No, Mario Draghi non è morto

Al consiglio mensile di politica monetaria della BCE, riunito a Bratislava, c’è un fantasma di nome Mario Draghi. O almeno è quello che voleva far credere il simpaticone che ieri ha creato su Twitter il profilo “ufficiale” di Fabrizio Saccomanni (@SaccomanniFab ) neo Ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Letta. Qualche ora fa il falso ministro aveva postato su Twitter: “Dalla BCE riceviamo notizia che il Presidente Draghi è morto per ictus a Bratislava alle ore 12". Una notizia fin da subito apparsa improbabile anche perché, visto l’imminente incontro con il consiglio, avrebbe richiesto una conferma pressoché immediata.

La smentita del Ministero

Meno di un’ora fa è invece arrivata la smentita ufficiale del Ministero secondo cui: “Il Ministro Saccomanni non dispone di alcun Twitter. Tutte le presunte notizie che fanno riferimento a questo tweet sono destituite di ogni fondamento”. Non si tratterebbe quindi di un attacco hacker, come quelli all’agenzia Ap o al Guardian , ma di un vero e proprio account fake, creato appositamente per rilasciare dichiarazioni fasulle. Il caso Saccomanni segue di un giorno quello successo ieri al giornalista Enrico Mentana che, dal suo account ufficiale e verificato, aveva scritto della morte del rapper nostrano Fabri Fibra. In quel caso era stato lo stesso giornalista ad annunciare di essere caduto vittima di uno scherzo : “Scusate, un imbecille mi ha preso lo smartphone e ha creduto di fare una cosa divertente. Ora lo sistemo”. Nessun attacco hacker o violazione del profilo, solo un raggiro temporaneo. È anche abbastanza chiaro che l’apertura di un falso account “ufficiale” di Saccomanni sia stata opera di un cosiddetto troll della rete, persone che si divertono a seminare il panico senza fondamento.

È necessario validare i tweet

Siti specializzati e social media manager hanno già individuato alcune soluzioni per rendere una notizia su Twitter verificata o meno. Si tratta della possibilità di inserire all'interno del testo del messaggio copiato da condividere (non nel retweet dove non è possibile) un punto interrogativo o un hashtag particolare. Molti però hanno fatto notare che il popolo del web è pigro e quindi potrebbe non ricordarsi di aggiungere del testo che possa identificare la veridicità di un messaggio. Altra soluzione potrebbe quindi essere quella di inserire la possibilità di “flaggare” una particolare notizia con una bandierina colorata una volta che è stata recepita come vera, senza colore o grigia quando ancora non lo è. La catena dei messaggi dovrebbe quindi percepire la reale esattezza di particolari post pubblicati sulla piattaforma, escludendo a priori quelli non verificati o segnalati come “fake”.

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