Viaggio nello spazio, tra pianeti e asteroidi - FOTO e VIDEO

Da Mercurio a Plutone attraverso una distesa infinita di stelle: con Focus il pubblico di Panorama d’Italia a Ragusa ha potuto viaggiare dentro il sistema solare. Un percorso emozionante per l’ultimo appuntamento dell’edizione 2017 del tour del settimanale della Mondadori.

Guide d’eccezione sono stati il primo astronauta italiano ad andare nella stazione spaziale internazionale, Umberto Guidoni, e il responsabile della missione Aim dell’Esa, l’Ente spaziale europeo, Ian Carnelli.

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Vincenzo Leone/Next New Media
Da sinistra: il direttore di Focus Jacopo Loredan, Ian Carnelli responsabile missione Iam-Esa, e l'astronauta Umberto Guidoni
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L'astronauta Umberto Guidoni - Ragusa, Panorama d'Italia, 25 novembre 2017
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Da sinistra: il direttore di Focus Jacopo Loredan, Ian Carnelli responsabile missione Iam-Esa, e l'astronauta Umberto Guidoni
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Il pubblico di Ragusa per il viaggio nello spazio organizzato da Focus per Panorama d'italia - 25 novembre 2017
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Il direttore di Focus Jacopo Loredan - Ragusa, Panorama d'Italia, 25 novembre 2017


Dentro il sistema solare

Il direttore del magazine scientifico, Jacopo Loredan, ha invitato Guidoni a prendere per mano gli appassionati di esplorazioni spaziali e a guidarli attraverso una “mappa galattica” per capire se esiste un pianeta in grado di ospitare il futuro dell’umanità.

Si è partiti da Venere, il pianeta più simile alla terra ma impraticabile per l’uomo per la sua alta temperatura, passando per Mercurio, oggetto di una prossima missione per capire l’influenza del sole sul pianeta, e poi Giove e le sue lune che stanno suscitando grande interesse scientifico: Europa, per esempio.

Marte è il pianeta più gettonato. Lì da cinque anni c’è una sonda che sta esplorando il terreno alla velocità di 20 metri circa al giorno.

Gli asteroidi e la terra

Ma nel sistema solare ci sono tanti altri corpi celesti che vagano nello spazio: gli asteroidi. “La loro storia comincia 4 miliardi di anni fa quando si è formato il sistema solare - racconta Carnelli - Si tratta delle rocce spaziali rimaste fuori dalla formazione dei pianeti, rimasugli del sistema solare iniziale. Ogni tanto si scontrano tra di loro e a volte le vediamo arrivare sulla terra”.

Ce ne sono di tantissimi tip nello spazio: il più grande ha un diametro di 960 chilometri mentre i più piccoli sono di pochi centimetri. Ogni tanto attraversano l’orbita terrestre: una serie di crateri sul nostro pianeta ci ricordano il loro passaggio, devastante per la terra come quando sparirono i dinosauri. “Non siamo qui per spaventarvi - chiarisce Carnelli - Ne conosciamo e monitoriamo più del 90%. Sono stati individuati quelli di grande taglia, mentre è più difficile il lavoro per quelli di dimensioni piccole”.

L’impatto con la terra non avverrà perché gli enti spaziali monitorano costantemente la situazione e hanno comunque individuato tre sistemi di “difesa”: il trattore gravitazionale, gli ordigni nucleari e l’impatto cinetico. È quest’ultimo quello più gettonato: serve a deviare la traiettoria dell'asteroide.

Un corpo celeste sconosciuto

Ma l’esplorazione dello spazio regala sorprese continue. “Abbiamo scoperto un mattoncino solare che arriva da un altro sistema - rivela Carnelli - e questo ha aperto molti quesiti. Sappiamo che è lungo 400 metri e largo 40, ha una forma diversa da quelli che noi abbiamo osservato fino ad ora ed è molto veloce rispetto a quelli che già conosciamo”.

Capire perché si è formato e da dove arriva è la sfida degli scienziati di domani. “La direzione è compatibile con la stella Vega - dice Carnelli - ma è ancora più antico. Penso che il lavoro scientifico sarà pazzesco. Anche perché gli asteroidi possono diventare in futuro le stazioni di rifornimento di idrogeno e ossigeno per le prossime missioni garantendoci la possibilità di spingerci sempre più lontano”.

Il viaggio nello spazio

Il pubblico ascolta in assoluto silenzio e si incanta a guardare le immagini dei viaggi nello spazio. È l'astronauta Umberto Guidoni, con la sua passione e la sua straordinaria esperienza, a guidare gli spettatori dentro la stazione spaziale internazionale dove lui, nel 2001, ha vissuto per molti mesi. “È un laboratorio, dove le cose galleggiano, c’è assenza di peso che condiziona la vita a bordo come mangiare, bere, lavarsi”.

Il nostro è un pianeta spettacolare visto dallo spazio. Il mediterraneo, la Groenlandia, le Hawaii, la Nuova Zelanda, e ancora le tempeste di sabbia, gli uragani: “ma si vedono anche i danni provocati dall’uomo come la deforestazione e lo smog sulla pianura padana”. Un altro importante punto di vista da non perdere mai.

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