Ventimiglia: le foto dei migranti sugli scogli

ANSA/ CARLO ALESSI
14 giugno 2015. Un cartello dei migranti sulla costa di Ventimiglia, al confine tra Francia e Italia: "Noi non torniamo indietro: aprite la frontiera".
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14 giugno 2015. Migranti sugli scogli di Ventimiglia protestano pere la tutela dei diritti umani
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Migranti sul lungomare di Ventimiglia, 14 giugno 2015.
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I soccorsi della Croce Rossa ai migranti rimasti a Ventimiglia dopo la chiusura delle frontiere con la Francia
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Migranti sul lungomare di Ventimiglia, 14 giugno 2015.
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Migranti lungo il mare dormono protetti dalle coperte termiche. la frontiera di Ventimiglia con la Francia è stata chiusa per loro- 14 giugno 2015
Migranti lungo il mare dormono protetti dalle coperte termiche. la frontiera di Ventimiglia con la Francia è stata chiusa per loro - 14 giugno 2015
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Migranti manifestano sugli scogli di Ventimiglia. Sul cartello la scritta: "una risposta politica dall'Unione Europea" - 14 giugno 2015
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Migranti asciugano i loro pantaloni sotto il sole sugli scogli di Ventimiglia
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Un migrante scherza con una donna inglese mentre aspetta di poter passare in Francia
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14 giugno 2015. I migranti sugli scogli di Ventimiglia protetti dalle coperte termiche
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Membri della Croce Rossa distribuiscono la colazione ai migranti che hanno trascorso la notte sugli scogli di Ventimiglia - 14 giugno 2015
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Migranti manifestano sotto la pioggia sugli scogli di Ventimiglia - 14 giugno 2015
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14 giugno 2015. I migranti sugli scogli di Ventimiglia protetti dalle coperte termiche
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Un migrante si lava viso e denti nel mare di Ventimiglia - 14 giugno 2015
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I contrasti tra migranti e polizia al confine italo-francese di Ventimiglia - 13 giugno 2015
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I contrasti tra migranti e polizia al confine italo-francese di Ventimiglia - 13 giugno 2015
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La polizia italiana parla ai migranti prima di essere costretta ad allontanarli dal confine italo-francese - 13 giugno 2015
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I contrasti tra migranti e polizia al confine italo-francese di Ventimiglia - 13 giugno 2015
Due migranti dormono sugli scogli a Ventimiglia, 15 giugno 2015. Seconda alba sugli scogli per i 100 migranti che protestano per la chiusura della frontiera da parte della Francia a Ponte San Ludovico. ANSA/ CHIARA CARENINI
Migrants protest along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO
Migrants protest along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO
Members of Red Cross help migrants along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO
Member of Red Cross along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO
Migrant looks the sea while Franch police chek along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO
Migrant shows a newspaper along the sea front at the border between Italy and France, in the city of Ventimiglia, northwestern Italy, 15 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO

All'alba sugli scogli di Ponte san Ludovico, un centinaio di teli argentati sotto cui dormivano altrettanti migranti ha fatto tremare il cuore di molti. Quell'immagine nella luce appena cominciata di un giorno che si è dimostrato difficile non poteva non ricordare altri corpi e altri pietosi sudari. Poi, i 100 si sono svegliati. Somali, eritrei, sudanesi hanno piegato le loro cose, si sono lavati, e hanno cominciato una giornata di protesta lunga ben piu' di 24 ore.

Sotto gli occhi della gendarmerie francese che non avrebbe consentito la minima invasione del suo suolo, e sotto una pioggia torrenziale, i 100 hanno cominciato poco dopo la sveglia il loro canto di protesta: "non torneremo indietro", "dobbiamo passare". Un grido che attraverso i media affollati sulla lunga passeggiata doveva arrivare fino a Bruxelles, a quell'Unione europea che i 100 migranti vorrebbero più attenta ai diritti umani.

Poco lontano, a Ventimiglia, nella stazione ferroviaria la stessa sveglia ha interessato un altro centinaio di persone: tra loro donne e bambini, un neonato, una donna incinta. Qui nessun canto, ma il rumore di un treno che ne ha portati via, oltralpe, piu' di uno. Sulla scogliera invece va in scena una protesta che ha più significati: non solo la richiesta di poter attraversare la Francia per ricongiungersi con le famiglie in Inghilterra e Svezia, Germania e Spagna ma la richiesta a voce alta di maggior attenzione ai diritti umani.

La Croix rouge francese porta cibo e acqua, ogni tanto qualche ragazzo italiano arriva con le borse della spesa. Perche' "e' indecente che vengano lasciati cosi'". La Mercedes ultimo modello della Croce rossa monegasca scarica due casse di pere, ci sono anche i sacchi dei vestiti da distribuire. La multicolore folla dei 100 si disgrega e si riunisce come un'armonica massa e fa quello che i 'leader' comandano: si canta, dice Ali', si urlano slogan, dice Ahmed mentre il terzo, un libico in camicia bianca e occhiali neri, va su e giù per la passeggiata a mare. Sono tutti insieme, musulmani e cristiani.

Per i primi scatta l'ora della preghiera e mentre il piccolo mondo sulla scogliera urla 'human rights' volge il viso alla Mecca e s'inginocchia. Poi tutti insieme puliscono le rocce dai rifiuti, stendono gli abiti bagnati, scrivono su magliette e cartelli parole che urleranno per tutto il giorno davanti alle telecamere. Sanno che la polizia italiana tenterà una mediazione per farli andare via di lì ma per il momento usano la scogliera come una tribuna. E mentre loro chiedono attenzione, prima di coprirsi ancora con i teli argentati, alla stazione ferroviaria c'è chi viene e c'è chi va. Verso frontiere che non possono essere chiuse, nemmeno per una prova di forza.

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