Twitter e la quotazione: tutto quello che c'è da sapere

Eccoci al 7 novembre, il giorno della quotazione più attesa dell’anno, quella di Twitter. Dopo il cinguettio di circa due mesi fa che, sull’onda delle crescenti indiscrezioni di borsa, annunciava il progetto di quotazione, il social network ha depositato il prospetto di collocamento presso la Sec (Securities and Exchange Commssion), l’autorità che vigila sui listini a stelle e strisce e ora approda al Nyse (non al Nasdaq). Ecco la descrizione dell’operazione che ce la metterà tutta per far dimenticare il fiasco di Facebook nel maggio del 2012.

1- Advisor. Tutta l’elite di Wall Street si è messa in fila per fare da consulente al collocamento. Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Merrill Lynch, Deutsche Bank, Code Advisor, JP Morgan sono i principali underwriters della società di San Francisco.

2- Bilancio. Nei primi nove mesi del 2013 Twitter ha fatturato 422 milioni di dollari in crescita del 106% con perdite di 134 milioni (erano 70,7 un anno fa). In totale a settembre Twitter contava 232 milioni di utenti.

3- Confronto con gli altri social. Per ora e fino all’avvenuta quotazione si può solo dire che a giugno un utente Twitter generava 1,18 dollari di giro d’affari, molto meno di un utente Facebook (1,58 dollari) e LinkedIn (1,53 dollari). Insomma lo spazio di miglioramento non manca.

4- Grey Market (ovvero il "mercato grigio" dove possono essere scambiati i titoli prima del collocamento ufficiale). I dati di questo mercato secondario mostrano una capitalizzazione intorno ai 17,4 miliardi di euro. 

5- Basso profilo. Twitter, memore del discusso flop di Facebook del maggio 2012, vorrebbe mantenere un basso profilo. La società di Mark Zuckerbeck spinta da un’aggressiva campagna messa in atto dalle banche (Morgan Stanely è stata multata per 5 milioni per aver esercitato “un’influenza impropria” sugli analisti), è stata valutata, in fase di collocamento, 104 miliardi ovvero oltre 100 volte circa gli utili, salvo poi affondare in Borsa subito dopo e innescare infuocate polemiche sulla quotazione. Twitter ha fatto filtrare di voler evitare una simile esasperazione delle valutazioni.

6- NYSE. La società non si quota sul listino del Nasdaq dove sono presenti le altre società hitech e i social network come Facebook, bensì sul Nyse probabilmente per marcare il terreno in termini di diversità dall'altro social che in Borsa ha registrato un flop (almeno in un primo momento).

7- Pubblicità. È l'asse principale del bilancio del gruppo, da cui deriva l’87% dei ricavi. La recente acquisizione di MoPub, società specializzata nella raccolta sul mobile, va a rinsaldare l’attività in vista della quotazione ed evidenzia la strategia futura del gruppo.

8- Raccolta. Il gruppo fondato da Jack Dorsey, lo ha cinguettato chiaro e tondo: vuole raccogliere 1 miliardo di dollari

9- Soci. Al momento i due fondatori, Jack Dorsey ed Evan Williams detengono rispettivamente il 4,9% e il 12%  della società. Nel capitale è presente anche Peter Fenton al 6,7%. Sono poi presenti fondi di private equity e dipendenti che hanno potuto avvantaggiarsi di stock option a 20,62 dollari per azione.

10- Ticker (simbolo utilizzato per le negoziazioni di Borsa). Il social network ha scelto TWTR

(articolo aggiornato il 6 novembre 2013)

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