L’istanza fu depositata ad aprile del 2023, ammessa a gennaio 2024, e il processo si chiuse infine a luglio con esito negativo. A gennaio 2025, la Cassazione mise la parola fine. Un iter completo di quasi due anni.

Per Garlasco, i tempi si annunciano altrettanto lunghi. La difesa di Stasi sta ancora raccogliendo elementi dal fascicolo collaterale sull’operato degli ex Ris, materiale che potrebbe incidere sull’impianto probatorio che portò alla condanna. La procuratrice generale Francesca Nanni, dal canto suo, sta esaminando gli atti trasmessi dal procuratore Fabio Napoleone, ma ha già chiarito che i tempi per una decisione non saranno brevi. Il caso, insomma, è tutt’altro che prossimo a una conclusione.

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